Massimo Russo: dal Napoli all’Avellino fino alla droga e l’alcool

In un mondo del calcio dove a 20 anni puoi già bruciarti, se non hai la testa sulle spalle non andrai lontano. Lo sa bene Massimo Russo, ex promessa del calcio italiano finito a giocare in Eccellenza nell’isola di Procida, non senza aver trascorso problematiche varie nella sua vita privata e carriera da giocatore. Tra le tante squadre in cui ha militato, c’è anche l’Avellino Calcio.

Massimo Russo arrivò in Irpinia nel 2005, esattamente dieci anni fa, acquistato dall’allora direttore Gigi Pavarese insieme ad un altra meteora passata di qua, Luigi Panarelli. Russo, in una stagione sfortunata per i biancoverdi, collezionò soltanto cinque presenze e non lasciò traccia di sè. Russo e Panarelli giocavano insieme anche nelle giovanili del Napoli anni prima. Ed è proprio in quegli anni che Russo era ritenuto da tutti un giovane talento. Peccato che sia finito agli onori della cronaca per ben altro. Lo scorso 29 ottobre è stato accusato di aver aggredito un controllore dell’EavBus, che lo aveva sorpresa a viaggiare senza biglietto.

Nei primi anni duemila Russo guadagnava dai 5000 ai 6000 euro al mese. Per un ragazzo della sua età, era oro colato. Ma Massimo preferiva sperperarli tutti in donne, droga e alcool. Poi la cattiva sorte. Nel 2002 un gravissimo infortunio lo costrinse a rimanere fuori dal campo di gioco per lungo tempo. Tibia e perone fecero crack, e con loro anche la carriera del povero Russo. Abbandonato dal Napoli, ha girovagato tra squadre di Serie B e Serie C, senza mai affermarsi, cacciato via per i suoi problemi extra calcistici.

Russo si è confidato al Corriere del Mezzogiorno in un’intervista recente, rilasciata a bordo della Metropolitana di Napoli (qui gli orari): “Cattive compagnie, donne, discoteche e anche droga. Alla fine venivo mandato via. Quasi cacciato. Il calcio ti dà e ti toglie in un niente e se non sei abbastanza forte per sopportare il declino ti annienta. E ti isola. Quelli che erano amici diventano estranei, i compagni con cui giocavi a calcio per strada da bambino e che nel frattempo sono diventati campioni affermati, non ti negano certo una telefonata. Ma ricevere aiuto è un’altra cosa”.

Adesso, all’età di 34 anni, Russo è ripartito dall’Eccellenza. Il calcio rimane l’unica costante in una vita fatta di eccessi che non lo ha portato da nessuna parte.

EX CALCIATORI AVELLINO: CHE FINE HANNO FATTO?

Leggi anche: