Nona edizione della sagra dei cicatielli irpini di Vinovo (TO)

Interrompiamo il nostro tour in Irpinia per riparlare di un argomento già trattato in un precedente articolo. E’ ormai prossima la nona edizione della sagra dei cicatielli irpini di Vinovo (TO), che si terrà dal 22 al 24 settembre prossimi nella cittadina piemontese.

image1[3062]

Luigi Lambiase, Irpino di Ariano, che, come molti Irpini è emigrato tanti anni fa senza però mai lasciare e dimenticare le sue origini, vive a Vinovo in provincia di Torino e da circa 10 anni, insieme ad alcuni suoi amici originari di Casalbore, organizza un evento molto particolare e dal sapore d’Irpinia: la Sagra dei Cicatielli di Vinovo (TO). Sì, avete capito bene! Hanno esportato e fatto conoscere agli abitanti di Vinovo e dei paesi limitrofi i nostri Cicatielli, un tipo di pasta fatta a mano, tipica d’Irpinia e in particolare di Ariano Irpino e Montecalvo Irpino. Il Cicatiello vanta antichissime origini; si racconta che secoli addietro una donna montecalvese, irritata dai tradimenti del marito, volle sfogare la rabbia che aveva in corpo, inventando una pasta. Il tutto appare comprensibile, se si pensa al modo in cui viene lavorato l’impasto, lo strappo del pezzo di pasta che viene accecato (cicato) con l’indice e il medio della mano, movimenti che ben esemplificano e testimoniano la rabbia della moglie cornuta, che riuscirà, proprio con questo piatto a riconquistare il marito. Un evento quello di Vinovo che attrae tante persone e riscuote un bel successo. Il progetto di Luigi Lambiase e dei suoi amici è di diventare l’appuntamento gastronomico irpino di Torino e provincia.

I cicatielli
I cicatielli

caciocavallo impiccato

 

Il Presidente del Comitato organizzatore, Luigi Lambiase, più che nona edizione la definisce come edizione decima meno 1. Dieci era un traguardo prefissato dal comitato. Ci siamo quasi. Poi si vedrà se ci sono ancora volontari che se la sentono di continuare. Una manifestazione iniziata quasi per caso, preparatoria al gemellaggio tra Vinovo, paese della cinta torinese, e Casalbore, paese irpino vicino Ariano Irpino, che è diventata un appuntamento molto sentito e molto apprezzato dai Vinovesi e non.

La Pancalera di Vinovo
La Pancalera di Vinovo

Da piccole cose a volte nascono grandi progetti e si ottengono risultati inimmaginabili. Tutto ebbe inizio con la venuta a Vinovo di un gruppo di Casalboresi in occasione dei Cento anni di Nonna Carminella Parzanese in Ignelzi. I Casalboresi di Vinovo si unirono per ospitare al meglio i compaesani che giunsero a Vinovo e, insieme agli altri Irpini formarono un comitato organizzativo, diligentemente coordinato da Elmo Paradiso coadiuvato dagli altri amici. Doveva essere un comitato a tempo, ma viste le esperienze e la buona riuscita delle iniziative il comitato decise di aderire ad una famiglia più grande: l’Associazione Campana Marechiaro in Piemonte che raggruppa cittadini provenienti da tutta la Campania ed anche altri simpatizzanti che si trovano bene insieme e che condividono le finalità dell’Associazione: far conoscere le eccellenze e le tradizioni della terra campana e quindi si impegnano per una integrazione sempre maggiore. L’iniziativa ha sempre goduto del patrocinio dell’Amministrazione Comunale che anche quest’anno è stato concesso.

L'Aglianico irpino
L’Aglianico irpino

Forse questa iniziativa potrebbe entrare nelle manifestazioni tradizionali del settembre Vinovese, magari ampliata e migliorata per diventare un momento di interscambio anche commerciale e dare giusto seguito a quanto ipotizzato in occasione del gemellaggio. Un impegno che appena conclusa la nona edizione verrà messo in cantiere perché il comitato conta di onorare degnamente il traguardo del decimo anno. Sarà un trionfo di pasta semplice come da tradizione, condita con sughi di carne e di salsiccia. Pomodori delle colline Irpine ed olio di ravece. Formaggi e salumi specifici delle terre d’Irpinia e mozzarelle di bufala. Non può certo mancare un buon aglianico di Solopaca e la Falanghina. I numeri crescono con il consenso della gente che si immerge in una manifestazione di tre giorni festosi e dal punto di vista gastronomico molto apprezzati e graditi per riassaporare il gusto e la bontà delle cose semplici e genuine della tradizione rurale e contadina.

Falanghina
Falanghina

La sagra del cicatiello si svolgerà nelle serate di venerdì 22 e sabato 23 settembre e nella giornata di domenica 24. In particolare venerdì 22 e sabato 23 la sagra avrà inizio a partire  dalle ore 18,30, mentre domenica di parte alle ore 12,00. Durante l’orario di apertura vi sarà la possibilità di degustare i cicatielli irpini ed altri prodotti tipici della tradizione campana ed Irpina. Si potranno gustare caciocavalli, formaggio pecorino, soppressate, capicolli, olio di oliva, provenienti direttamente da Casalbore. Inoltre vini campani e a richiesta, per i pochi fortunati i cicatielli freschi da portare a casa. Poi anche taralli, friselle, biscotti e leccornie varie. Le due serate saranno allietate da gruppi musicali e si potrà ballare fino alla mezzanotte circa. Il menù, i prezzi e le modalità distributive verranno comunicate, sul posto, con manifesti appositi e con indicazione dei collaboratori volontari. La domenica solo pranzo su prenotazione a partire dalle ore 12,00 con sconto del 20% ai pensionati.