Mugnano del Cardinale, antico feudo dei sovrani d’Aragona

Lasciato Moschiano, ci ritroviamo a Mugnano del Cardinale, paese di circa 5.000 abitanti che sorge lungo la strada maestra per Avellino, un tempo Strada Regia delle Puglie, nella valle creata dal torrente Acqualonga ai piedi dei monti dell’lrpinia occidentale. Mugnano del Cardinale possiede un esteso territorio montuoso ricco di pascoli e folti boschi, da cui, in passato, traeva sostentamento gran parte della popolazione, che viveva in casolari isolati.

Il paese sorge a 250 metri di altitudine. La festa patronale è in onore della Madonna delle Grazie, festeggiata il 2 luglio. Tra i diversi eventi che allietano la vita di Mugnano, ricordiamo la festa di S. Antonio (28 giugno), i Battenti di S. Filomena (10 agosto), la festa della Madonna del Carmine (28 agosto) ed, infine, la festa di Santa Lucia (13 dicembre). Il paesaggio che circonda Mugnano del Cardinale è verdissimo, grazie alla presenza di folti boschi. Tante sono le occasioni per svolgere delle escursioni ossigenanti nell’ambito di vere e proprie oasi naturalistiche, come quella nel Parco del Partenio e nella Pineta di S. Pietro.

La romanizzazione del territorio mugnanese e dell’intera area avellana avvenne quasi certamente fra il I sec. a.C. e il I sec. d.C., allorquando si verificarono in tutto l’Agro nolano consistenti deduzioni di veterani dell’esercito romano, ai quali furono assegnate vaste estensioni di terreni coltivabili, divisi secondo il sistema della centuriazione. Col tempo, alcune di tali proprietà si ingrandirono o raggiunsero per qualche particolare motivo una certa importanza, sicché le loro denominazioni divennero veri e propri toponimi, alcuni dei quali sono sopravvissuti sino ad oggi e proprio ad uno di tali toponimi fundus Munianus, cioè fondo di Munio gli studiosi collegano l’etimologia del termine Mugnano.

Mugnano Chiesa del Carmine

Il primo nucleo abitato di Mugnano sorse con molta probabilità fra l’XI e il XII secolo, allorquando la baronia di Avella, a seguito della conquista normanna, fu interessata dal dissodamento e dalla rimessa a coltura di vaste estensioni di territorio e dalla creazione di nuovi insediamenti abitativi, uno dei quali fu proprio Mugnano. Nel 1312 Riccardo Scillato, barone del feudo di Litto e Ponte Mignano, che comprendeva anche Mugnano, cedette questo territorio all’Abbazia di Montevergine, ricevendo in cambio altri territori che l’Abbazia possedeva nel Salernitano. Nel 1430 l’abbazia di Montevergine ed i feudi che essa possedeva divennero una commenda, furono cioè sottoposti all’autorità di un cardinale commendatario e non più all’abate.

Mugnano Santa FilomenaNel 1511 la Commenda di Montevergine passò al cardinale Ludovico d’Aragona, il quale quattro anni dopo la vendette alla Casa dell’Annunziata di Napoli, che era all’epoca uno dei maggiori enti assistenziali del Regno di Napoli. Di conseguenza anche Mugnano, passò sotto la giurisdizione feudale della Casa dell’Annunziata, ove formalmente rimase sino all’abolizione della feudalità nel 1806. L’avvenimento più importante per la storia di Mugnano si verificò nel 1805 allorquando il sacerdote mugnanese Francesco Di Lucia portò a Mugnano i resti di una giovane martire cristiana rinvenuti tre anni prima nelle catacombe romane di Santa Priscilla, dando così inizio al culto di Santa Filomena, diffusosi ben preso in tutto il Meridione grazie anche alla protezione di Ferdinando II di Borbone.

Mugnano- santuario santa filomena

Proprio per questo motivo a Mugnano troviamo il Santuario di Santa Filomena. Tale edificio religioso, meta di continui pellegrinaggi, venne costruito nel 1641 per custodire le reliquie della Santa. La facciata del Santuario, davvero splendida, presenta una cupola con una piccola torre cilindrica ed è corredata da due torri quadrate gemelle che superano la citata torretta cilindrica. Molto bello è il portale in bronzo. All’interno della struttura sono custodite diverse opere d’arte. La chiesa della Madonna del Carmine, edificata nel XVII secolo, presenta una facciata in stile tardo-barocco e di particolare bellezza è il portale in pietra. All’interno della chiesa sono conservate diverse opere d’arte. Il Convento di S. Pietro a Cesarano venne realizzato nel XVII secolo. Per lungo tempo ha ospitato un museo ed una biblioteca ben fornita, tanto da essere visitati ripetutamente persino dal notissimo Theodor Mommsen, uno dei più grandi, se non il più grande archeologo di tutti i tempi.

Mugnano- Palazzo del cardinale

Il Palazzo d’Aragona è un edificio particolarmente importante per la storia di Mugnano del Cardinale perché fu il palazzo degli Aragona. Venne fatto costruire durante la seconda metà del XV secolo da Giovanni d’Aragona. Per un periodo di tempo limitato in tale edificio si conservarono le Reliquie di S. Gennaro, prima che venissero definitivamente traslate nel Duomo di Napoli. Nel XVII secolo, il palazzo subì un mutamento di destinazione, diventando una grande foresteria, uno degli edifici più frequentati del Meridione, grazie alla sua felice ubicazione lungo l’antica Strada delle Puglie. E’ dovuto al cardinale Giovanni d’Aragona che, nel 1467, volle farlo erigere come sede amministrativa stabile e palazzo abbaziale. Per tale motivo è noto anche come Palazzo del Cardinale. Il 13 gennaio del 1497, durante la traslazione da Montevergine a Napoli, furono ospitate le reliquie di San Gennaro e le sue spoglie. Nel Cinquecento il Palazzo fu trasformato in foresteria per l’accoglienza dei pellegrini che si ricavano al Santuario di Montevergine. E’ l’edificio civile-religioso più rappresentativo dell’architettura del Cinquecento.

Irpinia rosso IGT

Vino tipico di Mugnano del Cardinale è l’Irpinia IGT nelle versioni bianco frizzante, amabile e passito, rosso frizzante, amabile, liquoroso, passito e novello e rosato frizzante e amabile.

Le uve devono essere quelle raccomandate o autorizzate in provincia di Avellino. L’indicazione con specificazione di aglianico, asprinio, coda di volpe, falanghina, fiano, greco, piedirosso e sciascinoso è riservata ai vini realizzati almeno con l’85% dei vitigni corrispondenti. È consentito l’uso di uve ricavate da vitigni a bacca di colore analogo purché autorizzati per la provincia di Avellino fino a un massimo del 15%.

Lasciamo Mugnano del Cardinale per ritrovarci giovedì prossimo sempre nella nostra meraviglia verde Irpinia.