Montefalcione, il borgo delle 10 P: prima pensa poi parla perché parola poco pensata porta pena

Dopo San Mango sul Calore, si rinnova il nostro appuntamento settimanale con l’Irpinauta per far visita a Montefalcione, sempre seguendo il tragitto del Giro d’Italia transitato in Irpinia lo scorso maggio.

Montefalcione è un comune irpino di circa 3.500 abitanti. Le origini dell’abitato di Montefalcione risalgono a parecchi secoli prima dell’era volgare, come si riscontra dal rinvenimento di tombe, vasi e iscrizioni romane. Nel medioevo il paese era il colle di S. Maria. Le popolazioni indigene combatterono aspre lotte contro i barbari, immigrati nel periodo dello sgretolamento dell’impero romano d’occidente e contro altre successive orde barbariche che portarono alla distruzioni e all’abbandono dei territori suindicati, perchè di più alti e facile accesso al nemico, per cui l’abitato fu ricostruito in luoghi di non agevole accesso.

Panorama di Montefalcione
Panorama di Montefalcione

I Longobardi, dopo la conquista di Benevento estesero il loro dominio anche nella zona Irpina fino a fondare un ampio ducato. Essi costruirono un castello sulla collina rocciosa più alta e più ripida del paese, offrendo ai Montefalcionesi un sicuro ricovero. Così venne a formarsi il primo nucleo dell’attuale paese che troviamo indicato nel VI secolo con nome di Montefalcione Oppidum (Registri Angioini). Intorno al castello furono edificate la Chiesa dedicata a S. Maria in Cielo, l’Abbazia e la Piazza dell’Olmo. Nella pianura per i bisogni del piccolo commercio, sorse un altro aggregato di case, detto il “Borgo” oppure la “Taverna”. Qui, nel 1680, venne edificata la Chiesa Madre dedicata a S. Giovanni Battista l’Eremita e, accanto a essa, un ospedale – monastero e più lontano, in aperta campagna, sorgeva il convento dei Benedettini di Montevergine. Durante i secoli tali punti furono a mano a mano congiunti con nuove costruzioni, fino a formare una linea ininterrotta, ora percorsa interamente dalla via rotabile (vecchio centro medievale). Le costruzioni fatte e quelle che ancora compiono sotto i nostri occhi ci fanno distinguere la parte antica, il centro storico, da quella recente del paese. Il centro storico è costituito dalle seguenti zone: quella che il popolo indica ancora con il nome di “Castello”, via Roma, Piazza G. Marconi, Via S. Antonio Abate, Via C. dell’Olio.

Convento-Chiesa di Santa Maria di Loreto
Convento-Chiesa di Santa Maria di Loreto

Passeggiando per le vie di questo borgo medievale a 523 metri sul livello del mare, tra dimore gentilizie, in uno dei tre colli che forma questo paese, in località Castello, l’occhio attento del visitatore potrà notare una singolare iscrizione lapidea risalente al 1693, posta nel basamento di una civile abitazione che riporta oltre la data, 10 P affiancate. Stanno lì a dire: prima pensa poi parla perché parola poco pensata porta pena. La storia vuole che tale iscrizione fosse il testamento, lasciato in dote al paese, di un prelato dell’epoca in maniera volutamente dogmatica, quale risposta ad uno screzio subito. L’abitante capace di risolvere l’enigma avrebbe ricevuto l’eredità del curato. Al termine prefissato dal notaio nessuno fu capace di indovinare cosa nascondessero le 10 lettere così l’eredità andò alla chiesa, nel malcontento generale. Il legame del popolo montefalcionese con il sacro ed il religioso è sempre stato e resta tuttora molto vivo, come testimoniato dai luoghi di culto e dalle numerose feste religiose.

Merita una visita il santuario dedicato al santo di Padova che la tradizione vuole compatrono con S. Maria Assunta come segno di riconoscenza all’indomani di uno dei tanti terremoti (1684) che devastarono l’Irpinia, per lo scampato pericolo, attribuito dalla fede del tempo, al ritrovamento tra le macerie dell’allora chiesa dell’Assunta, di una effige del santo, oggi luogo di edificazione del santuario. La chiesa custodisce, nella sua struttura a tre navate, affreschi ed opere d’arte, nonché la statua del santo portata in processione in una singolare rito l’ultima domenica di agosto.

La chiesa di S. Giovanni Battista del 1680, la chiesa di Santa Maria di Loreto, del XVI secolo, che serba all’interno affreschi di pregio, con l’annesso monastero dei monaci verginiani del XVI secolo, che oggi ospita il Municipio, conserva ambienti interessanti quali il chiostro con il pozzo ed un refettorio. Nella località del castello è possibile ammirare quello che resta dell’antico castello del borgo, in particolare la torre del XIII secolo, oggi residenza privata. Risale al XII secolo la porta detta della Ripa, che si incontra a poca distanza dal castello ed è l’unica delle vie di accesso al paese, le 5 porte, rimasta intatta.

Castello di Montefalcione
Castello di Montefalcione

La strada panoramica che parte dalla stessa per giungere alle falde del paese, nella zona bassa, custodisce lungo il percorso, la grotta detta del capitano. La tradizione attribuisce l’eponimo ad un gentiluomo d’armi che, all’epoca degli assalti e delle dominazioni, affidava ai cunicoli sotterranei che la grotta custodisce e che collegano il paese ad altri centri dei dintorni (arriverebbe a Pratola Serra), la salvaguardia di donne e bambini.

Il Comune di Montefalcione è stato colpito da molti terremoti: il 5 giugno 1688, 8 settembre 1684, equivalente a quello del 23 novembre 1980; il 14 marzo 1702; un altro forte sisma del 10°, si registrò il 29 novembre 1732 e nell’Irpinia causò circa 2000 vittime. Inoltre il Comune è stato sede di combattimento durante la seconda guerra mondiale.

L’ultima settimana d’agosto è molto ricca di avvenimenti per Montefalcione. Dal giovedì fino al lunedì successivo, si svolgono i solenni festeggiamenti in onore di Sant’Antonio da Padova, patrono del paese e di Santa Lucia vergine e martire. La festa di Sant’Antonio e Santa Lucia si svolge nell’antico Santuario che dall’alto domina il grazioso e caratteristico paese. Ogni anno il popolo di Montefalcione si riunisce ed organizza la grandiosa festa, che vede la partecipazione di tantissimo pubblico proveniente non solo dalle province della Campania, ma è anche occasione per i tanti montefalcionesi residenti all’estero per ritornare nel loro paese di origine. Il sabato, vi è sempre un concerto con la presenza di cantanti rinomati. La domenica, dopo le messe della mattina, e del pomeriggio, si svolge la suggestiva processione del Santo per le vie del paese, con al seguito le autorità civili e religiose, al termine della quale avviene “l’incendio del campanile”. La venerata e antica statua lignea del Santo esce in processione vestita con un prezioso abito confezionato con gli ori devozionali offerti dai fedeli per le numerosissime grazie ricevute. Il giorno dopo, con lo stesso rituale, si svolge la processione di Santa Lucia e, a partire dalla mezzanotte, al termine del Sacro corteo, dopo l’esibizione della Banda Musicale di turno nella piazza centrale del paese, prende il via il Trofeo città di Montefalcione, la grandiosa gara pirotecnica notturna che vede esibirsi le più rinomate e blasonate ditte pirotecniche presenti nel nostro paese. I fuochi di Montefalcione vantano di essere la manifestazione pirotecnica più antica della Campania, sin dai primi del 900. Al termine dei fuochi, avviene la premiazione nella piazza principale. Il tutto si conclude non prima delle 5 del mattino dopo. Caratteristica di ogni processione che si svolge nel paese (esclusa quella del venerdì santo), è la cosiddetta “asta dei santi”. Infatti al momento dell’uscita del simulacro, si svolge un’asta che vede coinvolte quelle persone che desiderano portare a spalla il santo. Colui che offre di più porta a spalla la statua per il tratto processionale, i soldi andranno al comitato festa che li investirà per la festività dell’anno successivo. Questa festa vede la partecipazione oltre che del popolo, anche di molti turisti ed emigranti all’estero.

Festa di S.Antonio e S. Lucia
Festa di S.Antonio e S. Lucia

Gli ultimi tre giorni di maggio si svolgono i festeggiamenti in onore di San Feliciano martire, santo a cui i montefalcionesi sono molto legati per la presenza delle reliquie nella chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore, annessa all’ex-monastero dei Benedettini di Montevergine, oggi sede del comune.

Una curiosità, legata al nome del paese, ancora oggi anima la discussione tra i fautori delle diverse ipotesi. L’origine barbara, longobarda e poi normanna del comune, giustificherebbero insieme alla posizione geografica, la posizione difensiva del comune che posto su un monte conserverebbe per la sua posizione su tre colli la forma di una grossa falce collegata dagli abitanti al carattere laborioso degli stessi; altri la collegano al nome dei feudatari di Montefalcione ed infine a Montefalzone e Montefaudone in riferimento al falco ospite frequente dei cieli della zona. Il comune di Montefalcione è Città del vino, terra di Fiano e Taurasi ed è Città della nocciola.

Lasciamo questa altra splendida località irpina per darci appuntamento giovedì prossimo a Pratola Serra.

UN VIAGGIO NELLA NOSTRA AMATA TERRA
L’IRPINAUTA DI SALVATORE NARGI