Il Pagellone dell’Avellino 2014-2015: Grazie Ragazzi

La gioia, la speranza, un sogno durato fino all’ultimo secondo dell’ultima partita dei playoff. L’Avellino ci ha provato fino alla fine ma soltanto il fato ha deciso di opporsi ai leoni scesi in campo ed ai 3000 tifosi irpini giunti al Dall’Ara. Un urlo strozzato in gola, quando quel tiro maledetto sferrato da Castaldo si è stampato sul legno. Una delusione che non cancella quanto di buono fatto durante la stagione e che spronerà a fare meglio a partire dalla prossima. A fine campionato, è giusto tracciare un bilancio di quanto accaduto. Aldilà del voto al singolo calciatore, questi ragazzi vanno ringraziati tutti per aver fatto vivere un sogno ad un’intera provincia, che non dimenticherà le emozioni indelebili di quest’annata.

Di seguito il pagellone dei biancoverdi:

Portieri:

FRATTALI 7: Un errore, seppur fatale, non incide su una stagione giocata ad altissimi livelli, commesso nello stesso stadio dove un mese prima aveva parato un calcio di rigore. Partito da secondo, si è conquistato un posto da titolare a suon di parate ed interventi decisivi. Con la sua leadership ha guidato la migliore difesa del campionato. Peccato per il finale, incorniciato dalle lacrime di un uomo e di un lupo vero. Gli avellinesi non troveranno difficoltà a perdonarlo;

GOMIS 6,5: Una “pantera” tra i pali, finché è stato titolare ha risposto presente, ed ha regalato almeno 4-5 punti in classifica ai lupi. Ha accettato il ruolo di secondo, dimostrando professionalità e rendendo reale l’identità del mini-gruppo guidato da David Dei;

BAVENA s.v.: Una sola presenza in campionato, all’ultima di campionato contro il Brescia. Anche Andrea meritava di scendere in campo almeno una volta con la gloriosa maglia biancoverde, per il lavoro svolto ogni giorno sul campo di allenamento;

David Dei, Alfred Gomis, Pierluigi Frattali, Andrea Bavena
David Dei, Alfred Gomis, Pierluigi Frattali, Andrea Bavena

Difensori:

PISACANE 8: Il trascinatore della difesa biancoverde. Leader nello spogliatoio, ha anche indossato la fascia di capitano, meritandosela. Nel periodo più buio della stagione è stato l’unico a metterci la faccia, sia in conferenza stampa che lontano dalle telecamere parlando faccia a faccia con i tifosi. Al cuore e alla grinta ha unito prestazioni sublimi dal punto di vista tecnico. È uno dei punti cardini della squadra dai quali ripartire l’anno prossimo;

RODRIGO ELY 7: Sicuramente calcherà palcoscenici più importanti in futuro, ma è presto per dire se lo farà già dalla prossima stagione. Ha dimostrato di essere un difensore moderno, che unisce le doti naturali fisiche ad una buona tecnica. Ha coronato il tutto con la convocazione nelle giovanili della nazionale brasiliana. L’unica pecca sono le quattro espulsioni collezionate, troppe;

CHIOSA 7: Arrivato in sordina, ha sorpreso tutti. Con grande personalità ha giocato un intero campionato da titolare, conquistando la fiducia di Rastelli partita dopo partita. Ad Avellino è cresciuto tantissimo come calciatore, grazie ai dettami dei più esperti e del tecnico di Torre del Greco. Peccato aver concluso la stagione anzitempo a causa di un infortunio;

pisacane2
Fabio Pisacane

VERGARA 6,5: I problemi fisici lo hanno condizionato, ma ogni volta che è stato chiamato in causa ha risposto presente. Ha realizzato anche il suo primo gol nel calcio italiano contro il Latina. Tornerà al Milan;

FABBRO 5: Il voto sarebbe molto più alto se dovessimo giudicare il suo operato fuori dal terreno di gioco. Purtroppo non è riuscito a confermarsi agli ottimi livelli della passata stagione. Poche presenze e tanti errori, come contro Carpi e Ternana. La sfuriata contro il tecnico Rastelli all’uscita dal campo in Avellino-Pescara è stata un’ingiusta chiusura della sua avventura in biancoverde;

BITTANTE 7: È stato uno dei più criticati ad inizio campionato. Probabilmente la piazza non si era ancora abituata all’idea di non avere più Davide Zappacosta sulla fascia destra. Dopo aver toccato il fondo nella sfida contro il Livorno siglando uno sfortunato autogol, è riuscito a riscattarsi, proseguendo il campionato giocando egregiamente e facendo dimenticare gli errori commessi;

VISCONTI 6,5: Anche per lui, come per Vergara, hanno influito molto i problemi fisici. La spalla è stato un tormento, ma ha saputo destreggiarsi al meglio al primo anno di Serie B da protagonista. Migliaia i chilometri macinati sulla fascia sinistra, quintali di cross partiti dai suoi piedi. Merita la categoria;

ALMICI 6: Arrivato nel mercato di gennaio per tappare i buchi sugli esterni, ha avuto anche più chance di quante se ne aspettava. Rastelli lo ha trasformato in mezz’ala di centrocampo ottenendo buoni risultati;

Centrocampisti:

ARINI 7,5: È uno della vecchia guardia, uno di quelli che non tira mai indietro la gamba, anche rischiando qualcosa come nel turno preliminare dei playoff contro lo Spezia. Fondamentale il suo apporto a centrocampo, soprattutto quando c’è da rincorrere gli avversari. Quest’anno si è visto meno in zona gol;

D’ANGELO 8: Capitano, mio capitano. Per uno come lui, partito dalla Serie D quando l’Avellino veniva ancora definito “puntino”, giocare queste partite è già di per sé una soddisfazione. Nonostante la concorrenza agguerrita nel suo ruolo, che ha fatto sì che trovasse meno spazio, ha sempre dato l’anima in campo. Due gol in due partite fondamentali, contro Bari e Frosinone;

SCHIAVON 6: Tutt’altro giocatore rispetto a quello ammirato nel 2013-2014. Un’annata fatta di alti e bassi, chiusa senza neanche un gol segnato, ma comunque non da bocciatura;

KONE 5: Doveva essere l’acquisto migliore del mercato estivo, colui che doveva fare la differenza. L’unico acuto lo ha avuto negli ultimi cinque minuti della stagione, tra l’altro con un’esultanza discutibile, visto che c’era da recuperare un altro gol. Rastelli lo ha provato in vari ruoli, lui ha risposto sempre picche. Peccato, perché le qualità ci sono eccome. Rimandato;

ZITO 7,5: Inizio di stagione complicato, ci ha messo tempo per entrare in una condizione fisica ottimale. Rastelli lo ha spostato da terzino sinistro a mezz’ala e lui ha dimostrato tutto il suo valore. Decisivo nella parte finale di campionato e a La Spezia, un motorino con la giusta dose di “cazzimma”;

Antonio Zito Avellino 2014-15
Antonio Zito

REGOLI 6: Ha giocato una buona stagione, certo, ma ci si aspettava qualcosa in più. Chiude con sole 19 presenze e 1281 minuti giocati;

ANGELI 5: Caduto nel dimenticatoio dopo un girone d’andata tutto sommato sufficiente. Gioca poco per far vedere le sue qualità;

FILKOR 4: Un fantasma. Combina un disastro a Perugia, rimediato da Gomis, e appare nell’ultima sfida di campionato contro il Brescia;

SBAFFO 6,5: Da gennaio a giugno è uno dei perni dell’attacco biancoverde. Consente a Rastelli di variare il modulo, passando dal 3-5-2 al 4-3-1-2. Interprete perfetto dell’idea di gioco del mister, realizza anche due gol e sforna assist in quantità;

Attaccanti:

CASTALDO 9: Basta dare un’occhiata ai numeri per rendersi conto della stagione di Gigi. Sedici gol, cinque assist, 3314 minuti giocati, battuto il suo record personale di reti in Serie B, la perla contro la Ternana che gli è valsa il premio come Miglior Gol dell’anno agli Italian Sport Awards. Un altro grande uomo di questo splendido gruppo. Se quel tiro fosse entrato poi…

Gigi Castaldo attaccante Avellino
Gigi Castaldo

COMI 7: Criticato da molti, amato da tutti nella fase finale del campionato. Si è ripreso la fiducia dell’ambiente grazie alla doppietta siglata a Brescia, ha segnato il gol decisivo a La Spezia. Il bottino di sette reti non è da buttare, sottolineando che nel girone di ritorno ha visto poche volte il campo da titolare;

TROTTA 8: L’acquisto migliore che la società potesse compiere. Ha cambiato il volto dell’attacco biancoverde, cinque gol in campionato e due ai playoff in metà stagione in Serie B. È un calciatore di un’altra categoria, sul quale già ci sono gli occhi delle big del calcio italiano. Trattenerlo sarà fondamentale;

MOKULU 6: L’altro acquisto di gennaio per rinvigorire l’attacco. Dieci partite e nessun gol, male per un attaccante, ma quando è in campo si mette al servizio della squadra. Ha comunque dato il suo contributo. La prossima stagione sarà pronto a sorprendere;

SOUMARE 6: Un gioiello da custodire. Sfortunato come Chiosa, termina il campionato anzitempo per infortunio. Soltanto 18 anni ma ha classe da vendere. Ha potenzialità enormi e in questa stagione ha già fatto intravedere qualcosa;

Note a margine:

MASSIMO RASTELLI 8: Ha riportato l’Avellino nel calcio che conta. Dopo la promozione in B in due anni è riuscito a conquistare i playoff, ha un altro anno di contratto e potrebbe concludere il ciclo in Irpinia da vincente. Durante i periodi bui ha diviso la piazza tra sostenitori e detrattori, com’è normale che sia quando sei l’allenatore di una squadra gloriosa, ma è sempre andato avanti per la sua strada e alla fine ha avuto ragione. Merita la Serie A, ma quale soddisfazione sarebbe conquistarla con l’Avellino?

Juventus v US Avellino - Tim Cup
Massimo Rastelli

DAVID DEI 8: Uno per tutti, tutti per uno”:  è lui uno degli artefici del sogno. Fedele assistente di mister Rastelli, da quando è arrivato ad Avellino è entrato subito nel cuore dei tifosi, con i quali si interfaccia ogni giorno, raccogliendo i consensi e non sottraendosi alle critiche della piazza. Non è un caso se riesce a far rendere al meglio ogni suo allievo. Il lavoro sul campo premia sempre, e il preparatore biancoverde ne è la prova;

DIRIGENZA 8: Walter Taccone, Massimiliano Taccone ed Enzo De Vito, una triade di successo. Nonostante qualche errore in sede di mercato, sono riusciti a rimediare a gennaio, anche con uno sforzo economico non da poco. Nel 2010 si calcavano i campi della D, adesso si può lavorare in tranquillità e costruire qualcosa di importante, visto che molti calciatori a differenza degli altri anni sono di proprietà dei lupi. E poi il progetto per il nuovo stadio, il Presidente-tifoso e solidale di Varese, la signorilità con la quale sono stati affrontati i dissidi con Paparesta (che dovrebbe solo imparare da Taccone), con gli arbitraggi e l’aggressione di La Spezia: tutti elementi che confermano che l’Avellino può contare su una società solida, seria e lungimirante.

LA CURVA SUD (e il pubblico biancoverde) 10 e lode: Il vero vincitore di questo campionato di Serie B 2014-2015 è il popolo irpino. Chiamato a rappresentare una città ed una provincia in tutti gli stadi d’Italia, dalle lontane Chiavari, Vercelli, Brescia e Cittadella, alle odissee di Catania e Varese, allo spettacolo biancoverde di Lanciano, Bari, Bologna (campionato e playoff),  i tifosi dell’Avellino hanno lasciato il segno per tutto lo stivale. L’Italia ha ricominciato a parlare di Avellino, ma non per la cronaca nera e la politica. Il calcio regala queste emozioni. Possiamo essere fieri ed orgogliosi di essere irpini;

Tifosi Avellinesi a Bologna

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