Il Rastrellatore batte un colpo: “Se serve ci sarò”

Dove eravamo rimasti? L’impresa di Latina e la vigilia di Frosinone – con ben 35 lupi romani al seguito – inducono il Rastrellatore, col solito sostegno del coautore Antonello Candelmo, a tornare in campo. Per una volta. Non voletemene, quest’anno va così. Impegni di natura familiare e di lavoro mi impongono di abbassare il rating – coì dicono gli esperti di Borsa – ai miei impegni sportivi al fianco dei lupi, compreso il club di Roma, che va avanti a gonfie vele con una nuova gestione collegiale che mi solleva da mille impegni con la certezza che si va avanti meglio di prima. Ma ha influito anche un’altra valutazione: condotta in porto la scorsa annata evitando l’ennesimo “ascensore”, dovendo programmare il nuovo anno non sono poi così sicuro che il mister – pur nell’affetto reciproco – ami più di tanto fan club e agiografi vari, preferendo farsi valere con la forza dei fatti, che sono tutti dalla sua parte. Quest’estate poi è bastato per me fare due chiacchiere con lui al ritiro di Rivisondoli per capire che era sereno, il gruppo si era già riformato. Ed era l’ultimo segnale che mi serviva per sentirmi esentato dal mio impegno settimanale diventato gravosissimo per me lo scorso anno, sebbene gravido di soddisfazioni.

Confesso che con il Cittadella, però, mi ero non poco preoccupato. Poi la gara con lo Spezia mi ha rasserenato al punto che la prova di Latina non mi ha sorpreso per niente, me l’aspettavo. Eppure al Francioni è scattato qualcosa che ci induce ad esser di nuovo qui a pigiare sulla tastiera a notte fonda. Qualcosa di magico, di bello, di speciale. Correva il minuto 93 quando il signor Baracani di Firenze dopo aver indicato la via dello spogliatoio al secondo Rossi faceva altrettanto col nostro Rastelli. La risposta un tempo sarebbe stata facile, quando fra noi ragazzi si invitava i fuori di testa fra noi a farsi vedere da “Barracano” noti esercenti degli anni ’70 (padre e figlio), che vendevano nella villa liquerizie, sementi e affini a bordo del loro tre-ruote. «Signor Baracani, fatti veré a Barracano!», mi veniva da dirgli. Ma il mister non ha dato peso si è allontanato invece senza battere ciglio. Un problema però si è posto, sia pur per i tre minuti della fase finale di recupero. Mancando mister e vice, infatti, la squadra si è ritrovata d’un colpo senza timoniere in panchina. Ed allora ecco – incredile – alzarsi in piedi in panchina il nostro Fabio Pisacane, appena sostituito, spronare i compagni e chiamare le marcature su una palla inattiva da brivido. La foto che ho scattato non è passata inosservata su Facebook, l’ha vista lo stesso Pisacane, l’ho postata anche al mister che ha riso di gusto.

Fabio Pisacane in panchina

Confesso che su questa storia avevo una gran voglia di mettere in mezzo il preparatore dei portiere David Dei: dove la trovi un’altra occasione così per assumere le redini della squadra? Volevo dirgli così, per sfotterlo un po’, tanto siamo amici. Non sei nessuno, gli ho scritto su Facebook, non sei nemmeno il terzo… Ma poi mi rendo conto che bisogna aver rispetto del lavoro e della professionalità di figure fondamentali come David, autentico pilastro nell’ombra del gruppo di lavoro di Rastelli. Anzi, vengo a sapere che è stato proprio Dei a dire a Pisacane si alzarsi nell’area tecnica a spronare la squadra. Grande uno, grande l’altro. Ecco, l’Avellino-Davide che diventa Golia al Francioni è il frutto di una squadra che – fra tanti cambi e con tanti giovani – si riscopre di nuovo gruppo, come il mister mi aveva assicurato già nel breve colloquio di questa estate, di fronte ai timori che gli avevo palesato al riguardo.

David Dei

No, il mister non ha proprio più bisogno di Rastellatori a supporto. Ha rotto gli argini. Si inventa le metafore vincenti per scombinare con la pretattica le menti e le carte degli avversari. Beretta va quasi in confusione, mentre lui – ma non era quello che non sapeva leggere le partite, e che tardava i cambi? – indovina tutte le sostituzioni, la prima addirittura a metà primo tempo, roba mai vista lo scorso anno. E che divertimento veder scendere in campo al solito tutti gli scienziati per una squadra che sarebbe stata definita debole dall’allenatore, per la campagna acquisti sbagliata, la sicura retrocessione… Salvo poi saltare tutti sul carro del vincitore. Due parole anche per Vergara. La sua dedica a Dio, per averlo aiutato a superare un anno difficile, il ringraziamento ai compagni definiti “fratelli” per l’aiuto sugli errori commessi, sono un altro sintomo del gruppo che cresce, con la caratteristica – quest’anno – di gerarchie meno definite nei vari ruoli ma di maggiori alternative tattiche, e c’è anche questo aspetto nella maggiore propensione che il mister mostra nel procedere ai cambi, leggendoli con tempestività e un coraggio incredibili, quest’anno.

Calciatori Avellino nel Pullman

Insomma, il Rastellatore può farsi da parte. Con una promessa: se dovesse andare in un certo modo, quando ci sarà da dare una mano tutti per rendere possibile il miracolo, la sua non mancherà. Ma restiamo con i piedi per terra. Con tre punti già nel carniere in due trasferte terribili in terra laziale il nostro lo abbiamo già fatto, tutto quel che verrà con il Frosinone ben venga. L’importante è non perdere il trend di crescita che la strada ha mostrato. Un occhio ora alla formazione. Considero, il cambiamento di ruolo di Konè a centrale che avevo auspicato nell’altra rubrica che curo, la chiave del cambio di mentalità dei lupi del dopo Cittadella.

In difesa rientrato al centro Ely, avanti ora tutti dicono Comi, e invece noi col coautore quotiamo ancora Arrighini, almeno per l’avvio di gara prudente che il mister vorrà fare, per non regalare spazi in cui i ciociari hanno mostrato di saper essere devastanti. Dubbio Zito-Visconti, ma tutto sommato potrebbe toccare ancora al primo. Per l’attacco però il mister guarda pure a Soumaré, mentre io spendo due parole per l’ostiense Pozzebon. In forma splendida, il turn over potrebbe aprire qualche spazietto anche per lui, e potrebbe risultare devastante. GOMIS, PISACANE, ELY, CHIOSA, REGOLI, ARINI, KOINE’, SCHIAVON, ZITO, CASTALDO, ARRIGHINI.

“Un grazie ad Alessio Martella, Aldo Pio Feoli e Mattia Preziuso per l’assistenza e Gianluca Capiraso per la fiducia. A rivederci a presto, grazie per consensi e condivisioni di cui vorrete omaggiarci, non sono mai sprecati”.

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