Frigento: il cuore d’Irpinia

Dopo aver parlato del lungometraggio “Il Mondo Magico”, riprendiamo il nostro viaggio in Irpinia, ripartendo da Frigento, paese d’origine del regista Raffaele Schettino.

Veduta FrigentoFrigento è un comune irpino di circa 4.000 abitanti e come recitava Carmine Pascucci alla fine del Settecento ” … tiene un passaggio intorno intorno alla città sempre in piano di quasi un miglio con una ammirabile e singolare veduta di lontananza, che apporta diletto e appaga la vista, non essendo la veduta impedita da altre montagne vicine, bensì vedensi Frigento quasi un punto in mezzo al circolo, un monte in mezzo a tanti monti che li fan da corona e circonferenza”.

Frigento si trova nel cuore d’Irpinia, adagiato sulla sommità di un ampio colle all’altezza di 911 metri sul livello del mare. L’abitato si sviluppa su tre alture che si alternano sul singolare massiccio collinare che caratterizza il territorio del comune. Il paese domina dall’alto le vicine valli dell’Ufita, del Fredane, d’Ansanto e l’ampia valle del Calore Irpino. La denominazione di Frigento deriverebbe dal toponimo Frequentum, Friquentum o Afrigentum, a loro volta derivanti dall’espressione latina a populi frequentia, così come menzionato nelle Rationes Decimarum della Campania.

Il paese di Frigento emerse agli onori della storia nel 441; in quell’anno per volere del Papa Leone Magno divenne sede della diocesi del meritevole vescovo Marciano che scelse questo lungo come eremo e luogo di preghiera. Con l’avvento dei Longobardi, Frigento grazie alla favorevole posizione geografica, divenne strategico luogo di difesa dei confini del Ducato di Benevento. Per secoli il borgo fu sotto il dominio dei potenti feudatari della vicina Gesualdo che ne mantennero la reggenza fino alla fine della loro discendenza. Successivamente il feudo venne ceduto alla famiglia Filangieri, quindi passò ai Caracciolo di Avellino che ne mantennero il dominio fino alla fine dei diritti feudali. Nel volgere dei secoli, la storia di Frigento fu legata alla presenza della sede vescovile che rimase punto di riferimento religioso ed anche economico della comunità fino alla soppressione definitiva disposta nel 1818. Durante il Regno delle Due Sicilie fu sede di uffici istituzionali e capoluogo dell’omonimo circondario appartenente al Distretto di Sant’Angelo dei Lombardi, nel quale figuravano inoltre i vicini centri di Gesualdo, Sturno, Torella dei Lombardi, Villamaina. Mantenne medesime prerogative anche dopo l’Unità d’Italia.

Cattedrale di FrigentoLa Cattedrale di Frigento, dedicata a Santa Maria dell’Assunta, è un edificio imponente posto alla sommità del colle di Frigento. È il luogo di culto più antico del paese. La Chiesa del Purgatorio risale al XVIII secolo, fu parzialmente danneggiata dal terremoto del 1980 ed ha subito un parziale restauro. Presenta un bel portale ed un interessante campanile. La chiesa di S. Marciano è dedicata al Patrono, primo Vescovo di Frigento. In essa è custodita la statua del santo a mezzo busto in argento, coperta di pietre preziose ed oro. La chiesa di S. Rocco ha una struttura risalente al XVIII secolo e custodisce la statua del santo, che durante i festeggiamenti del mese di agosto viene portata in processione nel paese. Il Santuario della Madonna del Buon Consiglio è meta di continui pellegrinaggi e in origine fungeva da complesso monastico. Oggi è deputato a luogo di esercizi spirituali ed appartiene alla Casa Madre dell’Ordine dei Frati Francescani dell’lmmacolata. La chiesa di S. Giovanni Battista, infine, è ubicata nella parte alta del paese.

Leone Magno divenne sede della diocesi del meritevole vescovo Marciano che scelse questo lungo come eremo e luogo di preghiera. Con l’avvento dei Longobardi, Frigento grazie alla favorevole posizione geografica, divenne strategico luogo di difesa dei confini del Ducato di Benevento. Per secoli il borgo fu sotto il dominio dei potenti feudatari della vicina Gesualdo che ne mantennero la reggenza fino alla fine della loro discendenza. Successivamente il feudo venne ceduto alla famiglia Filangieri, quindi passò ai Caracciolo di Avellino che ne mantennero il dominio fino alla fine dei diritti feudali. Nel volgere dei secoli, la storia di Frigento fu legata alla presenza della sede vescovile che rimase punto di riferimento religioso ed anche economico della comunità fino alla soppressione definitiva disposta nel 1818. Durante il Regno delle Due Sicilie fu sede di uffici istituzionali e capoluogo dell’omonimo circondario appartenente al Distretto di Sant’Angelo dei Lombardi, nel quale figuravano inoltre i vicini centri di Gesualdo, Sturno, Torella dei Lombardi, Villamaina. Mantenne medesime prerogative anche dopo l’Unità d’Italia.

La Cattedrale di Frigento, dedicata a Santa Maria dell’Assunta, è un edificio imponente posto alla sommità del colle di Frigento. È il luogo di culto più antico del paese. La Chiesa del Purgatorio risale al XVIII secolo, fu parzialmente danneggiata dal terremoto del 1980 ed ha subito un parziale restauro. Presenta un bel portale ed un interessante campanile. La chiesa di S. Marciano è dedicata al Patrono, primo Vescovo di Frigento. In essa è custodita la statua del santo a mezzo busto in argento, coperta di pietre preziose ed oro. La chiesa di S. Rocco ha una struttura risalente al XVIII secolo e custodisce la statua del santo, che durante i festeggiamenti del mese di agosto viene portata in processione nel paese. Il Santuario della Madonna del Buon Consiglio è meta di continui pellegrinaggi e in origine fungeva da complesso monastico. Oggi è deputato a luogo di esercizi spirituali ed appartiene alla Casa Madre dell’Ordine dei Frati Francescani dell’lmmacolata. La chiesa di S. Giovanni Battista, infine, è ubicata nella parte alta del paese.

palazzo capobiancoInteressante il museo archeologico sito nel complesso monumentale con una pregiata collezione di oggetti di epoca romana. Restano solo le rovine dell’antico castello medievale eretto per fini difensivi in epoca longobarda. Suggestiva è la passeggiata panoramica con vista sulle sottostanti ampie vallate. Tra le anguste stradine del centro, intorno alla cattedrale, di rilievo sono gli edifici gentilizi con splendidi portali lavorati in pietra locale. Ben conservate sono anche le cisterne romane, in pieno centro storico, che rappresentano un valido esempio di architettura idraulica del periodo romano. Gli edifici gentilizi, risalenti al XVIII-XIX secolo, hanno riacquistato lo splendore originario grazie ai lavori di restauro post-terremoto. Ricordiamo il palazzo Capobianco, il Palazzo Testa-Cipriano, il Palazzo Flamma, il Palazzo De Leo, il Palazzo Pelosi.

Castello di FrigentoProdotti tipici del paese sono la Cicerchia, il Formaggio pecorino di Migliano (area Carmasciano), numerosi vini (Salacone, Aglianico Ades, Coda di Volpe Mephytis), l’olio extravergine d’oliva D.O.P. Colline dell’Ufita, le Làene e ciciri (pasta fatta a mano con i ceci), la menesta ‘mmaretata, i migliatielli al sugo (involtini di trippa ed interiora di pecora), Fusilli e cauzuni, Baccalà a la pertecaregna, Carne re puorco e paparuli a l’acito. Feste tradizionali sono la festa re’ la Trebbiatura e re’ lo grano, la Festa dell’organetto, la Sagra della cicerchia, l’Agosto Frigentino, la Festa di San Rocco, la Festa di San Marciano, la Processione dei Misteri del venerdì Santo.

 Lasciamo Frigento per ritrovarci la prossima settimana a Bonito, altro paese che ha fatto da set al film di Raffaele Schettino.

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