Livorno-Avellino, Tifoso Biancoverde allo Stadio Dopo 28 Anni

L’ultima partita che ha visto e che ricorda ancora perfettamente fu un Avellino-Roma, finita 2-3, nel lontano 1987. E’ da allora che il signor C. I., irpino purosangue, non assisteva ad una partita dei biancoverdi allo stadio. Quell’anno, infatti, fu costretto ad emigrare in Svizzera e lasciare la sua amata terra.

Ma la passione non si è mai spenta, neanche quando i risultati della sua squadra arrivavano dalle pagine noiose di un televideo e finivano con le storie delle vecchie imprese raccontate al suo bambino.
E a Livorno ci ha portato indietro col tempo, proprio come faceva con suoi figlio.
Ci ha fatto rivivere le partite al vecchio stadio in Piazza d’Armi, dove i numerosi tifosi si assiepavano sulle recinzioni, sfidando così la società che le aveva cosparse di catrame per evitare che i “portoghesi” potessero vedere la partita. E poi il derby con il Napoli di Maradona, le battaglie con le milanesi, il gemellaggio con la Juventus. Altri tempi, altre storie!

E’ incredibile come la passione per questi colori resti indelebile nel tempo, malgrado il tempo, nonostante le distanze. Lo sapeva bene il signor C. che contro il Livorno sarebbe stata una giornata speciale, una domenica perfetta. Per questo motivo, con l’entusiasmo dei vecchi tempi, si è presenta allo stadio Picchi per rivedere il suo amore lasciato sui campi quasi trent’anni fa. Altra curva, altre persone, altra età. Ma l’accoglienza e l’amicizia tra i tifosi sono sempre le stesse, il coinvolgimento è lo stesso dei vecchi tempi è quello di sempre. E il signor C. lo capisce appena entra allo stadio labronico, in quel settore ospiti popolato da oltre 1500 tifosi biancoverdi.

Dopo un primo tempo equilibrato, nel secondo tempo salgono in cattedra la squadra e la curva. Quando, a pochi minuti dalla fine, Marcello Trotta trova la giocata decisiva ed il gol da tre punti, la gioia del popolo biancoverde è incontenibile. Ed il signor C. viene trascinato dalla gioia dei tanti tifosi giunti in Toscana.  Che, letteralmente impazziti di gioia, canteranno a squarciagola fino a mezz’ora dopo dalla fine della partita.

La giornata perfetta, insomma, con i giocatori sotto la curva a salutare i tifosi. Ed il signor C. che potrà raccontare a suo figlio, ormai cresciuto con la leggenda del Lupo, la storia dell’ennesima impresa dell’Avellino. La storia di una domenica bestiale, la storia di una passione che non finirà mai.

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