Monteverde tra i Borghi Più Belli d’Italia: un gioiello d’Irpinia

Nell’articolo odierno avevo intenzione di parlare di Prata di Principato Ultra, perché qui la domenica dopo Pasqua viene celebrata la Festa dell’Annunziata e rievocata l’annunciazione fatta alla Vergine Maria dagli Angeli, attraverso una rappresentazione scenografica spettacolare, denominata il volo degli angeli. Per oggi però mi limito a ricordarvi che domenica prossima si svolge l’evento in questione e vi rimando a giovedì prossimo per l’articolo su Prata P.U. perché nel frattempo un evento importante per la nostra Irpinia mi ha fatto cambiare programma.

Domenica scorsa, nel giorno di Pasqua, su RaiTre è andata in onda la finalissima del concorso “il Borgo dei Borghi 2015”, che si svolge annualmente, collegato alla trasmissione televisiva “Alle falde del Kilimangiaro“, condotta da Camila Raznovich e Dario Vergassola. Monteverde figurava tra i 20 finalisti, uno per ogni Regione d’Italia, come rappresentante della Campania, dopo averla spuntata su Atrani, in provincia di Salerno.

Ho seguito tutta la trasmissione e aggiungerei per fortuna, perché Monteverde si è piazzata nella top five, seconda soltanto Montalbano Elicona, in provincia di Messina. È stato un risultato sicuramente meritato ma al tempo stesso sorprendente se si scorre la lista dei 20 paesi in lizza. Solo per dare un’idea dei mostri sacri che sono stati surclassati basta nominare Sperlonga, piazzatasi al diciannovesimo posto, Vipiteno al diciottesimo, Sabbioneta al sedicesimo, Neive al decimo, Venosa all’ottavo, Castelsardo al terzo. Se si leggono questi nomi si capisce chiaramente che si tratta di un risultato straordinario ed è assolutamente necessario trasformare l’occasione in un’opportunità per lo sviluppo del territorio irpino, ricco di altre bellezze oltre Monteverde.

Panorama di Monteverde
Panorama di Monteverde

Terra di confine tra Campania, Lucania e Puglia, lambito dal Fiume Ofanto, confinato dalla Valle dell’Osento, dal Lago S. Pietro e dai Monti dell’Appennino, Monteverde è un Borgo ricco di credenze popolari dal fascino misterioso, di generosità, accoglienza ed ospitalità. Il paese sorge su tre colli, in una posizione molto panoramica da dove si può scorgere la costa di Manfredonia in Puglia.  L’attuale abitato si sviluppa intorno al castello, secondo lo schema tipico dell’Alto Medioevo. Il centro storico, ricco di chiese, esprime tutto il suo fascino antico che si riflette nella circostante natura.  Le vecchie case sono costruite con un’arenaria locale silicea, usata anche come pietra per affilare utensili. Fanno parte del territorio naturale di Monteverde il lago San Pietro, il Fiume Ofanto, il torrente Osento. Lungo l’Ofanto sono presenti depositi silicei che attualmente sono utilizzati per la produzione, fuori zona, di vetro pregiato. Nel territorio monteverdese sono presenti anche due cave di pietra ad oggi non attive.

Basta arrivarci per sentire subito che c’è qualcosa di diverso. Giri tra le sue strade, da percorrere a tratti lenti con respiri profondi, e scopri quella dimensione magica che cela il segreto di una vita serena. Quella vita che altrove sarebbe vano cercare. Nei suoi vicoli, nelle strade in pietra, su cui affacciano balconi fioriti e persone gentili, accorte ai passanti; immerso nel silenzio degli spazi pedonali, scopri il fascino di un sorriso sconosciuto, di un saluto lontano rivolto a te che, forestiero, sei già parte integrante della società monteverdese. In quelle strade dove odi il rumore dei tuoi tacchi trasportarsi dal vento tu vieni presto rapito da quel magico paradiso immerso nell’Irpinia. I Monteverdesi, gente semplice, si dedicano ad ogni loro creazione con dedizione costante, tra giornate intense di lavoro nelle fabbriche e nei campi, tra una chiacchiera e un tressette al bar con gli amici. La serenità del proprio vivere quotidiano è visibile a chiunque soggiorni, anche per poco, in questo paese.

Panorama notturno
Panorama notturno

Il nome deriva da Castrum Montis Viridis in riferimento al monte ricco di vegetazione su cui sorge il paese. Monteverde è un paese di origine medioevale, ma i resti di una vasta cinta fortificata databile al IV secolo a.C. lo indicano sorto su una zona abitata in epoca antica; secondo gli studiosi si tratterebbe della sannitica Comino, fondata in una zona frequentata già nel Neolitico. Gode di un paesaggio vario ed incantevole e la sua felice posizione lo rende centro di riferimento per quanti amano le escursioni naturalistiche e paesaggistiche. A tal proposito il Serro dell’Incoronata e della Croce, circondati dal verde, sono stati attrezzati anche per pic-nic. Il borgo é ricco di tradizioni ed i suoi abitanti sono alquanto cordiali a testimonianza di una civiltà contadina schietta e sincera. Vari ritrovamenti effettuati, testimoniano la presenza umana nel territorio, già in età lontane. In questo luogo sorgeva, nel IV – III secolo a.C., una roccaforte sannitica distrutta dai romani, intorno agli anni 296-293 a.C.: ne sono visibili ancora i resti. Secondo lo storico Vito Buglione, originario di questo paese, Monteverde fu edificata là dove erano le vestigia della vecchia Aquilonia, distrutta dai romani alcuni secoli prima. Il primo documento utile, in cui si parla di un castello di Montevirido, risale all’ anno 897 e si trova nell’Archivio Capitolare della città di Barletta. A valle fu costruito un ponte sul fiume Ofanto che mette in comunicazione il paese con la Basilicata e la Puglia. Nel periodo normanno diversi furono i signori che si alternarono. Ai tempi di Giovanna I, regina di Napoli e Sicilia, la cittadina fu distrutta e saccheggiata da un esercito di passaggio. Nel 1516 Francesco Orsini ne divenne signore. In seguito il feudo appartenne ai Grimaldi di Monaco dal 1532 al 1640 con Onorato, Ercole, Charles ed Onorato II; infine fu di proprietà dei Caracciolo. Messo in vendita da Carlo II di Spagna nel 1695, fu acquistato dal Barone Michele Sangermano. Il paese appartenne a questa casata fino al 1806 quando furono aboliti i diritti feudali.

Il Castello di Monteverde è tra i più belli ed importanti della provincia di Avellino. Sorto in epoca longobarda, è stato abitato fino al 1932, quando morì l’ultimo barone. La sua mole domina il borgo di Monteverde e tutta la valle dell’Osento e dell’Ofanto. La struttura è quella tipica dell’architettura quattrocentesca del periodo aragonese, anche se molti cambiamenti nel corso dei secoli, ne hanno trasformato la forma originaria. Ha una pianta trapezoidale con quattro torri cilindriche situate agli angoli della costruzione. Fonti storiche fanno risalire le prime origini del castello al IX secolo. Della sua esistenza vi è testimonianza in un documento risalente all’anno 897. Nel corso del Medioevo furono aggiunte le torri cilindriche ancora esistenti ed il ponte elevatoio, oggi scomparso. Tra il XV e il XIX secolo il Castello assunse la configurazione attuale conservando quella tipica Aragonese. A valle del Castello si sviluppa il centro storico, dalle caratteristiche strade strette su cui affacciano portali artistici scolpiti in pietra locale, e le splendide Valli dell’Osento e del fiume Ofanto. I signori del castello furono numerosi e tra questi si ricorda Roberto il Guiscardo, Goffredo conte di Andria e, infine, Grimaldi Sangermano.

Castello di Monteverde
Castello di Monteverde

Monteverde è ricca anche di edifici di culto. Tra questi sicuramente merita menzione la Cattedrale che si erge ai piedi del Castello, è dedicata a S. Maria di Nazareth e risale al XIV secolo. L’impianto architettonico della Chiesa ha subìto diversi interventi tra il 1728 ed il 1930 e solo dopo l’intervento degli anni 90 si è svelata la struttura romanica. Al suo interno si trovano diversi dipinti attribuibili al Ricciardi, raffiguranti l’Arcangelo Michele, i Santi Pietro e Paolo, l’Assunta. Di valore artistico sono i numerosi altari che arricchiscono le navate e la cappella del Rosario.

Troviamo poi la Chiesa di S. Maria del Carmine, affiancata dalla Torre campanaria con bifore gotiche, risalente al XVIII secolo. L’interno presenta una cupola a pianta ottagonale sulle cui volte appaiono gli affreschi dei quattro evangelisti. Splendido l’altare e l’organo che conserva ancora l’antico mantice di ventilazione movimentato a mano.

Interno della Chiesa di Santa Maria di Nazareth
Interno della Chiesa di Santa Maria di Nazareth
Chiesa della Madonna del Carmine
Chiesa della Madonna del Carmine

Ancora, la Chiesa di S. Antonio è un edificio di dimensioni contenute la cui origine risale al XVII secolo. Sulla facciata si trova una lapide che ricorda i natali del Professor Federico Bocchetti, clinico e tisiologo illustre, professore nella Università di Roma, volontario di ogni guerra, scomparso sul fronte russo il 29 dicembre 1942.

Poi troviamo la Chiesa dell’Incoronata, piccolissima struttura religiosa che si erge sul monte del Serro omonimo, in completo isolamento dall’aggregato urbano. Le fonti storiche fanno risalire la Chiesa agli inizi del XIX secolo. Questo edificio non è dotato di una torre campanaria ma esternamente vi si trova una piccola campana che serviva per richiamare i fedeli. La consuetudine popol-religiosa vuole che all’arrivo sul Serro dell’Incoronata, bisogna compiere tre giri “votivi” intorno alla chiesa recitando l’Ave Maria. Bellissimo è il panorama che si può ammirare da questa Chiesetta ancora tutta da restaurare.

Infine la Chiesa di San Rocco é un piccolo edificio religioso anticamente denominato Chiesa di Santa Maria Carbonaria. Sapientemente restaurata, conserva intatto la particolare dimensione religiosa dei suoi interni dove domina la statua di San Michele. Tale santo si trova nella Chiesa di San Rocco per proteggere il paese da Lucifero.  A simboleggiare il divieto di ingresso nel paese per l’eterno rivale di San Michele. Una leggenda narra le gesta di S. Michele che sul Serro della Croce (serro che domina sulla chiesa di S. Rocco) combatté contro Lucifero, sconfiggendolo e lasciando, a testimonianza dell’avvenuta lotta, il segno di un pugno su una delle rocce che sovrastano il Serro della Croce.

Nel territorio di Monteverde, Inserito nell’incantevole scenario naturalistico dell’appennino irpino, a confine con i comuni di Aquilonia e Lacedonia, si trova il Lago San Pietro, al centro di numerose attività turistiche culturali e sportive. Lungo il versante nord-est del lago si sviluppa una vasta area a verde attrezzata ad area pic-nic per accogliere turisti, passanti e vacanzieri del fine settimana, con un parco giochi per bimbi e campo di bocce. Inoltre le sue acque ricche di Fauna acquatica, in particolare Trote, sono ideali per lo svolgimento di un torneo interprovinciale di pesca.

Per chi non l’avesse seguita, qui di seguito pubblichiamo il video integrale della puntata della trasmissione il Borgo dei Borghi 2015 – Alle falde del Kilimangiaro, andata in onda domenica scorsa in prima serata, dove l’Irpinia ha brillato con la sua splendida Monteverde, arrivata ad un passo dal trionfo. Si parla di Monteverde dopo 1h50’00” di trasmissione.

GUARDA LA PUNTATA

Godiamoci questa splendida vittoria dandoci appuntamento a giovedì prossimo con Prata di Principato Ultra.

UN VIAGGIO NELLA NOSTRA AMATA TERRA:
L’IRPINAUTA DI SALVATORE NARGI