Marcello Trotta: Quel Rigore Sbagliato in Brentford-Doncaster.. (Video)

Ha impiegato soltanto qualche giornata per entrare in condizione e mettere a segno due marcature importantissime per l’Avellino e per la sua classifica. Prima il rigore trasformato nei minuti iniziali della gara contro il Frosinone, poi il goal decisivo siglato al “Picchi”, nei minuti finali della partita contro il Livorno. Marcello Trotta non è, soltanto, il nuovo idolo dei tifosi biancoverdi, ma anche la spalla ideale di un Gigi Castaldo che, nei momenti di difficoltà o di calo fisico, potrà contare, da qui alla fine, sull’apporto di un ragazzo deciso a mettersi in gioco per i Lupi e per un’ipotetica convocazione nella Nazionale Under 21, impegnata nel prossimo Europeo di categoria, in programma il prossimo giugno, in Repubblica Ceca.

Eppure, il 22enne centravanti di origini casertane ne ha fatta di strada per arrivare a firmare il suo primo contratto da professionista in Italia. Cresciuto nelle giovanili del Napoli, prelevato dagli emissari del Manchester City e girato al Fulham, Trotta ha sempre giocato con compagini d’Oltremanica prima, appunto, dell’approdo in Irpinia. Poco più che diciottenne, il giovane Marcello viene inserito in prima squadra con il Fulham, compagine londinese che milita nella Premier League, il massimo campionato inglese. Ma il nostro nuovo bomber è ancora troppo gracile per poter competere con i giganti dei principali clubs d’Albione. Trotta sarà, pertanto, costretto a farsi le ossa nelle serie inferiori, al fine di maturare quell’esperienza e quella tecnica che gli permetteranno di diventare un campione.

Wycombe Wanderers, Watford, Brentford e Barnsley. In quattro stagioni, il girovago attaccante campano metterà a segno 31 gol in 94 presenze ufficiali, tra campionato e FA Cup. Un ruolino senza dubbio interessante per il nostro Marcello che, ciononostante, avendo poche possibilità di giocare nella sua ultima squadra inglese – il Barnsley – ha optato per il ritorno in patria, firmando per l’Avellino e contribuendo alla causa degli uomini di mister Rastelli nelle ultime due occasioni. Nel suo album di ricordi, l’attaccante di Santa Maria Capua Vetere non potrà certo dimenticare di mettere qualche foto relativa al periodo trascorso al Brentford, squadra militante, all’epoca, in League One, la terza serie inglese. Con le Bees (le “Api”), Trotta trascorrerà due anni, il primo dei quali sarà ricordato come uno degli anni più negativi e sfortunati del club dell’omonimo distretto di Londra.

Siamo nella stagione 2012/13. Dopo essersi fatto notare dal pubblico del “Griffin Park”, aprendo le danze con la rete del vantaggio in uno spettacolare 2-2 in FA Cup contro il Chelsea, Trotta riuscirà pian piano a guadagnarsi un posto da titolare, con la squadra in perenne lotta per l’obiettivo massimo, la promozione in Championship. Si arriva, così, all’ultima giornata del campionato di League One: il Brentford, terzo in classifica, riceve la capolista, il Doncaster Rovers. Le Bees devono obbligatoriamente vincere per guadagnarsi l’accesso alla serie cadetta inglese. Una sfida, insomma, da dentro o fuori, che il Brentford rischia addirittura di vincere. Nel quarto dei cinque minuti di recupero assegnati dall’arbitro, i padroni di casa ottengono un calcio di rigore in proprio favore. Marcello è deciso a voler battere il penalty: si avvicina al suo compagno di squadra, il difensore Kevin O’Connor, scelto dal tecnico del Brentford, Uwe Roesler, come rigorista, e gli strappa la palla dalle mani, posizionandola sul dischetto.

Quello che accadrà, da questo momento in poi, diventerà storia recente del calcio inglese. Il Mirror, uno dei principali quotidiani britannici, definirà l’episodio come “la madre naturale di tutti i rigori rubati e falliti. Marcello Trotta prende la rincorsa, ma il suo tiro si stampa sulla traversa. Un paio di colpi di testa in area, mischia furibonda. Poi, all’improvviso, parte dall’out destra il contropiede del Doncaster. Due contro uno. La fine è ormai vicina: Billy Paynter continua la sua fuga verso l’altra parte del campo, arrivando a ridosso della porta avversaria e servendo James Coppinger che, a tu per tu con l’estremo difensore Moore, non sbaglia, siglando la rete che fa esplodere la gioia dei tifosi ospiti e gelare l’intero “Griffin Park”, passato dall’euforia per una promozione acciuffata sul filo del rasoio, al dolore per una sconfitta che obbliga il Brentford a disputare la fase play-off. Ma, a prevalere, non saranno Trotta e compagni, bensì lo Yeovil Town, vittorioso proprio contro le Bees nella finalissima di Wembley, conclusasi col punteggio di 1-2.

Svanito il sogno promozione nel peggiore dei modi, Marcello fa ritorno al Fulham al termine della stagione. Ma solo momentaneamente. Già, perché, nonostante il tremendo errore di qualche mese prima, i vertici del Brentford decidono di perdonarlo, richiamandolo per la stagione 2013/14, al fine di tentare un nuovo assalto alla promozione diretta. Inizialmente, i tifosi delle Bees non accolgono alla grande il ritorno di Trotta: è ancora troppo cocente lo smacco subito nella passata stagione. Tuttavia, godendo dell’appoggio del suo allenatore, Uwe Roesler, Marcello affermerà di “non poter cambiare ciò che è successo in passato, ma di poterlo fare in futuro”. Di fatto, il neo-acquisto biancoverde, dopo un inizio non esaltante, inizierà a farsi in quattro, realizzando goal e fornendo assist ai suoi compagni, a tal punto da ricevere, nel gennaio 2014, il premio di Miglior giocatore del mese della League One.

Il vento sta per cambiare. Il 15 marzo, Trotta realizza il goal vittoria nel big match contro il Leyton Orient: uno 0-1 pesantissimo, che consente al Brentford di scavalcare proprio il Leyton e di piazzarsi al secondo posto, alle spalle del Wolverhampton. Questa volta, le Bees non si faranno scappare la ghiotta occasione: un mese dopo (18 aprile 2014), il “Griffin Park” può finalmente festeggiare l’approdo in Championship con tre giornate d’anticipo (1-0 sul Preston North End). Merito dell’impresa è, anche, di Marcello Trotta che, con le sue 12 reti in 37 incontri, verrà accolto e ricordato dal pubblico di casa come un idolo. Con grande spirito di sacrificio e senso di umiltà, il giovane attaccante campano affermerà, a fine gara, di “essere tornato solo per ripagare un debito con i propri tifosi e con la propria squadra”, elogiando, inoltre, tutti i suoi compagni per lo strepitoso campionato del Brentford, piazzatosi al secondo posto, a quota 94 punti.

Che la storia possa ripetersi anche ad Avellino? Quella a lieto fine, ovviamente. Il nostro Marcello ha fatto intravedere grandi progressi, e non solo dal dischetto, nei match contro ciociari e labronici. Segno che una nuova stella, all’ombra del “Partenio-Lombardi”, sta per nascere. Avellino, Marcello e l’Under 21. Un filo conduttore che lega diversi sogni. Sogni che il nostro Marcello ha deciso di coltivare per un intero popolo biancoverde, oltre che per la rinascita di un movimento calcistico italiano, assai dilaniato negli ultimi anni. Con forza e determinazione, il nostro Marcello può trascinarci, insieme ai suoi compagni, al raggiungimento di quelle emozioni che solo i nostri avi hanno potuto provare sulla propria pelle. E allora: lasciateci sognare… oltre che Trottare!

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