Palermo: dagli albori all’era Zamparini

Trasferta in terra di Sicilia per l’Avellino che, allo stadio “Renzo Barbera”, affronterà il Palermo nella sfida valevole per il terzo turno della Coppa Italia TIM. L’ultimo precedente con i rosanero non è, tuttavia, remoto: risale, infatti, alla stagione 2013/14 la sconfitta subita dai Lupi per 2-0 nel capoluogo siculo. Gli uomini di mister Iachini, dopo la salvezza tranquilla ottenuta nella precedente stagione in Serie A, sono pronti a riconfermarsi nel ruolo di realtà rappresentativa del Meridione, immediatamente alle spalle del più blasonato Napoli.

Il trasferimento di Paulo Dybala alla Juventus, infatti, non ha snaturato più di tanto un organico che può contare sulla fantasia dell’italo-argentino Franco Vazquez, così come sul talento di uno dei più promettenti bomber italiani, come Andrea Belotti. Il Palermo, dunque, si appresta ad entrare nel vivo della stagione 2015-16 – la trentaquattresima in Serie A nella storia del club siciliano, fondato il 1° novembre 1900 – conscia delle proprie potenzialità e della solidità garantita dal patron dei rosanero, Maurizio Zamparini.

Come appena detto, il Palermo nasce all’inizio del ventesimo secolo e, dopo aver preso parte ad alcune competizioni svoltesi nei primi anni del Novecento nel Sud Italia – Coppa Whitaker e Coppa Lipton – debutta nella Prima Divisione (la Serie A degli albori) nella stagione 1922-23. Nel 1927, arriva il primo fallimento della società rosanero che, inizialmente, adottava una divisa rossoblu, per poi passare a quelli che sono, tuttora, i colori sociali della squadra nel 1907. La fusione con la Vigor permette al Palermo di ritornare nel calcio che conta già negli anni Trenta: è qui che avviene un ulteriore cambiamento voluto dal regime fascista che, dopo aver imposto nel ’35 il cambio di denominazione – da Unione Sportiva Palermo ad Associazione Calcio Palermo – obbliga la compagine siciliana a vestire una maglia giallorossa, fino al 1940, anno in cui la società andrà incontro a un nuovo fallimento per inadempienze finanziarie.

Gaetano Troja
Gaetano Troja, ex attaccante del Palermo a cavallo tra gli anni sessanta e settanta, con una particolare maglia a strisce verticali rosa e nere

Spunta, così, una nuova società palermitana, la Juventina, che diventerà la prima squadra del capoluogo di regione, fino al 1943. I colori della squadra saranno il bianco e il blu, sostituiti dal ritorno al rosanero al termine del secondo conflitto mondiale. Dal 1945 in poi, ritornerà anche la vecchia denominazione, Unione Sportiva Palermo. La maglia dei siciliani diventerà unica, inconfondibile: tant’è che, nel 2007, il quotidiano inglese The Times deciderà di inserirla nella classifica delle 50 maglie più belle della storia del calcio mondiale. Alla ripresa dei campionati, seguirà il ritorno in Serie A avvenuto nella stagione 1947-48. Il Palermo riuscirà a restare saldamente tra le big del calcio italiano fino al 1954, anno in cui inizierà un saliscendi dalla B alla A che durerà fino al 1973. Gli anni settanta sono segnati dall’inizio di un lunghissimo periodo buio per la compagine siciliana che, nell’87, andrà incontro all’ennesimo fallimento.

La risalita nel calcio che conta non sarà facile. Nel frattempo, nel 1994, si passa a quella che è l’attuale denominazione della società rosanero, Unione Sportiva Città di Palermo. Nel 1997, si materializza un altro dramma sportivo: la retrocessione in Serie C1, categoria che i siciliani riusciranno ad abbandonare solo nella stagione 2000-01, con Franco Sensi patron del sodalizio. Nel 2002, l’allora proprietario della Roma cede le quote azionarie a Maurizio Zamparini: imprenditore friulano che, per quindici anni, aveva già guidato dall’alto le sorti del Venezia giunto, nel giro di pochi anni, dalla Serie C2 alla Serie A. Zamparini si rivelerà l’uomo della provvidenza per un Palermo che, al termine della stagione 2003-04, si piazzerà al primo posto nel campionato cadetto, approdando in massima serie dopo ben trentuno anni di assenza.

fabio grosso
Fabio Grosso – al Palermo dal 2004 al 2006 – esulta dopo la rete siglata nella semifinale della Coppa del Mondo 2006 Italia-Germania (2-0)

Saranno questi gli anni più emozionanti della storia del calcio palermitano. Trascinati dai goal di Luca Toni, i rosanero si piazzeranno al sesto posto nella stagione 2004-05, centrando una storica qualificazione in Coppa UEFA. La cessione del bomber alla Fiorentina non influirà sulle sorti della squadra che, nelle successive due stagioni, riuscirà a fare addirittura meglio, piazzandosi al quinto posto e confermando, quindi, la propria partecipazione alla seconda competizione continentale. In questi anni, inoltre, il Palermo può contare sull’apporto di tantissimi giocatori desiderosi di mettersi in mostra. Fra questi, vanno citati sicuramente i campioni del Mondo con la maglia della Nazionale italiana di Marcello Lippi: Cristian Zaccardo, Simone Barone e, soprattutto, Fabio Grosso, autore dello storico goal in semifinale contro la Germania, oltre che del rigore decisivo nella finalissima della Coppa del Mondo 2006 contro la Francia.

Il quinto posto resta, tuttora, il miglior piazzamento ottenuto dal Palermo in massima serie. Questo risultato verrà ripetuto nella stagione 2009-10, dove i rosanero lotteranno fino all’ultimo contro la Sampdoria per assicurarsi un posto nei preliminari di Champions League, senza però riuscirvi. Vi sarà, poi, un momento di stallo che culminerà nella retrocessione in Serie B, avvenuta al termine della stagione 2012-13. Dopo una falsa partenza nell’annata 2013-14, il Palermo riuscirà a correggere l’andamento, con Rino Gattuso che verrà sostituito da Beppe Iachini (attuale mister dei rosanero) dopo sole sei giornate. Proprio come dieci anni prima, il Palermo arriverà primo tra i cadetti, a quota 86 punti, staccando di ben quattordici lunghezze l’Empoli, secondo, a quota 72 punti. Il resto è storia recente, con i siciliani che, nella passata stagione, riescono a centrare la permanenza in massima serie e a togliersi anche qualche soddisfazione sul campo, come la vittoria a San Siro sul Milan (0-2) o il 3-1 rifilato al Napoli, nel consueto Derby delle Due Sicilie.

Per l’Avellino, dunque, la sfida contro i rosanero sarà un importante banco di prova, in vista dell’inizio del campionato, previsto per prossimo il 5 settembre. E se la notte di Ferragosto portasse consiglio agli uomini di mister Tesser? Contro una squadra di caratura superiore, si sa, è sempre difficile riuscire a compiere l’impresa. Eppure, mai dire mai: specie se quel che chiamiamo in gergo “calcio d’agosto” è pronto, anche in quest’occasione, a rivelarci piacevoli sorprese.

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