Moschiano, verdi boschi e natura incontaminata

Dopo Montoro eccoci sempre in Irpinia, questa volta a Moschiano, comune irpino di circa 1.700 abitanti. Il piccolo centro si trova nel Vallo di Lauro in curiosa posizione alla testa della valle che parte da Avellino e va verso il nolano. Dominato dal Monte La Montagna (877 metri), con i Monti Santa Cristina, Serra e Pizzone, al margine sud-orientale del Vallo di Lauro, laddove termina la Conca avellinese, Moschiano, avvolto da copiosa vegetazione, è un importante paese agricolo con campagne intensamente coltivate (cereali, prodotti ortofrutticoli, noccioleti, castagneti, uliveti e, vigneti, da cui si ricava uva di ottima qualità, sia da tavola che da vino). I fitti boschi secolari che circondano il paese forniscono la materia prima per la produzione e commercializzazione di legname.

Veduta di Moschiano

Il Santo Patrono è la Madonna della Carità, festeggiata il giorno dopo Pentecoste. Festeggiato è anche S. Bartolomeo (25 agosto). Diversi eventi vengono organizzati durante la stagione estiva come la Sagra del fungo porcino (terza domenica luglio), la Festa della Madonna della Carità (prima settimana agosto), la Sagra dell’emigrante (prima settimana agosto), l’Estate moschianese (agosto), la Sagra della castagna (terza o quarta domenica ottobre). Senz’altro i folti boschi che avvolgono Moschiano rappresentano un’attrattiva interessante per chi cerchi il contatto con la natura. I paesaggi che vi si possono godere rappresentano un altro elemento da prendere in considerazione.

santuario Madonna Carità

Non essendoci documenti ne tradizioni orali, Moschiano, come molti altri paesi, rimane privo di notizie sulle sue origini. Comunque rinvenimenti archeologici proverebbero l’esistenza di insediamenti umani nell’ambito territoriale esteso intorno al paese, che potrebbero contare diversi millenni, da collegarsi perfino con la preistoria, VIII – VII secolo a.C.; a seguito di scavo, infatti, eseguito in località Carità, poco più a monte del Santuario, sono stati rinvenuti frammenti fittili. Durante i lavori di scavo per la ristrutturazione della rete idrica di Moschiano, la scoperta ancora di una tomba nel rione Croce, a pochi metri dall’inizio del paese. Dal materiale ceramico in essa contenuto si desume essere di età imperiale, II–III secolo d.C.; fin qui rinvenimenti, per quanto sporadici, confermerebbero la presenza umana in sito da più millenni. Ma una più recente scoperta confermerebbe l’esistenza almeno di un villaggio sulla collina della Carità ove si ha ragione di credere che abbia avuto origine il paese di Moschiano ed ove, nel 1987, a seguito di avvertite tracce di presenza archeologica, fu eseguito, a cura della competente Soprintendenza di Salerno, un saggio di scavo che portò alla luce avanzi di necropoli, definita d’epoca tardo romana, datata IV-V secolo d.C.; furono esplorate sette tombe a cassa, composte di tre tegole di fondo con muretti laterali ed altre tre tegole spianate che chiudevano la tomba.

Tetti di Moschiano

Sulle origini del Comune di Moschiano, cioè della sua istituzione, si è privi di notizie. Possiamo dire soltanto che nel meridione d’Italia le prime forme di governo autonomo cittadino risalgono al XII secolo, quando l’istituzione feudale cominciò a sgretolarsi e i baroni a perdere d’autorità. Comunque il Comune, detto allora Università, non assume quel significato che oggi ad esso diamo, in quanto le piccole comunità rimasero ancora, almeno in parte, asservite fino al primo decennio dell’800 ai feudatari contro i quali reagivano per gli abusi da essi commessi. Per più secoli Moschiano fu casale dello Stato di Lauro, come tutti i comuni del Vallo, alle dipendenze delle Signorie che governavano il feudo di Lauro. Il toponimo del paese ricorreva già nei documenti amministrativi fin dal XIII secolo nelle forme alternative di Musclano, Moscano, Muschiano, detto anche “Muscano civitatis Lauri”. Soltanto nel 1600 compare, per la prima volta, la denominazione di Moschiano. Il territorio del Vallo, che costituiva lo Stato di Lauro, contava, nei secoli passati, diciassette Comuni o Università tra i quali erano incluse anche le comunità dette oggi frazioni come Ima, Bosagro, Fontenovella, ecc. ed ognuna con propria amministrazione. Moschiano era denominato comune capoterzo, come anche Quindici e Taurano, in quanto le montagne demaniali dello Stato di Lauro essendo state divise in tre parti venivano amministrate ciascuna dai detti tre comuni, per cui ognuno di essi era il capo di una terza parte delle suddette montagne. Inoltre tutti i citati comuni formavano insieme un solo organismo detto Parlamento dell’Università di Lauro in generale composto dal primo eletto di ogni comune, ad eccezione di Moschiano e Quindici che vi partecipavano con due eletti. L’istituzione, durata per secoli, cessava di vivere nel 1806 a seguito delle riforme Napoleoniche in materia politico–amministrativa.

Veduta di Moschiano 2

Con la restaurazione del Regno Borbonico di Ferdinando IV, dopo il decennio di governo francese, anche gli animi delle nostre popolazioni si aprirono agli ideali risorgimentali di indipendenza e libertà. Con l’Unità d’Italia, Moschiano e i comuni del Vallo, con Decreto Regio del 17 febbraio 1861 passarono dalla provincia di Caserta, a cui erano da tempo aggregati, a quella di Avellino. Infatti, dovendo costituirsi la nuova provincia di Benevento, fu necessario, per adattamento territoriale, che i circondari di Baiano e Lauro venissero aggregati alla provincia di Avellino. Ma i cittadini del Vallo, per vari motivi, non gradirono tale decisione, anzi protestarono; furono indette riunioni straordinarie presso i Comuni ove, nonostante venissero addotte valide ragioni, i paesi del Vallo furono, comunque, staccati definitivamente dalla provincia di Caserta. A seguito dell’Unità d’Italia esplosero gli anni del brigantaggio che tennero in agitazione le popolazioni irpine per circa un decennio. Passarono gli anni, si giunge alle due guerre mondiali: 1915-1918 e 1940-1945 e Moschiano offre il suo contributo di sangue alla Patria. Nella prima guerra caddero 15 giovani cittadini. Ma passano poco più di venti anni ed è di nuovo la guerra. E’ una guerra più violenta e disastrosa della prima che getta l’Italia nel lutto e nella rovina. Del periodo fascista si ha triste ricordo perché l’ex Comune di Moschiano, già di antiche origini, veniva con atto di imperio aggregato al comune di Quindici. Nelle condizioni di frazione di Quindici, Moschiano rimase per ventotto anni, ben adattandosi alla nuova situazione.

La Chiesa di Maria SS. della Carità, in passato denominata Chiesa del Corpo di Cristo, presenta il portale risalente al XVI secolo. All’interno si conservano la Statua del Cristo Risorto e quella della Pietà. Il Santuario della Madonna Carità, in origine una semplice Cappella, è stata edificata nell’XI o XV secolo, venne poi restaurata ed ampliata nel XIX secolo, venendo trasformata in una grande struttura divenuta Santuario, raggiunta da tantissimi pellegrini. La Chiesa di S. Sebastiano è stata edificata nel XVI secolo ed è ubicata in Via Nazionale. Restaurata da non molto, all’interno, custodisce una tela risalente al 1845, relativa alla Comunione degli Apostoli. Inoltre, è possibile ammirare altri dipinti ed opere d’arte di Scuola nolana.

Il centro storico di Moschiano è caratterizzato dalla presenza di strette vie, viuzze, vicoletti, abitazioni dai portali in pietra. In sostanza, siamo di fronte ad un ambiente tipico e caratteristico dei borghi medioevali.

Lasciamo Moschiano per ritrovarci la settimana prossima sempre in Irpinia e, in particolare, a Mugnano del Cardinale.