L’Avellino e gli Ungheresi: da Kovacs a Filkor, con alterne fortune

Sarà che nella bandiera dell’Ungheria sono presenti il bianco e il verde a far compagnia al rosso, ma l’Avellino Calcio ha sempre avuto un debole per gli ungheresi, e viceversa. Peccato che i tempi di Ferenc Puskas e Florian Albert siano passati da un bel po’. Ben sei sono i magiari passati per l’Irpinia, ma nessuno di loro ha davvero lasciato il segno. Tra meteore ed eterne promesse, l’ultimo della lista è Attila Filkor, acquistato nel mercato estivo. Fino a questo momento Filkor era un oggetto misterioso, arrivato dopo un infortunio serio e tornato in Italia dopo l’esperienza in Francia. Rastelli ha aspettato, per averlo al massimo della condizione, e l’ha mandato in campo nella sfida di ieri contro il Perugia. Ma il povero Attila si aspettava di fare ben altra figura al suo esordio.

D’altronde i tifosi dell’Avellino ci sono abituati. Tornando indietro con il tempo, arriviamo ai tempi di Lajos Kovacsprimo straniero a vestire la maglia dell’Avellino. Ha giocato una stagione in maglia biancoverde, nel lontano 1948/49. In quegli anni, la Nazionale dell’Ungheria faceva sfracelli in Europa, ma Kovacs in Irpinia fu solo di passaggio. Ricordiamo poi l’attaccante Krisztian Kenesei, arrivato nel 2007 in pompa magna, definito un goleador di razza e con la promessa di segnare caterve di gol. Kenesei ne realizzerà soltanto due in ventidue partite. Problemi di ambientamento, dissero. Non contento dell’esperienza Kenesei, e per evitare lo stesso problema avuto con lui, Pugliese acquistò ben tre ungheresi nella stagione successiva.

L’esordio del 19enne Szatmari, in gol contro il Livorno alla prima giornata di B del 2008, creò molte aspettative. Peccato che da lì in poi se ne siano perse le tracce, e in molti si stanno ancora chiedendo che fine abbia fatto. Gli altri due ungheresi acquistati furono Tamas Vasko e Vladimir Koman. Entrambi hanno avuto molto più spazio del connazionale Lorand. Il gigante Tamas fu uno dei migliori per rendimento a fine campionato. Indimenticabili le scelte di mister Campilongo: quando le cose andavano male, e a quei tempi succedeva spesso, schierava Vasko da attaccante aggiunto. Visto il reparto offensivo formato da Aubameyang e Visconti, non era poi una cattiva idea. Vasko chiuse la sua esperienza in Irpinia con 30 presenze e 2 gol. A proposito, ha segnato anche di più dei due “bomber” sopracitati. Il biondo Vladimir, invece, poteva giocare da ala, da mezz’ala o da trequartista ed era un vero jolly per lo scacchiere biancoverde. Realizzò quattro gol nella sua stagione in Irpinia, di cui uno nel derby contro la Salernitana e un’altra nella trasferta di Modena che risulta essere l’ultima targata U.S. Avellino prima del fallimento.

Visti i precedenti, caro Attila, si può fare di meglio. E c’è tutto il tempo per recuperare….

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