Moretti ad Avellino-Calcio.it: “Tifo per i Lupi, ricordi indelebili”

Parlare ad un tifoso dell’Avellino di Vincenzo Moretti può portare di sicuro alla mente partite memorabili come quelle contro il Taranto del 2007 oppure contro il Napoli nel 2005: un terzino goleador, di quelli che può fare la differenza non solo in fase difensiva ma anche in attacco, considerando il suo score in maglia biancoverde tra il 2003-2005 e il 2006-2007, in cui ha segnato ben 22 gol, di cui alcuni decisivi e pesanti. Classe 1976, nella sua carriera ha indossato casacche importanti come quelle di Genoa, Casertana, Campobasso e Cremonese, chiudendo la carriera nella Juve Stabia, avversaria dell’Avellino nel posticipo della quattordicesima giornata.

In vista proprio della sfida di domenica al Partenio-Lombardi, Avellino-Calcio.it  ha ascoltato il terzino casertano in qualità di doppio ex e conoscitore dei due ambienti.

-Avellino-Juve Stabia, sfida clou della 14° giornata di serie B tra due squadre con morale contrapposto: come giudichi il loro andamento fin qui e come credi possa finire domenica? 

Indubbiamente in questo momento la classifica parla chiaro e vede un distacco tra biancoverdi e Juve Stabia davvero molto importante: ma sottolineo una cosa, il derby è sempre il derby, e già il sentire la parola dà una doppia motivazione ai calciatori. Avendone giocati tanti nella mia carriera, e anche ad Avellino, so cosa vuol dire e so che vuoi sempre dare il massimo in queste sfide. Credo che vedremo sicuramente una bella gara ma non va considerata la classifica, che in queste partite vale davvero ben poco, rispetto alle motivazioni che scenderanno in campo. La bilancia del mio cuore pende più per l’Avellino, considerano le emozioni vissute e gli anni in cui ho vissuto lì, ma spero sia una bella gara e che vinca il migliore.

 

– Come giudichi la scelta del mister Rastelli di non far parlare la squadra con la stampa in vista della sfida di domenica: pretattica o semplice tutela dei ragazzi?

Io credo che Massimo sa bene che ad Avellino basta davvero poco per accendere un entusiasmo che può diventare contagioso ed anche pericoloso: ha voluto sicuramente tutelare i ragazzi anche dalle pressioni di un ambiente molto caldo come quello irpino. Inoltre è in sintonia con la dirigenza quindi inevitabilmente una scelta del genere anche per la dirigenza è stata l’ideale in vista di una gara molto delicata come quella contro la Juve Stabia.

Vincenzo Moretti

 

– Chi secondo te, da una parte e dall’altra, può rivelarsi l’uomo derby domenica sera?

Non vedo un uomo in particolare in entrambe le squadre che possa essere definito leader, considerando che l’Avellino ha un’impronta di gioco basata sul gruppo e non sulle individualità: chiunque entra in campo, dà il massimo e fa di tutto per convincere il mister, dunque non so dire un nome nello specifico. La Juve Stabia invece ha una classifica che parla chiaro: manca un vero leader della squadra e mancano all’appello diversi gol alle Vespe considerando che col gioco di Braglia si creano tante occasioni ma pochissime vengono finalizzate. Ribadisco però che il derby sarà gara a sé e sicuramente la Juve Stabia vorrà sfatare tutte le sfortune di questa prima parte di campionato.

 

– L’Avellino si ritrova secondo in classifica: è da ritenersi una sorpresa o c’era da aspettarselo?

Inutile dire che nessuno avrebbe pronosticato l’Avellino secondo dopo 13 giornate, ma sicuramente mi auguro, da appassionato ai colori biancoverdi e considerando l’attaccamento alla maglia che ho sempre avuto, che il sogno chiamato serie A possa realizzarsi per una intera provincia che lo merita. Spero vivamente che l’Avellino resti lassù per tutto il campionato e dimostri ancora di più il suo valore gara dopo gara, con grande sacrificio. Ma attenzione: ho giocato in serie B e posso garantire che le difficoltà che si trovano nel percorso sono tante, per cui bisogna sempre lavorare sodo, senza mai lasciare spazio a facili e futili entusiasmi che possono destabilizzare la squadra. Inoltre credo che alla lunga usciranno anche squadra come Palermo e Siena, che fin qui sono state delusioni: forse ci si aspettava di più quest’anno dalla serie B, e magari i Lupi continuando così potrebbero ritrovarsi in A.

 

– Mister Rastelli e il Pitone, Biancolino, sono tuoi amici di vecchia data: li senti ultimamente? Cosa ti dicono di Avellino?

Li sento spesso, ma sinceramente parliamo di altro: nella vita ci sono anche altre cose più importanti del calcio. Sicuramente ogni tanto viene alla mente qualche ricordo delle esperienze passate, non parliamo mai dell’Avellino attuale: mi rendo conto che le cose di spogliatoio sono sacre e dunque evito proprio di fare domande su questo ad entrambi.

 

Invierai loro un in bocca al lupo prima della sfida di domenica sera?

Non c’è bisogno del messaggio pre-partita, il mio in bocca al lupo e la vicinanza all’intero ambiente avellinese la esprimo anche attraverso gli organi di stampa e le tv quando vengo intervistato: Avellino è sempre nel mio cuore e ogni volta che posso colgo l’occasione di esprimere il mio in bocca al lupo affinché le cose possano andare sempre meglio.

 

– La Juve Stabia invece arriva al Partenio da ultima in classifica: riuscirà a salvarsi quest’anno?

Ripeto, il derby è derby e la Juve Stabia vorrà dimostrare di essere una squadra all’altezza della categoria: ha fatto vedere un calcio bellissimo in questi due anni di serie B e credo può tranquillamente salvarsi senza dover soffrire fino alle ultime giornate, certamente dovrà trovare una vittoria quanto prima. A Castellammare ho vissuto una esperienza davvero molto bella, mi sono trovato benissimo e ho capito quanto la gente tenga alla squadra e ai colori gialloblu.

Moretti Avellino Taranto

 

– Quali ricordi ti legano maggiormente alla piazza avellinese in particolare?

Ad Avellino sono legato in modo davvero indissolubile: ogni giorno ricevo messaggi ed sms da tifosi di tutte le età che mi ricordano i bei momenti vissuti in Irpinia. Sicuramente, inutile negare che la vittoria contro il Napoli è stata una partita che dalla mia testa e dal mio cuore non uscirà mai: un Partenio così pieno e che batte una squadra come il Napoli. Un tifoso di vecchia data mi ha detto che quella è stata la partita delle partite dell’Avellino in tutta la sua storia, nonostante fosse stata giocata in serie C, palcoscenico non adatto alle due piazze. Io fui protagonista quell’anno anche grazie al mio gol in finale, ma in generale a fare la differenza in quel campionato fummo noi della “vecchia guardia”, gente come Biancolino, Ametrano, Cecere, Riccio, Puleo, i veri leader di quel gruppo, senza nulla togliere a tutti gli altri. Avellino sarà sempre speciale per me, anche perché hanno creato un fan club legato al mio nome a Zungoli, con a capo Luigi Leone, e non smettono mai di farmi sentire parte di questa stupenda piazza.

 

– Negli anni successivi al tuo addio, la fascia sinistra dell’Avellino non ha quasi mai trovato un “padrone” assoluto come lo eri tu: cosa vedi di diverso nei terzini che ti hanno succeduto?

Sicuramente, senza alcuna presunzione, dico che è difficile mantenere uno score, anche realizzativo come il mio: un terzino che segna spesso è ormai diventata cosa difficile, ed è comunque legato ad un cambiamento generale del modo di gioco, rispetto a prima i terzini arrivano con maggiori difficoltà al tiro oggi.

 

– Tu che hai vissuto derby caldi con squadre come Napoli, Salernitana, Juve Stabia, cosa ne pensi di quanto accaduto a Salerno domenica scorsa?

A Salerno si è visto un qualcosa di scandaloso: mi auguro che le autorità di dovere possano provvedere a delle severe punizioni, perché il vero calcio non è questo, il calcio si gioca correndo dietro al pallone. Non nascondo che alcuni bambini della scuola calcio di Caserta dove alleno, e che non superano i 12-13 anni, mi hanno chiesto chiarimenti su quello che è successo e mi sento di dire che non è da esempio per un giovane che va allo stadio o guarda la tv. Io spero, anche per la carriera che ho intrapreso ora, di essere da riferimento a questi ragazzini, proprio sottolineando come le esperienze che ho vissuto possano aiutarli a cresce: d’altronde lo vedo anche oggi quando mi capita di rimproverare un ragazzo per un atteggiamento e penso a quando io mi comportavo allo stesso modo, considerando il mio carattere non facile. Qualcosa dovrà cambiare, anche nello sport, per questa regione che troppo spesso finisce sulle cronache nazionali per motivi non belli. Magari una promozione dell’Avellino e salvezza della Juve Stabia potrebbe ridare lustro a tutta la Campania, partendo dallo sport.

Leggi anche -> Avellino-Juve Stabia: ecco la situazione biglietti

Leggi anche -> Under-21: Zappacosta ancora titolare

Leggi anche -> Avellino-Juve Stabia: ecco chi arbitrerà l’incontro