Nusco (Avellino): il balcone d’Irpinia

Dopo Morra De Sanctis risaliamo sul nostro treno Rocchetta-Avellino per scendere alla fermata successiva, cioè Nusco, famoso per essere il paese natale di Ciriaco De Mita, statista ed uomo politico, attuale sindaco del paese.

Sullo spartiacque tra le alte Valli dell’Ofanto e del Calore, arroccato attorno all’alta cima della collina su cui sorgeva il castello, di cui oggi restano solo alcuni ruderi, Nusco, uno dei Comuni più alti e più belli dell’Irpinia, si trova in splendida posizione panoramica, tanto da essere definito il Balcone dell’Irpinia, da cui si vedono il Terminio, il Partenio, il Montagnone di Nusco, il Taburno, il Matese, il massiccio del Vulture e l’Appennino Dauno.

Il territorio di Nusco è variegato: le valli, riccamente irrorate dall’acqua dei fiumi Calore ed Ofanto e da numerosi torrenti, che alimentano ben trenta fontane, vedono prevalere una florida agricoltura, che dà lavoro a gran parte della popolazione (uva da vino, noci, cereali) e la pastorizia. In collina prevalgono gli alberi da frutta ed i castagneti. Nelle aree montagnose il sottobosco è generoso nel fornire una buona qualità di tartufi, fragole, lamponi e more. Le montagne sono prevalentemente ricoperte da boschi cedui. Altre attività di rilievo sono rappresentate da piccole iniziative industriali e dal terziario. La maestosa Cattedrale dedicata a S. Amato ed i numerosi edifici gentilizi attestano l’antica grandezza di Nusco.

Cattedrale e Torre campanariaNusco sorge a circa 900 metri di altitudine ed ospita circa 4.500 nuscani. Il Santo Patrono è S. Amato, festeggiato il 28 maggio. Diversi gli altri eventi: i fuochi di Sant’Antonio Abate (17 gennaio), il “Testamento di Carnevale”, una composizione in versi, con cui si “deridono” i personaggi più noti, la Fiera della Domenica delle Palme, la festa di S. Maria di Fontigliano, la Festa della Vergine del Carmelo, la festa di S. Amato (30 maggio), Estate a Nusco (20 luglio-31 agosto), la Festa e Fiera di S. Antonio da Padova (28-29 luglio), la Festa dell’Emigrante (1 agosto), la Sagra dei Cicalucculi (10 agosto), la Festa di Maria Assunta in Cielo (14-15 agosto), la Festa e Fiera della Madonna del Monte Carmelo (22-23 agosto), la Fiera del Rosario (terza domenica ottobre), il settembre culturale, con dibattiti, convegni e presentazione di libri, gli Eventi Natalizi (20 dicembre-10 gennaio).

L’abbondanza di acque ed il verde dei boschi caratterizzano il territorio di Nusco. Già si è detto della presenza di ben trenta fontane, tra cui ricordiamo la Fontana Zita, S. Mauro, Fontigliano, Leone. Tantissime le sorgenti tra cui ricordiamo Silitroppa, Zurfegna, Acqua Salsa, Candelecchia, S. Guglielmo, Dell’Angelo, Fontana Croce, Grotta Sparanielli, Vallone dell’lnferno. Il fiume Calore solca le campagne a lungo, mentre l’Ofanto nasce tra Nusco e Torella dei Lombardi.

Il nome del paese si ricollegherebbe a Nusco, termine popolare utilizzato per indicare il muschio che abbonda nel sottobosco del paese irpino. Certi, invece, sono i diversi ritrovamenti archeologici, anche recentissimi come quelli presso il castello, che testimoniano l’antica frequentazione del territorio di Nusco, almeno all’epoca romana. In origine e per molti secoli, Nusco non fu che un aggregato di pochi villaggi, uno in cima alla montagna e gli altri distribuiti (presumibilmente) sulle rovine di Ferentino. Sulla cima della montagna venne edificato un castello, in passato erroneamente attribuito ai Greci, ma oggi sicuramente riferibile ai Longobardi. Le origini del borgo vero e proprio risalirebbero proprio a tale periodo, VII-VIII secolo, o al più tardi alla prima metà del IX secolo, quando la popolazione dispersa tra casali e campagne, si aggregò attorno al castello citato. La tradizione, tuttavia, vuole che la vera crescita si sia avuta successivamente, quando nell’XI secolo, Sant’Amato, Nuscano (nato il 997 o nel 1004), primo Vescovo del paese (ed oggi suo Patrono) fece da catalizzatore, attraendo ulteriormente la dispersa popolazione attorno al castello, promettendo doni e cospicui sussidi.

SS. TrinitàNel 1078 Nusco divenne Vescovado. Il primo Vescovo fu il futuro Sant’Amato. Al settembre 1093 risale il primo documento in cui si parla di Nusco, che vi figura come “Civitas” (perchè sede vescovile o città ducale). Tale documento, scritto in caratteri longobardi beneventani, è la Chartula iudicati, ed è noto come “Testamento di Sant’Amato”, in quanto, tramite tale atto, il Vescovo Amato Landone lasciò in eredità i suoi cospicui beni all’istituenda diocesi. Nusco venne cinta da possenti mura, divenendo sempre più importante e, soprattutto, inespugnabile. Nell’XI secolo Signori di Nusco erano i Capece, a cui successero i Balbano (o Bolbono), Conti di Conza.

L’importante ruolo storico svolto da Nusco nell’Alta Irpinia venne sottolineato dal fatto che nel XVI secolo, Nusco era il centro tipografico della Provincia ed il sesto in assoluto della Campania. Nel 1622 divenne Signore di Nusco Francesco Carafa, che nel 1636 cedette Nusco a Giovan Vincenzo Imperiale, iniziando la Signoria su Nusco di questo Casato, a cui sempre nel XVII secolo subentrarono in sequenza Francesco I, Giacomo, Francesco II (nel 1678). Questo fu il periodo in cui Nusco vide ridurre gradualmente la sua importanza. Ai danni causati dai disastrosi terremoti succedutisi nei secoli, si aggiunsero due terribili pestilenze del 1656 e del 1669, che uccisero i due terzi della popolazione. L’inizio della decadenza di Nusco è confermata dai dati statistici: nel 1515 i fuochi (famiglie) tassati erano 500, nel 1595 483, nel 1648 330, mentre a seguito della pestilenza 1669 residuavano solo 130 fuochi. Il peso dei feudatari nella vita di Nusco non va sopravvalutato, in quanto fu assai minore di quanto si possa immaginare, visto che la storia di questo paese irpino fu fortemente influenzata dalla presenza dei numerosi vescovi (pare settanta) che si alternarono e che permisero l’edificazione di un imponente Seminario diocesano, dove studiarono tantissimi Irpini.

S. AmatoNusco ha dato i natali numerosi personaggi, che diedero lustro al paese in svariati campi dello scibile umano: S. Amato, primo Vescovo del paese e suo Patrono; Antonio Cefalo, medico insigne del XVI secolo, autore di diverse opere; Nunzio Maria Della Vecchia (1788-1936), autore delle “Ricerche sulla vera posizione dei Campi Taurasini” e di “Memorie della Cittá di Nusco”; Gennaro Passaro, autore, tra l’altro, di un’ottima bibliografia su Sant’Amato. Nel corso dei secoli, Sant’Amato da Nusco ha formato oggetto di tantissimi lavori, magistralmente sintetizzati da Gennaro Passaro nella sua “Bibliografia storica ragionata su Sant’Amato da Nusco”. La vita di Sant’Amato venne descritta dettagliatamente da Francisco De Ponte. Amato nacque a Nusco all’inizio dell’XI secolo, si ritiene nel 1004 (anche se altre fonti indicano il 997), da ricca famiglia. Le ottime condizioni economiche familiari gli consentirono la migliore educazione, sia culturale che religiosa. Fu nominato arciprete della chiesa Madre, in virtù delle sue doti umane e religiose. La sua autorevolezza indusse l’Arcivescovo di Salerno a nominare Amato Vescovo di Nusco, alla presenza dei suoi concittadini festanti, ed, ovviamente.  Il Vescovo Amato si prodigò per abbellire il suo paese natale, adoperandosi per la riedificazione della Cattedrale di S. Stefano e per la realizzazione di altre opere religiose, come l’Episcopio, la chiesa di S. Leone, un piccolo edificio religioso dove Amato amava pregare, la chiesa della Madonna di Fontigliano con l’annessa Badia che affidò all’ordine dei padri benedettini cassinesi ed altri edifici religiosi fuori del territorio di Nusco. Lasciò in eredità tutto il suo cospicuo patrimonio alla Cattedrale di Nusco. Il culto di Sant’Amato, venerato sin dalla morte, venne alimentato da vari miracoli, di cui il De Ponte ne elencò ben sedici, di cui uno avvenne quando Amato era ancora vivo (acqua tramutata in vino).

A Sant’Amato, Patrono e nativo di Nusco, è dedicata l’imponente Cattedrale che giganteggia sulla piazza centrale del paese irpino. Sebbene l’originaria struttura sia stata edificata nell’XI secolo, la chiesa ha subito diversi modifiche nel corso dei secoli. Accanto al portale d’ingresso, si eleva l’imponente torre campanaria della Cattedrale di Nusco, alta 33 metri.

La chiesa della SS. Trinità ha origini antiche, molto oltre il XIV secolo, fino a giungere all’XI secolo. Qualora tale impostazione fosse corretta, l’edificio religioso avrebbe fatto parte del nucleo originario del paese, che si costituì tramite l’aggregazione delle genti delle campagne e dei casali attorno al castello. In tale evenienza, la SS Trinità sarebbe una delle più vecchie diocesi di Nusco, che l’Arcicescovo di Salerno Alfano I avrebbe istituito, durante il Papato di Gregorio VII ed il regno di Roberto il Guiscardo.

Numerosi sono i palazzi gentilizi di Nusco. Primo fra tutti il Palazzo Vescovile che presenta una facciata molto semplice, in stile barocco, con un bellissimo portale in pietra chiara locale. L’edificio presenta tre livelli. Al suo interno, si formarono numerosi giovani irpini che si affermarono sia in campo religioso, che civile, tanto che il Seminario Diocesano o Vescovile viene ricordato come la “Culla culturale dei giovani di tutta l’Irpinia”. Il palazzo Ebreo è un edificio gentilizio in stile neoclassico risalente al XVIII-XIX secolo, che si trova lungo il lato sinistro della Cattedrale. Nonostante la semplicità del disegno, l’edificio colpisce per i tenui colori pastello e soprattutto per l’elemento architettonico caratterizzante, le quattro colonne in pietra liscia su cui dei capitelli fanno da sostegno al sovrastante balcone. Il palazzo Natale, con lo splendido portale e gli interessanti lavori in ferro battuto, si presenta con una facciata rosa e risale al XVIII secolo. Si tratta dell’edificio gentilizio di Nusco che più ci ha colpito, non solo per il fatto di coprire tutto un lato di della vasta piazza centrale, che porta il nome Natale, ma soprattutto per lo splendido portale in pietra ed i balconi in ferro battuto che adornano la facciata.  Altri edifici da menzionare sono i palazzi Ciciretti, Barbone, Calabrese, D’Aversa, De Donatis, Del Sordo (con cappella privata), Sagliocca (con cappella privata), Imparato, Marino, Meluziis, Teta, Saponara e De Paulis.

Ciriaco De Mita, sindaco di NuscoAltro personaggio illustre originario di Nusco è indubbiamente Ciriaco De Mita, nato qui a Nusco, il 2 febbraio 1928 ed è l’attuale sindaco del paese dal 26 maggio 2014. Raggiunse l’apice del prestigio politico negli anni ottanta quando fu presidente del Consiglio dei Ministri. È stato inoltre segretario nazionale e poi presidente della Democrazia Cristiana e quattro volte Ministro della Repubblica. Deputato dal 1963 al 2008 ed eurodeputato dal 2009, dopo la DC ha fatto parte del Partito Popolare Italiano e della Margherita e dal 2008 dell’Unione di Centro. Ha inizialmente aderito al progetto del Partito Democratico. Non ricandidato alle elezioni politiche del 2008 per via dello statuto del PD che puntava a un rinnovo della classe politica, ha aderito all’Unione di Centro. Ultimo importante incarico ricoperto è stato quello di presidente della seconda Bicamerale per le riforme costituzionali tra il 1993 e il 1994. Fu soprannominato criticamente il padrino della DC e l’uomo del doppio incarico (segretario della DC e presidente del Consiglio).

Dopo aver lasciato Nusco, riprendiamo il nostro treno Rocchetta-Avellino per fare tappa alla prossima meta. Quindi appuntamento a giovedì prossimo con l’Irpinauta a Cassano Irpino, la terra delle acque.

UN VIAGGIO NELLA NOSTRA AMATA TERRA:
L’IRPINAUTA DI SALVATORE NARGI