Fontanarosa (Avellino), l’obelisco di paglia segno della tradizione contadina

Dopo aver lasciato Flumeri, ci ritroviamo a Fontanarosa, paesino di circa di 3300 abitanti, famoso per il suo Carro, conosciuto come obelisco di grano, costruito ogni anno in onore della Madonna della Misericordia.

Stemma di FontanarosaFontanarosa sorge a circa 500 metri di altezza sul livello del mare su un terreno collinare, sulle pendici del monte Capo di Gaudio, nella parte centro-settentrionale della provincia irpina. Si presenta compatta nelle case e saldamente articolata nelle vie, che ruotano intorno ad una piazza centrale, intitolata a Cristo Re. Il territorio è in parte pianeggiante e degrada  verso la valle del fiume Fredane, ed in parte è collinare e piuttosto accidentato. La regione pianeggiante è molto fertile e le coltivazioni che la caratterizzano sono quelle della vite, dell’ulivo e del grano. Nelle zone alte e boschive hanno una loro diffusione castagneti, noceti, noccioleti e querceti. Il paese è famoso per la lavorazione della paglia e della pietra, non a caso vi si trova un Museo dell’arte della Pietra della Paglia e del Presepe. Il centro storico di Fontanarosa, nonostante la sistematica ricorrenza dei terremoti, spesso con esiti devastanti per gli edifici e le persone, si presenta ben conservato. Gli originari borghetti hanno mantenuto le vecchie denominazioni di Dogana, Pozzo e Castello Vecchio, come pure le antiche strade continuano ad essere intitolate Avvisati, Bastione, Bianchi, Murillo e Murorotto. L’edilizia del centro storico è caratterizzata dall’impiego della pietra calcarea, estratta in paese o in cave non lontane.

Secondo alcuni il nome del paese deriverebbe dalla famiglia Fontanarosa che la tenne come feudo, ma più correttamente, la tradizione popolare si rifà alla presenza in tempi remoti di una sorgente ferruginosa che rendeva le acque rossastre e, che per giunta, era ubicata in un roseto. Fontanarosa vanta origini normanne e venne citata per la prima volta nell’XI secolo. La famiglia Fontanarosa fu una delle più illustri al tempo dei Normanni: Giovanni di Fontanarosa prima e Roberto di Fontanarosa poi, furono grandi del regno ai tempi di Federico II. La signoria dei Fontanarosa terminò nel 1340 e il paese passò in feudo alla famiglia Gesualdo, a cui appartenne fino al XVII secolo, per poi andare ai Ludovisio ed infine ai Tocco di Montemiletto. Fontanarosa diede i natali nel 1608 al teologo, filosofo ed oratore Padre Fontanarosa, ovvero Michele Avvisati, nonchè al filosofo Tommaso de Rosa ed al medico Vincenzo Gambini, professore presso la Terza Clinica medica dell’Università di Napoli, secondo cui la cultura deriva dall’acquisizione di conoscenze legate ad ambiti diversi della società, ivi compreso lo sport, capace di temprare il carattere.

Il Santuario di Santa Maria della Misericordia, anticamente noto come Chiesa di Santa Maria del Pozzo, deve la sua fondazione a un’antica leggenda del luogo. Esistono due versioni di tale leggenda che qui tralasciamo per non annoiare il lettore, ma chi desidera può approfondire l’argomento. Per quanto riguarda la struttura della Chiesa, dai recenti lavori di restauro, sono apparse tracce della presenza di un’altra chiesa, precedente all’attuale e molto più piccola. Essa risaliva al XI-XII secolo e doveva avere una sola porta d’ingresso su una facciata e all’interno una sola navata, senza pilastri. Nel corso dei secoli è stata ricostruita due volte: una volta nel 1456, a causa di un terremoto; un’altra, nel 1700-1731, per migliorarne le condizioni estetiche e strutturali, in seguito anche ai disastrosi terremoti del 1688, 1694 e 1702. Nel 1700 fu aperta la “porta nuova”, attuale porta d’ingresso alla Chiesa. La struttura oggi è divisa in tre navate, quella centrale risulta essere più grande di quelle laterali e un’antica balaustra in marmo chiaro la divide dall’altare maggiore, che risale al 1726 ed è realizzato in marmo di diversi colori, sapientemente accostati e intarsiati. L’opera di maggior valore custodita all’interno della Chiesa è sicuramente la statua della Madonna della Misericordia, risalente al 1100 ed interamente fatta di stucco, risultante perciò fragile e delicata. I colori originali sono andati perduti ma l’immagine, così realistica e umana, conserva ancora intatta tutta la sua bellezza e il suo fascino. È collocata in un’artistica nicchia di marmo posta sull’altare maggiore.

il carroIl Santuario di Santa Maria della Misericordia è meta di pellegrinaggio e punto nevralgico delle celebrazioni relative al carro di paglia. Nel passato, la vita dei contadini di Fontanarosa era assai dura e la fede nella Madonna della Misericordia consentiva loro di affrontare le incertezze del futuro e di alleviare le fatiche dei campi, e dava, al tempo stesso, fiducia per il buon esito dei raccolti, la guarigione dalle malattie, la buona salute dei nascituri, il tranquillo riposo dei defunti. Il legame della fede con la vita dura dei contadini è reso reale attraverso la realizzazione del carro di paglia, un obelisco alto 30 metri, realizzato con la paglia da parte di abili artigiani del luogo; esso è l’espressione più tipica della fede dei contadini e di tutta la popolazione di Fontanarosa. Ogni anno, il 14 agosto, il carro viene trainato dai buoi dalle campagne circostanti fino al Santuario della Madonna della Misericordia. La denominazione Carro trae la sua origine dal modo in cui i contadini portavano il grano in omaggio alle divinità pagane, appunto su di un carro trainato da buoi.

Adiacente al Santuario della Madonna della Misericordia si erge un imponente campanile, risalente al 1400, che risulta essere alto 57 metri, con una cupola a bulbo alta 6 metri. Dapprima molto modesto, fu poi ricostruito a guardia del Santuario e benedetto il 16 aprile del 1731, data di consacrazione della Chiesa.

Piazza CristoReLa Chiesa di San Nicola sorge di fronte la piazza principale del paese, Piazza Cristo Re. Sulle sue origini storiche si hanno scarse notizie. Certo è che, nel Medioevo, al tempo dei Comuni liberi, accanto alle chiese personali dei feudatari si affermarono le parrocchie territoriali. In quell’epoca bisogna porre l’origine anche della Parrocchia di San Nicola.

Fontanarosa vantava il più grande presepe del Settecento napoletano, nel 1930 riconosciuto monumento nazionale dal Re Vittorio Emanuele II, che durante la sua visita in Irpinia, lo ammirò e ne restò affascinato. L’imponenza e la bellezza del presepe di Fontanarosa era tale che nel 1950, venne esposto per un intero Anno Santo nella chiesa di Santa Maria degli Angeli e venne visitato da numerose persone.

Diverse sono le fontane settecentesche di Fontanarosa giunte fino a noi: la Fontana del Pozzo, la Fontana dell’Orma, la Fontana delle Pile. Da vedere anche la Fontana Piazza Cristo Re, la Fontana Punta Selice, la Fontana Giusto, la Fontana delle Rose, la Fontana della Loggia e la Fontana Pietro Cascella. Fontanarosa vanta anche diversi edifici gentilizi, alcuni dei quali presentano bei cortili interni, oltre che, ovviamente, portali in pietra e balconi in ferro battuto. Ricordiamo Palazzo Ruggiero meglio noto come Palazzo Barbaro, il Palazzo Troisi, il palazzo Penta.

Insomma anche Fontanarosa è una meraviglia d’Irpinia, ai più sconosciuta, che merita di essere visitata. Noi lasciamo Fontanarosa per ritrovarci giovedì prossimo a Chiusano San Domenico, paese d’origine del famoso ex calciatore Fernando De Napoli.

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