Grottolella (Avellino), vestita a fiori per il Giro d’Italia 2015

Seguendo il tracciato irpino della nona tappa del giro d’Italia del prossimo 17 maggio, nella media valle del fiume Sabato, in posizione panoramica, ai piedi del Massiccio del Partenio, ad ovest delle colline di Altavilla Irpina, di cui abbiamo parlato giovedì scorso, e a nord-est di Prata di P.U. (anche di questa abbiamo parlato) e Montefredane, troviamo questo centro agricolo, a 546 metri sul livello del mare. Circondato da boschi e campagne che confinano con il tessuto urbano, molte e ben curate sono quest’ultime disseminate per la zona con in mezzo folti noccioleti. Da sempre terra di mele pregiate ed ottimo vino.

L’abitato di Grottolella è stato frequentato stabilmente fin dall’età tardo repubblicana (I sec. a.C.), sino all’età tardo – imperiale (III-IV sec. d.C.). Il nome attuale del paese deriva dal latino cripta (grotta, luogo sotterraneo) ed il toponimo è riportato nelle fonti medievali nelle forme di Cripta Castanearum, Grottacastagnara, Grotta, Grotticelle, Grottolella. Infatti il nome “grotta” compare insieme alle notizie più antiche del paese riportate nella “Cronica” di Falcone Beneventano, nel 1134. Il Feudo di Grottolella, fin dalla dominazione Longobarda, era diviso in due parti e da Ruggiero II in poi, nel 1137, continuò a passare di mano in mano, dapprima sotto i feudatari della Casa di Svevia e successivamente con i feudatari legati alla famiglia D’Angiò. La sua unificazione avvenne nel 1466 sotto i Carafa con la vendita del Feudo da parte della famiglia Caracciolo. Il Feudo passò, nel 1610, alla famiglia Macedonio, proprio in questo periodo, nella seconda metà del 1600 il paese ebbe un forte incremento demografico, ciò comportò uno sviluppo urbanistico lungo l’asse Cutura-Barra (attuale via Umberto I). La famiglia Macedonio si estinse nel 1783 senza lasciare eredi. Il Feudo quindi ritornò alla Casa Reale Borbonica fino all’unificazione d’Italia avvenuta nel 1861. Nel 1812 Grotta Castagnara venne ufficialmente chiamata Grottolella.

Panorama di Grottolella 2
Panorama di Grottolella

Le manifestazioni e le feste principali si svolgono durante la stagione estiva, come avviene per la maggior parte dei paesi irpini. Il venerdì e il sabato successivi al 15 giugno si svolge la Festa di S. Vito alla Frazione Taverna del Monaco, nel corso della quale si inserisce la tradizionale Sagra della trippa. La prima domenica d’agosto si svolgono i festeggiamenti in onore di S. Anastasia con spettacoli musicali, Processione e fuochi pirotecnici, nel cui contesto il sabato precedente, nel pomeriggio, si inserisce la Ciclocronoscalata di Grottolella organizzata dal comitato festa in collaborazione con il Forum Giovanile. La manifestazione cui partecipano ciclisti da tutta la Campania si tiene dal 1977 e si snoda su un percorso di circa 1.750 metri con notevole dislivello e numerose difficoltà. Il record della corsa è di 5’22” stabilito nel 2005. La manifestazione da alcuni anni è preceduta da una scalata con Montain Bike cui partecipano molti giovani del paese.

La prima settimana di agosto, in data variabile, nel Centro Storico per due giorni si svolge la Festa dei Sciurilli (i fiori di zucca), con degustazione di numerose pietanze a base di fiori di zucca ed altre specialità locali organizzata dal comitato festa, dalla Pro Loco e dal Forum Giovanile. L’ultima domenica d’agosto si svolgono i tradizionali festeggiamenti in onore di S. Vincenzo con alcune serate musicali, Processione e fuochi d’artificio, mentre il sabato precedente, nella piazza del paese si tiene la Sagra degli “strangolaprieviti” un particolare formato di pasta tipico della zona. Il 1° settembre si svolge la Festa di S. Egidio Abate, Patrono del paese con Processione. Dal 6 al 9 settembre, invece, ha inizio la fiera di S. Egidio che si svolge insieme all’evento “Il Pasto della Salamandra”, tra le vie del borgo di Grottolella.

Piazza Angelo Maglio
Piazza Angelo Maglio

Il 7 febbraio ricorre l’anniversario della traslazione a Grottolella delle Sacre Spoglie di S. Anastasia Vergine e Martire. La traslazione ebbe luogo nel 1830. Le reliquie della Santa Martire romana furono traslate da Roma a Benevento e da qui a Grottolella con una suggestiva cerimonia che vide coinvolta tutta la popolazione del paese che andò incontro al corteo che proveniva dalla sede arcivescovile con in testa l’Arcivescovo. Grottolella ricorda tale data con una festa liturgica che si conclude con il bacio della Reliquia. Il Venerdì Santo, all’imbrunire, si svolge la suggestiva Rappresentazione della Passione di Gesù Cristo nel Centro Storico organizzata dai giovani di Azione Cattolica che si conclude con la scena della Crocifissione sotto una torre del Castello Medioevale. In occasione della Festa liturgica del Corpus Domini si tiene una tradizionale Processione per le vie del paese con l’allestimento di numerose cappelle ed altari e con la stesura su balconi e finestre di lenzuola e coperte ricamate. Tipica del paese  è la “sciuriata” con petali di rose. Il 13 dicembre, in occasione della Festa liturgica di S. Lucia si distribuiscono i tradizionali “cicci” alla popolazione.

Negli ultimi anni, nell’intento di riscoprire antiche tradizioni, si cerca di promuovere iniziative volte alla rievocazione degli antichi giochi che costituivano il divertimento degli  anziani e a rivivere qualche momento aggregante dell’antica civiltà contadina come la vendemmia e la “scogna” del grano (mietitura).

A Gottolella è possibile visitare la chiesa di Santa Maria delle Grazie, situata nel vecchio centro abitato ed edificata originariamente con l’ingresso rivolto a ponente (verso il Castello), sotto la dominazione Normanna e dedicata a Sant’Egidio Patrono di Grottolella. Il suo aspetto attuale risale al XVIII secolo, quando fu ampliata e l’ingresso fu posto a mezzogiorno. La facciata è del tipo a capanna, con semplice portale lapideo in pietra arenaria. La copertura è in legno e tegole marsigliesi. All’interno vi sono gli artistici altari marmorei delle cappelle di Santa Anastasia e San Vincenzo, ed una preziosa tela cinquecentesca forse di scuola napoletana, raffigurante la “Vergine delle Grazie”. I successivi rifacimenti, a seguito del sisma del 1980, non hanno modificato la struttura originaria. Di fronte ad essa si trova il monumento “Le inutili Guerre”, realizzato dall’artista Giovanni Spiniello. Il monumento è dedicato ai caduti della I e II Guerra Mondiale.

Castello Caracciolo
Castello Caracciolo

Il castello di Grottolella è stato edificato su di una preesistente roccaforte longobarda nel 1083. L’imponente costruzione, che domina ancora l’abitato intorno al quale persistono abitazioni civili, fu sveva, che in età tardo-aragonese, subì numerosi restauri e rifacimenti che ne modificarono sensibilmente l’aspetto originario. Ma fu sotto i duchi Macedonio, nel 1650, che la struttura venne modificata in Castello residenza. L’aspetto esterno attuale è quello quattrocentesco. Il Castello, che già agli inizi del 1900 fu dichiarato monumento storico  sottoposto quindi a tutela, fu venduto nel 1928 dalla Famiglia Caracciolo a vari privati, subendo una sorta di frazionamento. In seguito al grave sisma del 1980 il Castello ha subito varie opere di ristrutturazione. I suoi corpi di fabbrica, si articolano attorno ad un cortile interno secondo uno schema regolare, con torri cilindriche angolari su alto basamento a scarpa. Le cortine murarie interposte sono della stessa altezza dei torrioni, anche se si notano finestre e balconi, dovuti alle suddivisioni e ristrutturazioni degli ambienti interni eseguiti in passato per ricavare abitazioni. Ubicata sul lato est del castello, l’opera dell’artista grottolellese Giovanni Spiniello “La strada del cielo”. L’opera rappresenta un collegamento tra la storia e il presente ed è una rilettura del legame tra i castelli di Montefredane, Capriglia Irpina e Grottolella. La figura protagonista del lavoro è una Dea irpina connotata da una prorompente forza ascensionale vissuta come ponte tra terra e cielo. La scultura posta con alle spalle il castello, è inoltre un omaggio al contadino e al suo lavoro, la cui proiezione crea una grande ombra sulla superficie sottostante che viene interrotta da una fenditura situata al centro dell’opera. Tale fenditura lascia passare un raggio di luce diretto al cielo ed è questo processo che genera la strada del cielo, una scia luminosa tutta da percorrere che può consentire all’uomo di farsi nuovo, di divenire altro. La figura è anche un saluto all’ospite che giunge dalla valle, in segno di accoglienza.

La piazza principale del paese, piazza Angelo Maglio, le cui origini risalgono a dopo il 1870, quando il paese era amministrato dal sindaco sac. Don Raffaele Spinelli, aveva denominazione iniziale quella di “Piazza Comunale”. E’ solo dopo la battaglia di Adua (1896), che segnò la morte del tenente medico Angelo Maglio, cittadino di Grottolella, che, l’allora sindaco Giuseppe Maglio, decise di intitolare la piazza a questo eroe. Nel 1999 la piazza è stata ristrutturata e, ricavando una grotta sotto antichi gradoni, nacque “Il passaggio di Don Chisciotte”, altra opera artistica di Giovanni Spiniello. L’opera è un affresco a tempera protetto da una patina di cera d’api. La figura di un cavallo e di un cavaliere è vista in modo prospettico. I colori dominanti sono il blu e il rosso. Il blu sta ad indicare sicurezza, quiete, armonia; il rosso rappresenta la passione, la voglia di vivere.

Il Palazzo Maglio fu edificato per volere di Egidio Maglio e del figlio Domenico tra il 1875 e il 1880. Questo edificio contribuì ad abbellire la neo edificata piazza e diede maggior lustro alla famiglia. Tra i maggiori esponenti di questa famiglia Giuseppe Maglio, sindaco del paese per più legislazioni, nonché consigliere provinciale e presidente della camera di commercio di Avellino.

Il Palazzo Pellegrino in passato ha avuto grande importanza. Fu edificato per volere di Agostino Pellegrino intorno alla prima metà del 1700 e risultò essere il più importante edificio dopo il castello, simbolo dell’affermazione di una classe borghese. La famiglia Pellegrino diede alla comunità di Grottolella illustri professionisti: notai, giudici, farmacisti e medici nonché validi sacerdoti, strinse rapporti di parentela con importanti famiglie avellinesi e napoletane tra cui quella del noto patriota e letterato Luigi Settembrini.

Fontana Vecchia era il toponimo dell’attuale piazza Municipio. L’antica denominazione deriva dal fatto che in quel luogo era collocata la più importante fontana del paese. Questa fu costruita per far fronte alle grosse esigenze scaturite nel periodo post-epidemico del 1656, ed era alimentata dalle acque provenienti dalla grande sorgente di Barbella. Recentemente è stata posta nella stessa piazza una struttura metallica realizzata dall’architetto Raffaele Iandolo, completamente in acciaio avente la forma di una porta, al centro della quale è posto un blocco in cemento armato che contiene in altorilievo lo stemma di Grottolella. Su di un lato della struttura sono posti le figure dei protagonisti di questa opera: il re e la regina Albero. La porta non ha una funzione di difesa ma piuttosto vuole accogliere lo straniero, salutando e presentando i propri valori di appartenenza.

Il Mulino Sant’Angelo è ubicato alla confluenza dei torrenti di S. Angelo e Malfetano che insieme formano il Tronti. Nonostante la sua ubicazione sul territorio di S. Angelo a Scala (AV), veniva utilizzato per lo più dai Grottolellesi. Fu fatto costruire su interessamento e finanziamento dei monaci camaldolesi intorno alla metà del 1600. Le due palate venivano alimentate dai torrenti di Malfitano e S. Angelo.

Il Mulino dei Tronti è invece ubicato sul territorio di Grottolella in località Tremasuli. Fu fatto costruire da Francesco Pellegrino, finanziato dai Carafa, intorno al 1870. La sua unica palata veniva alimentata dal torrente Tronti.

La Biblioteca Comunale “Antonio Di Pietro” di Grottolella, funzionante da oltre un decennio, è ubicata nella centralissima Piazza Angelo Maglio in un edificio ristrutturato e costituito da una sala consultazione, una sala lettura ed una sala amministrativa. Essa fa parte del Centro Rete del Sistema Bibliotecario Provinciale ed è un istituto che concorre a garantire il diritto di tutti i cittadini ad accedere liberamente ad ogni espressione della Cultura che si manifesti tramite documenti, informazioni espressioni del pensiero e della creatività, con particolare attenzione alla valorizzazione delle peculiarità storiche, geografiche e sociali del proprio territorio.

Domenica prossima, in occasione del passaggio della carovana rosa, il sindaco del paese ha lanciato l’iniziativa denominata “Grottolella, un fiore per il Giro d’Italia”. L’iniziativa è volta a favorire il coinvolgimento dell’intera comunità con il fine di rendere più bello, gradevole ed ospitale il paese, attraverso l’utilizzo di fiori e  piante ornamentali per testimoniare l’affetto dei grottolellesi non solo al proprio paese ma anche al Giro d’Italia.

La prossima tappa del nostro viaggio, sempre seguendo il percorso della corsa rosa in Irpinia, ci porterà a Montefredane, altro meraviglioso paese della nostra terra.

UN VIAGGIO NELLA NOSTRA AMATA TERRA:
L’IRPINAUTA DI SALVATORE NARGI

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