L’ex Meola ad Avellino-Calcio.it “Bravi lupi, che nostalgia!”

Avellino-calcio.it ha intervistato il terzino del Lumezzane, Antonio Meola, ex Avellino, e di proprietà del Livorno. Uno dei migliori terzini visti dal fallimento in poi, che meritatamente è arrivato a giocare in serie B dopo ottime stagioni in Irpinia, che a sua detta, sono state indimenticabili. Ecco le parole dell’ex giocatore dei lupi.

Antonio, un commento sulla stagione appena conclusa a livello personale, tra Livorno e Lumezzane?
Ho iniziato il campionato al Livorno dove mi sono trovato benissimo, ma assieme al procuratore ho deciso di andare a giocare in prestito a Lumezzane, visto che in Toscana ci siamo ritrovati a lottare per i primi posti e rischiavo di giocare molto poco. A Lumezzane su 13 partite ne ho fatte 10, e in 2 di quelle 3 in cui sono mancato ero squalificato.

Si parlava di rinnovo con il Livorno, a dimostrazione che non smettono di credere in te.
Si, parlammo di rinnovo quando andai via, ma alla fine il discorso è stato rimandato a luglio, ma non credo ci saranno grossi problemi, ne riparleremo con la dirigenza.

Passando al Lumezzane, avete mancato i play-off per 7 punti. Cosa non è andato?
La squadra è forte, forse abbiamo pagato l’inesperienza che in questa categoria può essere pericolosa, visto che avevamo solo due elementi di grande esperienza come Mandelli e Marcolini. c’è stata troppo pressione che ha pesato per molti ragazzi, e poi aggiungici che abbiamo fallito partite come quelle con Carpi ed Entella, dove meritavamo di vincere. Anche qualche errore arbitrale poi ha fatto il resto..

Un commento sulle squadre che hai visto nel girone A, chi ti ha sorpreso di più e chi deluso?
L’Entella ha mostrato di essere un’ottima squadra, sarebbe banale dire il Lecce, che comunque alla fine ha avuto le difficoltà normali di questa categoria. Sicuramente poi c’è il Carpi che per il secondo anno arriva ai play off, mentre dalla Cremonese mi aspettavo molto di più visti i tanti nomi importanti per la Lega pro.

Cosa è alla base di squadre che spendono tanto in Lega Pro e non riescono a vincere?
Credo sia fondamentale dare fiducia, soprattutto ai giovani in questa categoria, valorizzarli e farli sentire parti integranti di quel qualcosa che si vuole costruire. I nomi non sempre sono in grado di calarsi nelle realtà minori, e un esempio l’ho avuto ad Avellino dove Tisci e Biancone, che potevano fare tranquillamente la serie B sono arrivati per portarci in Seconda Divisione, ma alla fine non hanno avuto la giusta umiltà per calarsi nei panni della serie D.

Un commento invece sul girone B della Prima Divisione, dove c’è la tua ex squadra, l’Avellino?
Inutile dire l’Avellino, che ringrazio per tutto quello che mi ha dato, poi sicuramente la Nocerina che a gennaio anche ha fatto acquisti importanti e che è una squadra attrezzatissima. Alla fine credo che per i play-off se la giocano Nocerina e Perugia che sono corazzate. Il Benevento avrebbe dovuto fare molto di più visti gli investimenti fatti.

difensore antonio meola

E invece per ciò che riguarda l’Avellino, un commento sulla stagione dei lupi?
Non ho avuto modo di seguire l’Avellino al Partenio, a differenza dell’anno scorso quando scesi un paio di volte, ma in tv ho seguito diverse partite, tra cui quella con la Nocerina e quella col Gubbio, in cui ho avuto un’ottima impressione da Zigoni, appena entrò in campo.

Ritieni quindi che Zigoni sia un valore aggiunto per i lupi in B nonostante la deludente esperienza di Vercelli?
Zigoni l’ho affrontato quest’anno col Livorno e ho avuto modo di vedere come sia un attaccante adatto alla categoria. Bisogna credere nei giocatori, e poi lui ha un curriculum di tutto rispetto, essendo cresciuto nel Milan.

Chi conosci dell’Avellino attuale?
Innanzitutto voglio fare un pensiero su D’Angelo, un giocatore che merita davvero la serie B, per quello che ha mostrato fin dal primo giorno che arrivò ad Avellino in serie D, e fin da subito disse di voler portare questi colori nella serie cadetta, si è sempre sentito parte integrante di questa squadra. Poi conosco Millesi, con cui ho giocato in Seconda Divisione, Izzo, poichè abitiamo nello stesso quartiere e Fumagalli.

A proposito di Fumagalli, cosa pensi non sia andato per il verso giusto nella seconda parte di stagione per lui?
Non ho seguito molto né ho sentito lui, so che ha avuto difficoltà dopo i derby con Paganese e Benevento, forse ha avuto problemi con la società o l’allenatore. C’è da dire che è un ottimo portiere e farebbe bene in tanti club, è un po’ pazzo ma è bravissimo (ride)

Ricordi belli e brutti della tua esperienza in Irpinia?
Porto con me solo ricordi belli dell’avventura ad Avellino, una tifoseria splendida, che ti trascina e fa sentire importante. Poi ringrazio Marra che mi ha sempre dato fiducia dopo il suo arrivo al posto di D’Arrigo e mi ha fatto capire che ero importante. Sicuramente un rammarico enorme è la finale di Trapani, dopo una straordinaria rincorsa con Vullo, non riuscimmo a regalare un sogno ai tifosi dell’Avellino.

Corsi e ricorsi storici, domenica e giovedi, Avellino e Trapani si riaffrontano per la Supercoppa…
La seguirò perchè sono due ottime squadre e spero possa vincere l’Avellino anche ricordando quella finale persa. A Trapani c’è un ambiente caldo, e già quest’anno quando sono tornato lì in trasferta col Lumezzane ho pensato a quella partita persa.

Potrebbe esserci ancora avellino nel tuo futuro?

Avellino è una piazza che non si dimentica, sicuramente la più bella di quelle dove sono stato, e tornerei subito in Irpinia, non al 100% ma al 200% perchè sarei anche vicino casa e tornerei in un ambiente con cui ho avuto un ottimo rapporto e una società che mi ha sempre trattato benissimo. Sono andato via per la prospettiva di giocare in B con una squadra importante come il Livorno. Non spetta a me purtroppo decidere.

Hai avuto contatti con la dirigenza nelle scorse sessioni di mercato o in queste settimane?
Non c’è stato modo di sentirli, ma avrei grande piacere a tornare ad Avellino, soprattutto se il Livorno dovesse andare in A le cose sarebbero più “semplici” per poter tornare. La dirigenza è competente e sa bene come muoversi in serie B, come dimostra il fatto che sembra fatta per uno come Polito. Poi a destra c’è un terzino forte come Zappacosta.

avellino serie d

Un pensiero sul Livorno che domenica può tornare in A?
Livorno è stata un esperienza bellissima, spero davvero possa coronarsi il sogno della serie A, visto che eravamo partiti con l’obbiettivo della salvezza dato che la squadra era grosso modo la stessa della stagione precedente. Mi piacerebbe tanto misurarmi con la serie A, ma so che sarà difficile e più probabile un prestito in serie B. Il merito comunque è tutto di Davide Nicola: il mister ha saputo dare quella marcia in più, ci ha fatto credere fin da subito di essere un gruppo importante e forte e non ha mai trascurato nulla. Potrei dire che è un pessimo allenatore dato che non giocavo, ma oggettivamente il merito è suo.

A Livorno hai anche vissuto il dramma Morosini.
Si io e Morosini eravamo davvero amici, andavamo spesso a cena fuori. Fa male sapere dopo la sua morte della sua situazione familiare, di cui non parlava davvero con nessuno. Io ero in panchina nella sfida col Pescara e non riuscivo a crederci poiché stavo perdendo un amico sul campo della nostra squadra. Mi sono tatuato quella data con una frase dedicata a lui. Sono sicuro che il Livorno,dopo la curva, gli dedicherà la promozione in serie A.

Qualche nome per l’Avellino sia del Livorno che del Lumezzane?
Del Lumezzane consiglio Inglese, un attaccante di proprietà del Chievo, classe 91, già 10 gol, mentre dal Livorno prenderei subito Bigazzi, avrà poco spazio in A, e ha grandi doti tecniche, molto rapido e può fare la differenza.

In chiusura un saluto per i tifosi dell’Avellino?
Gli auguro un grosso in bocca al lupo per la serie B che si apprestano ad affrontare e spero davvero che la capienza dello stadio venga aumentata, non dimenticherò mai i 10.000 col Trapani. Il tifo di Avellino può spingere in alto la squadra. Il mio è solo un arrivederci, tornerò ad Avellino da avversario o da giocatore e sarà sempre un emozione.