Frosinone: l’Amicizia con i Lupi e la “Legge del Matusa”

Secondo impegno casalingo di fila per l’Avellino che, allo stadio “Partenio-Lombardi”, ospiterà il Frosinone, compagine neopromossa e rivelazione autentica della prima metà di stagione. I ciociari occupano attualmente la quinta posizione, a quota 38 punti, uno in meno dei biancoverdi. Lecito, quindi, aspettarsi che gli uomini di mister Stellone approderanno in Irpinia con l’intento di vendere cara la pelle. Sarà una sfida autentica e affascinante, che vedrà coinvolte anche le due tifoserie. Sugli spalti, però, non ci sarà alcuna tensione. Soltanto abbracci e cori di stima reciproca.

Saldo, infatti, è il rapporto di amicizia tra Lupi e Leoni, le cui origini risalgono alla sfida di Prima Divisione Lega Pro nella stagione 2012/13. Nell’incontro di andata, disputatosi al “Matusa” e valevole per la 6^giornata del girone B di terza serie (2-1), si registra il primo esodo di massa, di quell’annata, da parte degli ultras biancoverdi, in grado di riempire l’intera curva a loro dedicata. Nonostante la posta in palio sia altissima – il Frosinone, battendo l’Avellino, balza momentaneamente al comando della classifica, scalzando proprio i biancoverdi dalla vetta – si rivela incessante e caloroso il tifo ospite, a tal punto da strappare l’applauso finale di tutto lo stadio.

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La rivalità sorta, più o meno contemporaneamente, con i nemici storici della compagine frusinate, il Latina, contribuisce ancor più a rafforzare il rispetto fra le due tifoserie. Avellino e Frosinone riusciranno a incontrarsi di nuovo nel 2013, in ben due occasioni, entrambe al “Partenio-Lombardi” ed entrambe vinte dai Lupi: prima in Lega Pro, nella 6^giornata di ritorno (1-0); poi in Coppa Italia, ai sedicesimi di finale, con gli uomini di mister Rastelli che si riusciranno a guadagnarsi l’accesso agli ottavi (2-1), per la storica sfida contro la Juventus. I due match consecutivi in Irpinia contribuiranno a suggellare un’amicizia che verrà riscoperta nel match dello scorso 23 settembre, terminato a reti bianche in Ciociaria. Basterà un coro a inizio gara dei supporters avellinesi, derisorio nei confronti dei pontini (battuti nel turno precedente), a far saltare di gioia un intero stadio. I tifosi di casa ricambieranno il gesto, tributando alla curva biancoverde una standing ovation per la strepitosa sciarpata eseguita al termine dell’incontro.

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Lupi e Leoni: amici come non mai, almeno sugli spalti. Già, perché, sul campo, si prospetta tutta un’altra storia. Giovane e battagliera, all’occorrenza anche micidiale, la squadra guidata da Roberto Stellone tende a schierarsi con un 4-4-2 tutt’altro che classicista. Il fatto che i gialloblu abbiano prodotto undici reti in più (35) rispetto ai biancoverdi (24) la dice tutta sul carattere offensivo e sulla grinta impressi ai Leoni. L’ex attaccante di Napoli, Genoa e Torino è giunto alla sua terza stagione da capo-allenatore dei ciociari. Roberto Stirpe, caparbio patron del Frosinone, non ha avuto dubbi sulle qualità di Stellone, il quale, dopo aver compiuto una breve trafila nelle Berretti, ha deciso di sposare un progetto che vede la partecipazione di ottimi giocatori in prospettiva futura (Luca Paganini e Robert Gucher su tutti), misti a uomini di una certa esperienza (Danilo Soddimo e Daniel Ciofani, nonché i neo-acquisti Paolo Sammarco e Mario Santana).

Fino a qualche mese fa, un’altra analogia univa i destini di Avellino e Frosinone. Così come il nostro stadio “Partenio-Lombardi” è conosciuto e temutissimo per la sua “legge” che tanto ha fatto impazzire gli squadroni della Serie A, anche il “Matusa” era noto, da ben un anno e mezzo, per la sua inviolabilità. Fino a quando una rete di Davide Gavazzi, nel match del 5 dicembre 2014 (0-1), non ha permesso alla Ternana di espugnare il campo ciociaro, dopo ben diciotto mesi di imbattibilità. Fino ad allora, l’ultima sconfitta della compagine gialloblu tra le proprie mura risaliva al 5 maggio 2013, giorno in cui i Leoni furono abbattuti da un corsaro Sorrento (2-4). Da quel momento in poi, al “Matusa” nessuno è riuscito a passare. Nemmeno l’attrezzatissimo Lecce che, considerato dagli addetti ai lavori come una delle favorite alla promozione dalla Lega Pro alla Serie B, sarà costretto a cedere il suo posto al Frosinone, in una gara che resterà indelebile nella memoria dei tifosi gialloblu. È il 7 giugno 2014: dopo ben 120 minuti di gioco, gli uomini di Stellone hanno la meglio sui salentini (3-1), conquistando, così, la seconda promozione in Serie B nella storia del club.

Non poteva esserci un ritorno migliore tra i cadetti per i Leoni gialloblu che vantano, all’attivo, altre cinque partecipazioni al campionato di seconda serie. Particolare è il debutto in B, avvenuto nella stagione 2006/07: l’unica in cui la Juventus si troverà a giocare con le più “piccole” (eppure c’erano Napoli e Genoa…), a causa dello scandalo Calciopoli che aveva provocato la retrocessione a tavolino della Vecchia Signora nell’annata precedente. Nella sfida del 28 ottobre 2006, disputatasi all’Olimpico di Torino, un egregio Massimo Zappino nega il goal agli uomini di Deschamps che, in qualche occasione, rischiano addirittura di affondare sotto i colpi del contropiede ciociaro. Sarà, poi, Alessandro Del Piero, al 73’, a decidere la gara e a mettere la firma sul suo 200°gol in carriera. Ma il Frosinone, da quel momento in poi, potrà fregiarsi del merito di aver inceppato le trame della Vecchia Signora per gran parte dell’incontro. La compagine gialloblu diventerà, inoltre, trampolino di lancio per le carriere di alcuni giocatori che hanno avuto, e che continuano ad avere, fortuna. Tra questi, non possiamo non menzionare Francesco Lodi, terzo miglior marcatore della storia dei Leoni con 38 reti, ed Eder, attuale bomber della Sampdoria di Sinisa Mihajlovic, nonché autore di 20 reti in 52 presenze con la maglia gialloblu tra il 2007 e il 2009.

Superato l’attaccante brasiliano, con l’obiettivo puntato al 30enne fantasista napoletano, il nuovo condottiero dei Leoni, Daniel Ciofani (26 reti dal 2013 a oggi), è chiamato a trascinare i suoi compagni al raggiungimento di traguardi importanti. Sarebbe assurdo ipotizzare anche un approdo Serie A? Per quanto imprevedibile possa rivelarsi la serie cadetta, certamente no. Del resto, tutta l’Italia lo sa: il “Matusa” è un fortino (quasi) inespugnabile. Per questo, ci piace auspicare che, in un futuro, prossimo o remoto, Avellino e Frosinone possano arrivare, a braccetto, tra le big del calcio italiano. E se questo sogno si dovesse realizzare, significa che Lupi e Leoni saranno ancora più amici di prima. Amici per la pelle. E non solo sugli spalti.

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