Guardia dei Lombardi, sede del Museo delle Tecnologie e della Cultura dell’Alta Irpinia

Dopo aver lasciato Villanova del Battista, ci ritroviamo per l’ultima tappa nella Baronia e nella Valle dell’Ufìta per visitare Guardia dei Lombardi. Il paese conta circa 1.700 abitanti ed è situato a 998 metri di altitudine. Nel suo territorio troviamo il Monte Cerreto, alto 1.024.

guardia-dei-lombardi-tramontoGuardia Lombardi è il secondo comune più alto della Campania, dopo Trevico. Il territorio fa parte della Comunità Montana Alta Irpinia. I comuni confinanti sono Andretta, Bisaccia, Carife, Frigento, Morra De Sanctis, Rocca San Felice, Sant’Angelo dei Lombardi, Vallata. È uno dei paesi colpiti dal violento terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980. Posizionato in affaccio fra la Valle dell’Ufita e la Valle dell’Ofanto, a nord del Monte Cerreto, nell’Irpinia orientale, è circondato da boschi e campagne verdi caratterizzate dalla presenza delle tipiche costruzioni rurali.

Dal campanile della Chiesa Madre e dal Monte Cerreto, a pochi metri dalla centrale Piazza Vittoria, è possibile scorgere ben 4 regioni (Basilicata, Campania, Molise, Puglia) e 10 province (Avellino, Benevento, Caserta, Salerno, Campobasso, Isernia, Bari, Barletta-Andria-Trani, Foggia, Potenza), nonché il mar Adriatico nelle giornate più limpide. Il territorio è ricco di fontane e sorgenti. Una delle più importanti dà origine al fiume Frédane, affluente del Calore Irpino.

Panorama-Guardia-dei-LombardiIl nome del comune viene fatto risalire dal termine “guarda, garda” che entra nella composizione di molti toponimi. Esso allude all’esistenza di un posto di guardia; poi viene attribuito anche ad una località posta in un sito sopraelevato rispetto al territorio circostante, caratteristica orografica del centro. La parola deriva dalla voce germanica “warda”, di analogo significato ed attribuibile forse ai Longobardi, per quanto sia probabilmente una formazione gotica. Una delle prime denominazioni del comune è infatti la latina Guardiae Longobardorum, che successivamente mutò in Guardiae de Lombardis (1100-1300), Guardialombarda (1400-1600), Guardia Lombarda (1600-1800), Guardia dei Lombardi (prima metà del 1900) e infine Guardia Lombardi.

Fontana-manganelli-guardia-dei-lombardiPer quanto la conformazione orografica di vedetta del sito su cui sorge Guardia lasci immaginare che già i Sanniti (tribù degli Irpini) avessero pensato di edificarlo, soprattutto nel periodo delle guerre sannitiche contro la Repubblica romana (343-290 a.C.), non si hanno tracce concrete di un insediamento così datato, come del resto nemmeno successivamente in età repubblicana e in età imperiale. Dopo la Caduta dell’Impero romano d’Occidente (476), nel periodo di raccordo tra l’epoca antica e il Medioevo definito Tarda antichità, l’Italia intera subì devastazioni da parte dei popoli barbari i quali, venuti dal nord Europa, sconvolsero le terre d’Irpinia portando squallore e miseria. I Longobardi si insediarono nell’area che andava da Benevento fino alla città di Taranto sul mar Ionio: nacque il Ducato di Benevento e la città sannita divenne la capitale del mezzogiorno continentale. Fu in questo periodo, tra il 571 e il 591, che essi fondarono Guardia, intuendo nelle caratteristiche geo-morfologiche e orografiche del territorio la possibilità di dare origine ad un efficace posto di avanguardia e difesa.

I Longobardi, primo popolo barbaro a convertirsi al Cattolicesimo, costituirono delle roccaforti che si rivelarono di vitale importanza per respingere la minaccia araba. Guardia divenne un centro di vitale importanza grazie alla sua posizione: il paese getta lo sguardo sia sull’antica terra saracena che sulla Via Appia Antica che collegava Roma con Brindisi. Fu così che nel 591 i Longobardi, portando a compimento la conquista dell’Irpinia, crearono il Gastaldato di Conza, loro circoscrizione amministrativa. Di esso venne a far parte Guardia, nel bel mezzo della Langobardia Minor, dal momento in cui vi edificarono il Castello per esigenze difensive, in posizione elevata come vedetta, a protezione di Benevento con la funzione di respingere eventuali eserciti provenienti dall’Oriente. Guardia rimase longobarda fino all’arrivo dei Normanni nel 1076.

Fontana-Beveri- guardia-dei-lombardiI Normanni, guidati da Roberto d’Altavilla detto il Guiscardo, conquistarono tra il 1076 e il 1079 l’intero Gastaldato di Conza. L’ultimo Gastaldo di Conza, Guido, oppose invano resistenza. Sotto i Normanni, Guardia divenne un feudo governato da un feudatario. I feudatari vincolavano al feudo i contadini, che venivano venduti insieme al feudo. I Normanni in genere non alterarono le circoscrizioni longobarde preesistenti e permisero ai feudatari che facevano voto di sottomissione di mantenere il possesso dei loro feudi. Tuttavia in molti casi distrussero i castelli e confiscarono le terre demaniali e di coloro che si erano opposti alla loro trionfale avanzata. Quest’ultimo fu il caso di Guardia: nel 1133 il paese fu distrutto da Ruggero II di Sicilia, detto anche Ruggero il Normanno. Una volta ricostruito, diventò possedimento dei Balvano. In seguito al matrimonio tra la regina dei Normanni, Costanza d’Altavilla, e l’imperatore Enrico VI le corone di Sicilia e del Sacro Romano Impero vennero unificate nelle mani di un solo Imperatore, il figlio Federico II di Svevia.

Nel 1503 Guardia divenne dominio spagnolo. In questo periodo si passò dai Folliero ai Della Marra, quando nel 1611 si ebbe il passaggio da feudatari a duchi. Il maggiore esponente della casata, Ferrante Della Marra, uomo estremamente colto conosciuto proprio come Duca della Guardia, aveva rilevato il feudo nel 1607. Nel 1700 scoppiò una guerra di successione che vide antagoniste Spagna e Austria. Col Trattato di Utrecht il regno di Napoli passò agli austriaci. Tra il 1731 e il 1739 l’Austria fu coinvolta nella guerra di successione polacca. Nel 1734, con la battaglia di Bitonto, i Regni di Napoli e Sicilia ritornano formalmente indipendenti, dopo oltre due secoli di dominazione politica prima spagnola e poi austriaca. Sul trono di Napoli e Sicilia si insediarono i Borboni. Con la fine della dominazione austriaca Guardia venne inserita nel Principato Ultra del Regno di Napoli. I duchi erano della famiglia Ruffo di Calabria. Nel 1861 Guardia venne annessa al Regno d’Italia. Venne inserita nel terzo distretto di Montefusco.  Nel 1930 e nel 1980 Guardia venne gravemente danneggiata da forti terremoti. Nella prima metà del novecento vi fu un’intensa immigrazione verso gli Stati Uniti, dovuta alle misere condizioni della popolazione che andava così a cercare fortuna in America.

chiesa-Santa-Maria-Grazie-guardia-dei-lombardiLa Chiesa Madre fu fondata nel 1315 e dedicata alla Madonna delle Grazie. Nella prima fase di costruzione era a pianta a croce greca. Distrutta dal Terremoto del 5 dicembre 1456, fu ricostruita per iniziativa della feudataria Maria Donata Del Balzo. Negli anni successivi avvennero ulteriori modifiche: in effetti nel 1500 vi fu l’aggiunta del campanile. Con il terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980 fu nuovamente distrutta e negli anni seguenti fu ristrutturata ed oggi è possibile ammirarla in tutto il suo splendore.

Il territorio di Guardia Lombardi è ricchissimo di fontane, alcune di esse monumentali, come la Fontana Beveri, la Fontana Manganelli e la Fontana di Tolla. Altre fontane sono: San Leone, Matrone, Righiera, San Leonardo, Frassino, Volacchio, Della Calce, Lavagnili, Pietri di Sotto, Dell’Agata, Fontanili, Tonsone. Quest’ultima costituisce la sorgente del fiume Frédane, affluente del fiume Calore Irpino.

museo-guardia-lombardiA Guardia Lombardi troviamo il Museo delle Tecnologie, della Cultura e della Civiltà Contadina dell’Alta Irpinia, fondato nel 1981 dallo storico guardiese Salvatore Boniello, che ospita un migliaio di oggetti e attrezzi di lavoro tipici della civiltà contadina altirpina dal Medioevo al XX secolo, oltre a numerosi utensili di uso comune, dall’aratro alla prima macchina da scrivere acquistata dal Comune. Vi sono allestite fedeli ricostruzioni di ambienti rurali e municipali, al fine di rappresentare e ripercorrere la vita rurale e culturale di una volta. Tra le altre sale tematiche meritano menzione la mostra fotografica sui costumi tipici, la collezione di stemmi gentilizi, i giochi e lavori femminili di tessitura e ricamo, i mestieri maschili del fabbro, del falegname e del medico.

Con la vista di Guardia dei Lombardi lasciamo definitivamente la Baronia e la Valle dell’Ufìta e ci diamo appuntamento alla prossima tappa nella Valle del Sabato e, in particolare, ad Aiello del Sabato. Prima però, giovedì prossimo, parleremo della festa dell’Agricoltura e dell’Artigianato di Lauro che si terrà il 7, 8 e 9 ottobre 2016.

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