Sant’Angelo all’Esca e il suo belvedere sulla verdeggiante valle del Calore

Dopo Sant’Angelo a Scala ci ritroviamo a Sant’Angelo all’Esca, posizionato su di un colle alto 461 metri, ricco di uliveti e vigneti, dal quale si gode uno stupendo panorama della verdeggiante vallata del Calore. La posizione amena ed esposta al sole, il cielo, l’aria balsamica e salubre racchiudono in una felice sintesi un prezioso dono di natura che ha sempre contraddistinto questo piccolo centro dell’entroterra irpino. Il paese confina con Fontanarosa e Paternopoli, con Luogosano e Taurasi e con Mirabella Eclano.

Panorama di S.Angelo all'Esca
Panorama di S.Angelo all’Esca

Per risalire alle origini di Sant’Angelo all’Esca bisogna riportarsi indietro nei secoli e ripercorrere la storia della stirpe Irpina, di cui la popolazione santangiolese faceva parte. Gli Irpini, il cui nome deriva da Hirpus (che in sannitico significava lupo), erano una popolazione stanziata sugli Appennini Centrali, che fu costretta – a seguito di una terribile carestia – ad abbandonare i propri territori e a stabilirsi nelle valli e sulle colline che, oggi, costituiscono la terra dell’Irpinia. Gli Irpini erano un popolo indomito e ribelle alla schiavitù, perciò lottarono sempre contro la dominazione di Roma, alleandosi – di volta in volta – con le varie popolazioni ostili a Roma, come fecero ad esempio con Pirro, durante le guerre tarantine. In tale occasione, per detta alleanza gli Irpini pagarono un caro prezzo: sconfitto Pirro, il senato Romano per controllare gli Irpini, fondò, nel cuore della Regione, la Colonia militare di Conza, a nord quella di Benevento e a sud quella di Poseidonia (Paestum). Da allora (272 a.c) fino al 216 a.c. quando Annibale umiliò i Romani a Canne, l’Irpinia visse in pace, rispettando gli accordi con i Romani. Tuttavia, le vittorie dei Cartaginesi ridestarono lo spirito d’indipendenza del popolo Irpino, che passò dalla parte degli Africani. Quando Roma sconfisse Annibale costrinse gli Irpini a subire molteplici vessazioni e a cedere una parte delle loro terre. Successivamente nel 90 a.C. lo spirito indomito degli Irpini risorse ancora durante la guerra sociale. Ma l’Irpinia ancora una volta fu sconfitta dai Romani (precisamente da Silla nel 83 a.C.) e annessa definitivamente allo Stato romano.

Purtroppo, non esiste una documentazione esaustiva sulla specifica origine del paese: infatti, le lapidi rinvenute sul posto non precisano a chi appartenne, ma è probabile che il sito prossimo ad Aeclanum sia sorto sull’area di un santuario di Cerere una delle più antiche divinità romane, dea protettrice della vegetazione e dell’agricoltura. Secondo un’altra interpretazione, invece, il termine ad escam, deriverebbe da escas che stava a significare zona umida, perché ricca di acqua e fertile ed anche cibo, nutrimento. Il Toponimo Sant’Angelo potrebbe essere, invece, un atto di omaggio all’angelo San Michele Arcangelo, da parte dei Longobardi. Questi, infatti, convertiti al cristianesimo da San Barbato, Vescovo di Benevento, ebbero un gran culto per l’Arcangelo Michele che elessero quale protettore, sia in guerra sia in pace, ed imposero questo nome a moltissime loro città. Per questo motivo alla loro terra sorta sul santuario pagano imposero il nome dell’angelo e per distinguerla dalle omonime vi aggiunsero il nome che la terra aveva precedentemente, ossia Ad escam.

Chiesa San Michele Arcangelo

A Sant’Angelo all’Esca abbiamo la Chiesa di San Michele Arcangelo, Si tratta del più importante edificio religioso del paese irpino, la cui realizzazione risalirebbe al XII-XIII secolo, anche se successivi restauri e rifacimenti hanno apportato profonde variazioni al primitivo impianto. L’interno della struttura, a pianta regolare, custodisce diverse opere d’arte. Altre chiese del paese sono quella della Madonna del Carmine, che si trova fuori del centro abitato, di fianco al cimitero, la chiesa di S. Rocco oggi chiusa al culto dei fedeli e quella di S. Gerardo.

Come detto all’inizio, S. Angelo all’Esca si erge su di una verde collina, quasi isolata ma assai interessante dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Dall’alto dei suoi 473 metri, S. Angelo all’Esca offre un bel panorama sulla Valle del Calore e la suggestiva veduta si può godere in prossimità del Belvedere del paese.

Dal belvedere lasciamo Sant’Angelo a Scala e ci diamo appuntamento a giovedì prossimo sempre in Irpinia, questa volta a Savignano Irpino.