Oasi WWF del Lago di Conza: una perla d’Irpinia

Interrompiamo la nostra permanenza ad Avellino per staccare un attimo e parlare di una piccola perla della nostra Irpinia: l’oasi del WWF del Lago di Conza.

In alta Irpinia, dove Capossela ha girato il suo film-documentario “il paese dei coppoloni”, nel tradizionale e rurale scenario di sempre con verdi distese di pascoli, piccole e grandi montagne e le colline, così ricche di casati e orticelli, sorge il lago di Conza, un invaso artificiale che nel tempo è diventato una vera e propria oasi naturale.

Infatti troviamo qui l’oasi WWF del Lago di Conza della Campania, un’area umida di grande e concreta importanza naturalistica creata dallo sbarramento del fiume Ofanto ad opera di una diga. L’area sorge su circa 800 ettari di territorio, dei quali 600 coperti dall’acqua e il restante da verdeggianti prati. I lavori di costruzione della diga iniziarono a metà anni 70 e l’invaso, col passar del tempo, ha attirato sempre più gli uccelli migratori che, stanchi ed affamati, si fermavano volentieri a riposare. Con il sisma del 1980 la barriera ha subito delle lievi lesioni, per cui è stato necessario un ulteriore lavoro di rinforzo che ne ha determinato il rallentamento della realizzazione e il conseguente ritardo di consegna dell’opera. Solo nel 1999 infatti il WWF ha istituito l’Oasi, soprattutto per dar rifugio e ristoro ai tanfi particolari viaggiatori che sceglievano quella terra come punto fermo o di passaggio.

Il Centro Visite, porta di ingresso dell’Oasi, si presenta come una struttura accogliente e curata nei piccoli particolari: la piccola area espositiva dei gadget (realizzati da piccoli e grandi visitatori) e dei prodotti che la terra dona ogni giorno, nonché le tante foto e poster riguardanti gli abitanti e gli scenari del luogo rendono il tutto vivace e colorato.

L’Oasi può essere divisa in due settori: il bosco igrofilo e la parte pianeggiante coperta da pascoli e ambienti steppici con alberi isolati. Il bosco igrofilo è costituito da alberi di salici, pioppi, ontani e tamerici; è la dimora per la nidificazione e funge da rifugio notturno per le specie animali che abitano o passano nell’Oasi. Per quanta riguarda la parte pianeggiante, oltre al centro visite, troviamo il giardino botanico, i due percorsi itineranti (il sentiero della Cicogna Bianca e il sentiero Natura) e l’area pic-nic. Uno degli esemplari che si trovano nell’oasi è l’anas penelope, meglio noto come fischione: questo animale è il simbolo dell’Oasi che appartiene alla famiglia degli anatidi; durante l’inverno se ne arrivano a contare anche 300 esemplari e il suo nome deriva dal fatto che nel periodo del corteggiamento il maschio emette un particolare canto sonoro per attirare la femmina.

Nell’Oasi è attivo da qualche anno il progetto “Cicogna Bianca”, nato per incrementare, in collaborazione con tanti paesi europei, il ripopolamento di questo esemplare in via di estinzione per diverse cause: il bracconaggio, la scomparsa graduale dell’habitat a lei più familiare, la palude (dovuta alle tantissime iniziative di bonifica e cementificazione), e l’uso indiscriminato di pesticidi e veleni soprattutto in campo agricolo. Sono stati creati, a tal fine, dei nidi artificiali sui pali dell’energia elettrica in disuso poiché le cicogne preferiscono nidi ad alta quota e un’area faunistica apposita per alcune cicogne di allevamento.

Eccezionale passaggio di gru nell'oasi a gennaio 2016 Fischioni del lago di Conza Lago di Conza Oasi del WWF di Conza

Il sentiero Natura si sviluppa completamente su un camminamento in legno e lungo questo percorso sono posizionate delle bacheche con pannelli illustrativi su habitat, fauna e flora dell’Oasi. Nel primo tratto sono posizionati quelli che riportano informazioni generali sull’Oasi e sulla sua importanza per le migrazioni degli uccelli; nel secondo tratto riguardano alcune specie di uccelli che vivono nelle acque del lago, nel terzo tratto si affrontano le caratteristiche della fauna che vive nel bosco igrofilo e nel quarto e ultimo tratto infine riguardano il prato naturale e gli insetti che lo “animano”, in particolare le farfalle. E’ visibile anche un piccolo stagno didattico con diversi esemplari di rana.

Nell’Oasi sono tante le specie presenti, per citarne alcune, oltre al fischione, troviamo: l’alzavola, la moretta e il germano reale, poi ancora la garzetta e la nitticora. Poi ancora gli svassi maggiori, il nibbio reale, il falco di palude e il rarissimo falco pescatore, che durante la migrazione nei territori del nord-europa sosta per qualche giorno a Conza. Anche interessanti mammiferi trovano rifugio nell’Oasi, in particolare le lontre, le donnole e le volpi.

Come detto, l’Oasi WWF Lago di Conza si conferma un fondamentale sito per la migrazione di grandi volatori come gru, cicogne, rapaci e aironi. Nei mesi scorsi, in particolare, è cominciata la periodica migrazione delle Gru che vede l’Oasi, con migliaia di individui censiti ogni anno, uno dei siti di maggiore passaggio della specie. Dall’otto gennaio scorso però uno spettacolare stormo di circa 500 gru ha pacificamente invaso l’Oasi WWF di Conza approfittando dell’ambiente ospitale e idoneo per riposarsi e rifocillarsi. Si è trattato di un evento di notevole interesse ornitologico in considerazione del consistente numero di individui e del lungo periodo di permanenza sul territorio. La pacifica invasione ha regalato grandi emozioni e tantissimi sono i birdwatchers, ornitologi, fotografi e curiosi che, accorsi sul posto, hanno potuto godere di una rara e indimenticabile emozione.

L’area è aperta al pubblico tutto l’anno. I laboratori disponibili per le scuole abbracciano vari temi: ad esempio quello riguardante la migrazione degli uccelli, la produzione del miele o ancora quello inerente le piante officinali. Con il passar del tempo e grazie olla cura e all’impegno con cui lavorano i responsabili e gli addetti ai lavori dell’Oasi, l’adesione da parte delle scuole e i visitatori sono sempre più numerosi.

Quindi invito tutti i lettori a visitare questa meravigliosa oasi d’Irpinia per ammirare specie animali e vegetali di rara bellezza. Vi rinnovo l’appuntamento a giovedì prossimo per ritornare ad Avellino e continuare la nostra visita virtuale della città.