Chiedere la cessione e voler cambiare aria è un atteggiamento legittimo da parte di qualsiasi calciatore. Poi ci sono modi e modi: c’è chi decide di spiegare le proprie ragioni alla piazza e c’è chi, invece, sceglie di andar via nel silenzio, quasi a volersi a nascondere. Dimenticando, tutto d’un colpo, il rapporto che lo legava ad una piazza a cui ha dato tanto, ma anche ricevuto molto.

A Fabio Pisacane, nuovo calciatore del Cagliari, è bastata una settimana per mandare all’aria quanto di buono fatto in due anni, rovinando il fantastico legame che si era venuto a creare con la gente d’Irpinia. Aveva un altro di contratto con l’Avellino, il tempo necessario per richiedere il rinnovo alla società, con il relativo (e meritato) aumento dell’ingaggio. Sedendosi al tavolo delle trattative anche con il coltello dalla parte del manico, vista la sua importanza nello schieramento difensivo e considerando l’eccellente rendimento (fatta eccezione per qualche disattenzione) nelle 78 gare di campionato disputate in maglia biancoverde.

Fabio Pisacane Avellino

Invece ha deciso di andar via, facendo incassare al club irpino una cifra tutto sommato irrisoria rispetto al valore dimostrato in campo dal difensore napoletano nelle ultime due stagioni trascorse in Irpinia. E ben diversa dagli importi per farlo partire annunciati (inspiegabilmente) da Taccone.

Nessuno contesta la sua scelta di trasferirsi al Cagliari, piazza di indubbio fascino che lotterà per l’immediato ritorno in serie A. Così come nessuno gli obietta la volontà di seguire il suo allenatore, Massimo Rastelli, in questa sua nuova avventura sarda.

Ma alla stragrande maggioranza dei tifosi biancoverdi non sono piaciuti i modi, le dinamiche della trattative e l’atteggiamento avuto dal diretto interessato. Che si è sottratto a qualsiasi forma di dialogo con chi, fino a poco più di un mese fa, lo osannava e lo considerava un leader di questa squadra. Qualche tifoso gli avrebbe persino aperto le porte di casa, tanta era la fiducia nei confronti dell’uomo (oltre che del calciatore) Pisacane.

Sarebbe bastata una conferenza stampa, nonostante il chiaro diniego dell’Us Avellino, per spiegare a quegli stessi tifosi che tanto si fidavano di lui il perché di questa decisione. Forse sarebbe stato sufficiente anche un tweet, un messaggio di saluto. Avrebbe avuto anche la possibilità di chiarire la storia dei “problemi familiari”, probabilmente una leggenda metropolitana che si aggira nell’ambiente biancoverde e che oggi spinge i sostenitori biancoverdi a chiedersi perché Pisacane sia andato via.

Avesse chiesto la cessione per giocare in serie A, nessuno probabilmente gli avrebbe obiettato qualcosa. Ecco perché i tifosi non possono che pensare che il motivo sia prettamente di natura economica.

Proprio lui, simbolo del calcio pulito, premiato in passato per aver detto “no” ad un tentativo di combine, considerato il professionista modello ed il calciatore ideale, lascia Avellino nel peggiore dei modi.

TUTTO SU FABIO PISACANE