Moretti ad Avellino-Calcio.it: “Trotta, Castaldo, Zeman e Mondonico…”

L’ultimo casertano ad aver fatto sognare i tifosi biancoverdi, indimenticabili i suoi gol sui calci di punizione, le sue sassate infilate all’incrocio dei pali, quello al Napoli nella finale playoff del 2005 e quello al Taranto nella semifinale del 2007. Ogni volta che Vincenzo “Boom Boom” Moretti toccava palla su quella fascia sinistra era un pericolo per i portieri avversari ed una gioia per i sostenitori biancoverdi. Adesso in Irpinia è arrivato un altro casertano doc, Marcello Trotta, e chi meglio di Vincenzo poteva presentarcelo, in esclusiva ad Avellino-Calcio.it.

“Credo che l’Avellino abbia fatto con Trotta un acquisto di grossa qualità, ovviamente sarà il campo a dare il responso finale. Parliamo di un giocatore che viene da un campionato importante come quello inglese, dove si gioca un calcio totalmente diverso da quello italiano. Marcello è un giocatore di spessore che ha tutte le possibilità per potersi integrare“, garantisce Boom Boom, dunque. In coppia con Gigi Castaldo l’attaccante della Nazionale Under 21 può fare scintille: “Conosciamo le qualità di Gigi, quest’anno è già andato in doppia cifra, sta trascinando i lupi, si sta caricando la squadra sulle spalle in ogni situazione. Con l’arrivo di Trotta l’Avellino vanta una coppia ben assortita in attacco, con due giocatori diversi per caratteristiche, l’uno più da area di rigore, l’altro che spazia su tutto il fronte offensivo. Qualità e quantità“.

Marcello Trotta
Marcello Trotta

L’unico ostacolo per Trotta potrebbe essere quello dell’ambiente avellinese, dove, secondo Moretti, per giocare ci vogliono gli “attributi“: “Fare calcio in Irpinia non è semplice, Marcello è un giocatore di spessore che può farcela, ma quanti ne abbiamo visti ad Avellino di grandi nomi che non hanno reso al meglio.. prendiamo Riccardo Allegretti o Julio Cesar Leon giusto per fare due esempi, giocatori che avrebbero dovuto spaccare il mondo. E’ facile giocare in piazze tranquille, ma quando ti ritrovi con tifosi che possono tramutare facilmente 10.000 applausi in 10.000 fischi è lì che si vedono le vere qualità di un calciatore. Ad Avellino ci sono pretese 365 giorni l’anno, e questo può essere un bene, ma anche un male per questo tipo di giocatori”.

Questo potrebbe essere uno dei fattori che ha compromesso il campionato di Antonio Zito, fino a questo momento ben al di sotto delle aspettative: “Ad inizio campionato leggevo paragoni che non stavano né in cielo né in terra. C’era chi accostava Zito a me, e si aspettavano che facesse 7-8 gol a campionato come il sottoscritto. Purtroppo da quando me ne sono andato da Avellino, i tifosi si aspettano che nel ruolo di terzino sinistro arrivo uno che la butta dentro, che segni su punizione ecc… ma non è così… Devono entrare nella mentalità che il terzino sinistro è un difensore, e deve difendere”.

Antonio Zito
Zito alla Juve Stabia

Moretti ha poi proseguito: “Io ero un terzino moderno, ero un’eccezione, essendo molto più offensivo, uno alla Zappacosta. Non sono nessuno per giudicare uno come Zito – prosegue Boom Boom – che è un buon giocatore, un terzino adattato a giocare più avanti, ma se l’Avellino credeva di aver preso un calciatore capace di risolvere le partite da solo, allora hanno sbagliato acquisto…“.

Moretti crede che Zito possa però recuperare il terreno perduto nel girone di ritorno: “In questo girone d’andata è stato un flop, ma credo che Antonio vada messo nelle condizioni di poter rendere al meglio. Come ho detto prima, giocare in una piazza come Avellino non è semplice, ma lui deve stare tranquillo e lavorare sodo, perché può essere una pedina fondamentale per il gioco biancoverde”.

Zdenek Zeman Avellino
Zdenek Zeman all’Avellino

Tornando ai vecchi tempi, nella cassaforte dei ricordi di Avellino che Boom Boom porta con sé, c’è l’esperienza sotto la guida del boemo Zdenek Zeman, reduce da un altro fallimento a Cagliari: “Se io fossi ancora un giocatore e dovessi ritornare a giocare con Zeman, sicuramente salterei il ritiro pre-campionato. Sono rimasto traumatizzato da quello che è il lavoro che fa svolgere il mister in ritiro. Ma ci tengo a precisare che oltre ad essere il migliore allenatore che ho avuto nella mia carriera, è anche il più simpatico, a differenza di quanto può sembrare dall’esterno. E di allenatori ne ho avuti tanti… se dovessi indicare di uno dei peggiori allenatori, questi sarebbe Emiliano Mondonico. L’ho avuto alla Cremonese, e davvero non capisco come possa fare calcio ad alti livelli e adesso possa fare l’opinionista alla Domenica Sportiva… Non capisce nulla di calcio..”.

Intervista realizzata da Aldo Pio Feoli

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