Maglie Storiche Avellino Calcio: le più Curiose

Alzi la mano chi è rimasto deluso dalle nuove maglie dell’Avellino. Probabilmente buona parte dei tifosi. La Givova ha tradito le attese, lasciando con l’amaro in bocca i seguaci del lupo. Ci si aspettava qualcosa di più, specialmente dopo il ritorno del Logo, riapparso sulle casacche biancoverdi dopo un esilio durato sei anni. Le due tonalità di verde non convincono. Centralmente, sulla maglia, prevale il verde scuro con due strisce laterali di una tonalità più chiara, unite tra loro da un inserto a V. Sul petto il ritorno dello storico logo, sul fianco sinistro l’immagine della testa del lupo. Certo, non siamo nuovi a vedere maglie che non rispecchiano la tradizione, la storia, infatti, è ricca di episodi analoghi. Partendo dagli antipodi, prima della nascita ufficiale dell’U.S. Avellino (dicembre 44’), si può dire che non esistevano colori sociali ben delineati, tantomeno la denominazione della società che, praticamente, cambiava quasi ogni anno. Insomma, dal 1912 al 1948 si può dire che se ne sono viste di tutti i ….colori. Maglie bianche, nere, bianco azzurre, rosso nere, a strisce, a scacchi, insomma, chi più ne ha più ne metta. Dalla costituzione della società si mette fine a questa situazione ed il verde entra di diritto nella storia dell’Avellino pallonara. Verde che a livello calcistico in Italia è sinonimo di Avellino, con tutto rispetto per le altre realtà calcistiche. Quando il verde non era ancora il colore ufficiale dell’Avellino calcio, le varie società avellinesi che si sono susseguite hanno scelto maglie e colori di vario genere. Il nero cremisi, colore molto in voga durante il periodo fascista, ha campeggiato per parecchi anni sulle casacche. Da non dimenticare le maglie a strisce rossonere (1929/30) e quelle bianco azzurre (1932/33). Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Avellino, durante la stagione 1946/47, gioca delle gare di campionato con una maglia a scacchi. Intorno al 1948, il verde entra di diritto nella tradizione dell’Avellino calcio. Leggenda attribuisce ai monaci benedettini tale “merito”, infatti, producevano l’Anthemis, liquore appunto di colore verde. Altri al dirigente Abate, poi diventato Presidente, che scelse il verde in quanto gli ricordava la terra d’Irpinia.

Pre

 Doppia tonalità di verde

Sono due gli esempi di maggior rilievo presenti nella oltre secolare storia. Il primo è datato 1986/87, l’Uhlsport propone una maglia a righe trasversali con colletto e polsi bianchi. La maglia, mai proposta in campionato, viene, però, immortalata dalla Panini che fotografa i calciatori proprio con tale maglia. Nel biennio 1992/94, dopo il ritorno in serie C1, la Pienne realizza una maglia metà bianca e metà verde scuro. Nel mezzo inserisce dei rombi di colore verde con tonalità diverse sovrapposti tra loro. Anche questa divisa non viene mai usata in gare di campionato ma solo in quelle di pre campionato. Come quella dell’Uhlsport, questa maglia trova spazio sulla figurina Panini della stagione 1993/94, durante il ritiro di Ronzone.

Doppia tonalità

Le maglie a strisce

Nel corso della sua storia, in Irpinia, si sono viste, come detto, anche le maglie a strisce, sia verticali sia orizzontali. Esclusa la stagione 1997/98, la maglia a strisce è stata sempre sinonimo di seconda divisa. Escludendo quelle antecedenti al 1944, anche in serie A si è visto questo tipo di divisa. Nella stagione 1981/82 l’Adidas propone due kit di maglie pressoché identiche. Una tutta verde e l’altra verde con sottilissime strisce bianche, colletto a V bianco. Lo stesso tipo di maglia viene riproposto dall’Ennerre durante la stagione 1983/84. Maglia utilizzata solo nella gara Ascoli-Avellino (2°,4-1). L’Ennerre realizza delle strisce sottilissime bianche ovviamente su uno sfondo color verde di tonalità più scura. Dopo il 1983,il modello a strisce verticali rimane accantonato per parecchi anni, salvo rivederlo solo nelle amichevole pre campionato delle stagioni 1990-91 (Devis sponsor tecnico) e 1996/97  (completo firmato Diadora). Nel 1997/98 la Lotto cambia “strisce” che, da verticali, diventano orizzontali, con il bel lupacchiotto stampato sul petto.

Strisce orizzontali

Dopo qualche anno di assenza, nel 2000/01, l’ Errea riprende, sostanzialmente, il modello Lotto ,salvo tornare alle strisce verticali nelle due stagioni successive e cioè 2001/02 e 2002/03. Nel 2003/04 ritorna la Devis che, nell’anno della B, continua a seguire quello che l’Errea stava portando avanti ,apportando un leggero cambiamento sulla maglia (c’è una sorta di banda verde sulle spalle). L’ultima volta che vediamo questo tipo di maglia in campionato è nella stagione 2004/05, quando la Royal ripropone le strisce orizzontali per le gare di Coppa Italia. Nel biennio 2007/09, le maglie a strisce vengono utilizzate solo nelle gare amichevoli. Nel 2009, dopo il fallimento, la Givova presenta al consiglio comunale una maglia a strisce bianco verdi verticali di spessore più doppio. Non vedranno mai la luce.

Strisce verticali

Banda orizzontale

Anche in questo caso, sono pochi gli esempi da ricordare. Il primo è datato 1961/62, quando l’Avellino vince il campionato di serie D. Classica maglia verde con banda orizzontale bianca, colletto a polo bianco chiuso dai laccetti. L’altro esempio è della stagione 1975/76, serie B. La banda orizzontale è più spessa mentre il colletto è a V. C’è da dire che, durante quegli anni, andava molto di moda la maglia stile “Ajax”, usata anche dall’Avellino e sempre nella stagione 1975/76: larga striscia verticale verde su sfondo bianco. L’ultimo esempio è quello proposto dall’Ennerre, metà anni ‘80: maglia verde con la scritta Santal all’interno della banda orizzontale, colletto a V bianco. Maglia usata solo in qualche amichevole.

Banda orizzontale

Nero, giallo, blu……

Il 31 marzo del 1985, durante la gara Milan-Avellino, i lupi scendono in campo con un’insolita maglia gialla. L’esordio con la terza divisa non porta bene (2-0 per i rossoneri), ma quella maglia rimane scolpita nella memoria, tanto da avere seguito nelle stagioni successive. L’ Ennerre appone sulla parte destra della divisa anche un paio di strisce biancoverdi, giusto per non far dimenticare i veri colori sociali. La maglia viene riproposta, per una sola gara, anche nella stagione 1985/86 (Udinese-Avellino 3-1). Il giallo torna a colorare la terza divisa nella stagione 2005/06, facendo da contorno alla parte centrale di colore verde. Maglia utilizzata solamente nella trasferta di Bari. L’ultima volta che abbiamo visto il giallo è stato nel campionato 2012/13. Durante le gare di Coppa Italia di Lega Pro, l’Avellino scende in campo con una maglia completamente gialla adornata da alcuni dettagli verdi.

Giallo

Il nero, invece, è stato un colore che ha caratterizzato parecchio gli anni 1920-30, ritornando in auge solo dopo il rinnovamento delle divise arbitrali. Il nero compare sulla terza maglia dell’Avellino durante la stagione 2006/07. Maglia nera con sponsor e numeri grigi, colletto nero con una sottile striscia verde. Sarà poi la Givova a riproporre il nero, che sarà il colore principale delle terze maglie nelle stagioni 2009-12 e 2014-15.

Nero

Anche il blu  è entrato nella storia delle divise irpine. La prima volta succede nella stagione 2003/04: maglia blu scura con inserti, collo a girocollo e polsi verdi, numeri bianchi. Maglia vista all’opera durante un Avellino-Bari. L’altro esempio è quello della stagione 2013/14. Nella stagione 1988/89, l’Avellino, nelle trasferte di Brescia e Bari, scende in campo adirittura con un divisa completamente rossa, mentre quest’anno, la Givova, ha scelto l’arancione come terza maglia. Scelta discutibile.

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La Devis e la divisa misteriosa

Nel pre campionato 1990/91, lo sponsor tecnico dell’Avellino, la Devis, estrae dal cilindro una divisa molto particolare e alquanto bizzarra. Risulta difficile descriverla. Sulla maglia compaiono un mucchio di triangoli sfumati o delle clessidre? Rimane il mistero. Un pugno in un occhio è invece lo sponsor, scritto in rosso così come i numeri dietro. Da notare che nelle figurine Panini di quella stagione, i giocatori vengono fotografati proprio con queste maglie. Non contenti, il completo  viene riproposto anche nel pre campionato 1991/92, fortunatamente, senza scendere mai in campo durante le gare di campionato.

Devis

Da dimenticare

Non passerà alla storia, se non tra quelle inguardabili, la maglia che l’Errea propone durante il ritiro del 1998. In un template molto elaborato, l’Errea mischia verde, bianco e…..grigio. La parte centrale della maglia è a strisce verticali bianche e grigie, sormontate dal verde. Le maniche, invece, sono in parte bianche. Sulla maglia non è presente nemmeno lo stemma. Anche in questo caso, la maglia viene usata solo nelle gare amichevoli. Non fece molto meglio la Royal durante il campionato 2004/05. Maglia verde con maniche tutte bianche. Più che una maglia sembra una canottiera.

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