Lanciano: la presidentessa, la love story e la Serie B

Trasferta in terra abruzzese per l’Avellino, reduce dall’importante successo casalingo contro il Bari, ancora oggi costellato da attacchi frontali e polemiche di ogni genere. I Lupi di mister Rastelli saranno ospiti del Lanciano di Roberto D’Aversa. Allo stadio “Guido Biondi” – laddove la vittoria biancoverde manca dalla stagione 2006/07 (0-1, goal di Gaetano Grieco) – è previsto un altro esodo di sostenitori irpini, pronti a invadere quella che, per molti scrittori della letteratura classica, era Anxanon, la capitale dei Frentani, popolo di lingua osca insediatosi nella regione adriatica centrale.

Ed è proprio frentani  il termine con cui si suole indicare i calciatori della Società Sportiva Virtus Lanciano 1924, risorta nel 2008 dopo il fallimento della Società Sportiva Lanciano. In quell’anno, la compagine rossonera, militante nella Serie C1 girone B, è impegnata in una strenua lotta per evitare la retrocessione. Gli ottimi risultati conseguiti dagli abruzzesi, grazie all’eccelsa qualità di gioco espressa da un emergente Francesco Moriero, vengono vanificati dalla pesante penalizzazione di 10 punti inflitta ai frentani, costretti a terminare il campionato al terzultimo posto, a quota 32 punti. Ai play-out, il Lanciano dovrà vedersela contro la Juve Stabia guidata da Maurizio Costantini. Finirà male, con una sconfitta interna subita nella gara d’andata (0-1) e con le Vespe che riusciranno a conservare il vantaggio nel match di ritorno al “Romeo Menti” (0-0). Eppure, a causa della disastrosa situazione economica di diverse squadre, quali Lucchese e Massese, la neonata Virtus della famiglia Maio riesce ad acquisire un posto utile per il ripescaggio. Dopo aver, quindi, riottenuto la storica denominazione – Polisportiva Virtus Lanciano è il nome della prima società calcistica cittadina, fondata nel lontano 1919 – i frentani riescono anche a salvare la categoria.

La stagione 2008/09 è quella della riprogrammazione in casa rossonera. Ai vertici della società vi è Valentina Maio, 26 anni, lancianese doc, figlia di Franco (industriale attivo nel settore dello smaltimento rifiuti e presidente onorario del club) e sorella di Guglielmo, eletto vicepresidente e amministratore delegato della nuova Virtus. Un’avventura così rischiosa e delicata non spaventa affatto la giovane e intraprendente Valentina: la presidentessa riesce, infatti, ad allestire una squadra giovane e caparbia, diretta inizialmente dall’attuale tecnico del Sassuolo, Eusebio Di Francesco. Ciononostante, il campionato si rivela più difficile del previsto: a pagare il prezzo più caro è proprio Di Francesco, sostituito, a campionato in corso, da Dino Pagliari. Il Lanciano, per conquistare la salvezza, dovrà passare nuovamente per la via dei play-out. L’avversario è sempre lo stesso: la Juve Stabia. A Castellamare, le Vespe si impongono col punteggio di 2-1; ma, al ritorno, l’impresa ai frentani riesce (1-0), grazie a una rete di Daniele Morante, bomber della Virtus di quell’annata. Questa volta, il Lanciano riesce a salvarsi, in virtù del miglior piazzamento in classifica, condannando la Juve Stabia alla retrocessione in Seconda Divisione.

valentina e manuel
Valentina Maio e Manuel Turchi

Per Valentina, l’estate del 2009 è il momento più bello della sua vita, e non solo grazie alle gesta dei calciatori frentani. Circa un anno prima, infatti, la presidentessa era riuscita a portare nella cittadina abruzzese l’attaccante romano Manuel Turchi, classe 1981, ex Padova e Pescara: desideroso, in principio, di mettersi in gioco e di disporre di un minutaggio maggiore. In realtà, c’è qualcosa di più sulla scelta di Manuel, oltre alle motivazioni prettamente calcistiche: in particolare, quella storia d’amore che lega il calciatore alla sua Valentina, conosciuta per caso ancor prima che la famiglia Maio riscrivesse la storia del calcio a Lanciano. Dopo qualche mese, la presidentessa e il calciatore convoleranno a nozze, il 3 luglio 2009. La più “strana” e affascinante coppia del mondo del calcio avrà, poi, due figli: Francesco e Ginevra. Dal 2008 a oggi, Turchi metterà a segno 21 reti in oltre 170 presenze, diventando un idolo della tifoseria locale.

Con l’intraprendenza imprenditoriale di Valentina e l’impegno agonistico di Manuel, la cittadina abruzzese sembra vivere qualcosa che va oltre l’immaginazione fiabesca. Siamo nella stagione 2011/12 e, sulla panchina dei frentani, siede Carmine Gautieri. Il Lanciano, da sempre fucina di allenatori in erba, stupirà gli addetti ai lavori, giungendo al quarto posto nel girone B della Prima Divisione Lega Pro: piazzamento valevole per la qualificazione ai play-off. L’avversario di turno è il favoritissimo Siracusa, battuto però a sorpresa grazie a un complessivo 3-2 in favore degli abruzzesi (1-0 all’andata, 2-2 al ritorno). In finale, la Virtus ritroverà un’altra compagine siciliana, il Trapani. L’1-1 dell’andata non sembra giovare ai rossoneri, in netta difficoltà nei minuti iniziali del match di ritorno. Ma il Lanciano, nonostante il provvisorio svantaggio di una rete e l’espulsione di Amenta al 12’, riuscirà a ribaltare il punteggio, espugnando il “Provinciale” di Erice col punteggio di 1-3 e approdando, per la prima volta nella sua storia, in Serie B. Un’impresa colossale, firmata non solo da mister Gautieri e Manuel Turchi, ma anche da tantissimi uomini di esperienza (Gaetano Vastola e Roberto D’Aversa su tutti), nonché da giovani promesse come Cosimo Chiricò, Vincenzo Sarno e Leonardo Pavoletti.

Tifoseria Lanciano
La Curva Sud del Lanciano

Dopo un esordio in serie cadetta non agevole, nel quale il Lanciano riuscirà comunque a ottenere l’obiettivo minimo, vale a dire la salvezza, la dirigenza frentana si ritrova priva di Carmine Gautieri. Al suo posto, in panchina, viene chiamato un altro tecnico debuttante in B: Marco Baroni, guida, fino al 2013, della Primavera della Juventus. Ancora una volta, la Virtus andrà oltre le attese previste, riuscendo addirittura a presidiare la vetta della classifica fino alla tredicesima giornata. Gli abruzzesi continueranno a inseguire il sogno play-off fino all’ultima giornata, allorquando il pareggio a Carpi (2-2) farà svanire gli ambiziosi piani del club rossonero. Il decimo posto conseguito al termine della regular season (a quota 60 punti) resta, a ogni modo, un eccellente traguardo, reso possibile grazie all’affidabilità di giocatori come Federico Amenta, Diego Falcinelli e Carlo Mammarella, capitano della squadra.

Attualmente, i frentani condividono la nona posizione con il Perugia, a 40 punti, tre in meno rispetto a Pescara e Spezia (43). L’obiettivo del tecnico dei rossoneri Roberto D’Aversa, ex capitano e anch’egli esordiente, da allenatore, nel calcio che conta, è chiaramente quello di migliorare i risultati ottenuti nell’annata passata. L’Avellino, che occupa attualmente il terzo posto e, di punti, ne ha 49, si presenterà al “Biondi” con lo stesso fine. All’andata (così come anche nella stagione 2013/14) gli abruzzesi hanno messo in seria difficoltà la compagine biancoverde. Che sia arrivato il momento di voltare pagina? Lo scopriremo solo vivendo… e invadendo Lanciano, al sostegno dei nostri beniamini.

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