Nelson Gil Gomes: Dal Mondiale, giocato con Figo e Rui Costa, all’Avellino

Gil Gomes
Gil Gomes con la maglia dell’Avellino

Estate 1998, il reparto avanzato dell’Avellino viene praticamente svuotato. Infatti, ai nastri di partenza della stagione 1998/99 l’unico riconfermato è Fanesi. Geretto (almeno inizialmente) punta al 4-3-3 ma gli arrivi di Piccioni e Pagliarini non convincono tanto, insomma, bisogna ancora intervenire sul mercato. Dal nulla ecco spuntare, nel ritiro di Serino, Nelson Gil Almeida Gomes (2-12-1972), nato in Angola ma naturalizzato portoghese, che giunge in Irpinia dopo il provino andato male con lo Sheffield Wednesday (Premier League inglese).

Anche qui sostiene un periodo di prova ma il curriculum del portoghese non è da buttare: cresce nel settore giovanile del Benfica, poi nel ’91, inizia a girovagare passando all’Ovarense, poi Tours (B francese), prima del ritorno in patria nelle fila del Braga prima ed Estrela Amadora poi. Nel ’95 l’esperienza in Svizzera (Yverdon e Wil) prima di sbarcare negli USA quando, nel ’97, disputa una stagione con i Philadelphia Kix. Ma è in nazionale che dà il meglio sè  giocando, praticamente, in tutte le selezioni giovanili, vincendo un campionato del Mondo U20 nel ’91 (con gente come Rui Costa, Figo e Joao Pinto, solo per fare qualche nome) e perdendo (contro l’Italia) la finale del campionato Europeo U21 nel ’94. Comunque, dopo la firma del contratto (annuale con opzione sul secondo, sembra di 180 milioni di vecchie lire), Geretto è su di giri: “E’ svelto, rapido, è uno che in C farà la differenza”. Egli però rimane con i piedi per terra: “Iniziare dalla C non mi spaventa, mi piace spaziare, stare sull’esterno e poi puntare al centro, faccio tanti assist, sono la mia specialità”. L’unico a rimanere scettico, anche dopo la firma, è Sibilia: “Voglio vederlo all’opera ancora in qualche partita, i portoghesi che conosco sono quelli che entrano allo stadio senza pagare il biglietto”. Alla lunga avrà ragione il Commenda: Gomes non convince, nelle prime apparizioni si fa notare più per le scarpette rosse che per le sue prestazioni, segna una doppietta in Coppa Italia di C, poi uno stiramento lo condiziona pesantemente. Esordisce solo alla nona giornata, a Battipaglia, rimanendo in campo per tutti i 90 minuti (senza brillare), il resto sono solo spezzoni di gara contro Lodigiani (7 minuti) ed Acireale (14 minuti). La sua avventura in Irpinia termina praticamente qui; la società, visto anche lo scarso rendimento degli altri due stranieri, Zacarias e Cabrera, decide per il taglio generale, con buona pace di Geretto, che di stranieri quell’anno non ne azzeccò uno…….

Leggi anche –> Evra e il gol nel giorno della Befana ad Avellino (Video)

Leggi anche –> Avellino-Napoli 2-1, il Video della finale playoff del 2005