Avellino sotto inchiesta, accuse tutte da dimostrare

Le accuse rivolte all'Avellino seppure gravi non sembrano convincenti

La notizia del quasi certo deferimento dell‘Avellino nell‘inchiesta “Money Gate, con l’accusa pesantissima di responsabilità diretta (che porta alla retrocessione d’ufficio) ha inevitabilmente gelato i tifosi biancoverdi, al settimo cielo per la vittoria contro l’Empoli. Si prospetta per l’Avellino un altro anno tra campo e tribunale, ma prima di addentrarci in considerazioni è utile fare il punto della situazione.

Tra una ventina di giorni Avellino e Catanzaro saranno deferite per l’accusa che gli è stata rivolta, appunto quella di responsabilità diretta e oggettiva. Quindi inizierà il processo di primo grado, che vede coinvolti i massimi dirigenti delle due società (proprio per questo l’accusa è di responsabilità diretta).

E’ bene però chiarire, come ha già fatto in modo più qualificato di chi scrive l’avvocato Eduardo Chiacchio, che i dirigenti dell’Avellino (Taccone e De Vito) non compaiono mai nelle intercettazioni: non ci sono cioè, frasi ascrivibili ai due. L’Avellino è tirato in ballo di riflesso dai dirigenti del Catanzaro, i quali si lamentano di un (presunto) mancato rispetto dei patti nella partita Catanzaro-Avellino del 5 maggio 2013, terminata 0-1.

Le accuse all’Avellino sembrano quindi abbastanza deboli per fare sorgere una responsabilità così pesante. In ogni caso, se come presumibile il processo di primo grado inizierà a novembre, tra gennaio e febbraio ci sarà (sperando ovviamente di no per l’Avellino) l’appello. In ultimo grado si potrà poi ricorrere al Collegio di Garanzia del Coni, una sorta di Cassazione dello Sport.

La speranza è ovviamente che l’Avellino ne esca indenne già in primo grado, così da potersi concentrare solo sul campo, che quest’anno sta regalando grandi soddisfazioni ai tifosi. Un processo logorante potrebbe invece distrarre la squadra dal punto di vista psicologico e rovinare tutto; sarebbe un vero peccato, in una stagione che promette piuttosto bene.