Logo U.S. Avellino: 1989 giorni dopo, una nuova alba all’orizzonte

1989 giorni. Millenovecentottantanove: un’eternità, letta così, e anche un curioso caso del destino: 1989 è anche l’anno seguente alla retrocessione del Lupo dalla Serie A al campionato cadetto, avvenuta dopo un beffardo pareggio nella Scala del Calcio contro l’Inter. Millenovecentottantanove giorni sono passati da quel maledetto 10 luglio 2009, quando una ferita indelebile si aprì nei cuori dei tifosi avellinesi e di tutta la Provincia che fa capo al prefisso telefonico 0825. Il 10 luglio 2009 alla retrocessione dei biancoverdi dalla Serie B al campionato di terza serie seguì ufficialmente un evento di rilevanza ben più grave di una semplice sconfitta sul campo: se ne stava andando l’US Avellino, la storica società fondata il 31 agosto 1912. Dopo novantasette anni di età, spesi tutto sommato bene per essere una delle piccole provinciali del campionato italiano, l’Avellino muore. Muore e con esso sorgono dubbi amletici: sta nascendo una nuova società, noi tifosi dobbiamo seguirla o meno? Come si chiamerà? E soprattutto, saranno conservati i colori sociali che tanto ci hanno fatto impazzire? Il bianco come il candore e la purezza dell’anima e il verde come i prati e le colline che caratterizzano questa magnifica terra chiamata Irpinia saranno di nuovo i protagonisti dei nostri pomeriggi domenicali?

La risposta a questi quesiti viene subito data: il 10 agosto 2009, ad un mese esatto dal crack di Massimo Pugliese, considerato  il responsabile diretto della fine dell’US, viene fondata una nuova società facente capo al dottor Walter Taccone, leader di un gruppo di soci. La nuova società mantiene come colori sociali il bianco e il verde e cambia una lettera divenuta un fattore determinante negli anni a venire: l’US, che per legge non può essere rifondata come tale, ovvero con la denominazione di Unione Sportiva, diventa AS, Associazione Sportiva Avellino 1912, dicitura acquisita però dopo un anno di ‘interregno’ dell’Avellino Calcio.12. Ma per i tifosi questa squadra non è il vero Avellino: quella lettera, pur essendo soltanto un carattere, conta davvero tanto per i sostenitori del Lupo, che non si identificano subito (stiamo parlando di una consistente fetta del tifo irpino) con il nuovo sodalizio. Gli anni però passano, i successi arrivano e le soddisfazioni non mancano. La promozione dalla D alla Seconda Divisione e dalla Seconda alla Prima avviene tramite ripescaggio mentre il campionato 2012/13 è un trionfo, sottolineato dall’ottimo campionato cadetto dell’anno seguente. Tutte cose che non possono che far piacere ai tifosi biancoverdi. Ma quel logo? Tornerà mai, fiero, sul cuore dei calciatori dell’Avellino? Le voci si sono susseguite, alcune ottimiste, altre meno.

La risposta è arrivata. 19 dicembre 2014: 1989 giorni dopo c’è Avellino–Bologna, partita di cartello della diciannovesima giornata del torneo di Serie B. Tante, tantissime luci in curva e uno stemma, familiare a tutti, campeggiante al centro del settore sede del tifo più caloroso. Il cuore si scalda. La sposa di tutti gli abitanti della Provincia sta arrivando, è terminato il suo esilio. 1989 giorni dopo, l’Uesse sta tornando. Il tunnel sta finendo, si vede la luce. Il cuore può tornare a battere forte come allora.

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