Papadopulo e Sibilia: storia di un amore mai sbocciato

Tecnico di grande carisma e temperamento, forse il migliore degli ultimi vent’anni, approda ad Avellino nella stagione 1994/95. Sibilia, appena tornato al timone della società, vuole vincere fin da subito affidando al tecnico una squadra che deve ammazzare il campionato. Papadopulo è sicuramente il nome giusto per la piazza; l’allenatore, infatti, è reduce da un buon biennio alla guida dell’Acireale: promozione in B nella stagione 1992/93 e salvezza conquistata nel campionato seguente. Sulle sue tracce anche squadre di categoria superiore, ma lui rifiuta ed accetta la sfida in Irpinia: “Ho preferito questa piazza perché qui ci sono nuovi stimoli. E’ ad Avellino che sta per nascere un nuovo ciclo importante, ed io voglio essere uno dei protagonisti di questa avventura. Con Sibilia c’è stata un’intesa immediata. Non potevo assolutamente dire di no.” La campagna acquisti del Presidente Sibilia è faraonica, d’altronde, le sue parole dopo l’insediamento non lasciano dubbi: “Sono tornato per riportare il grande calcio ad Avellino”. Landucci, Fornaciari, Fioretti, Esposito e Provitali, solo per citare qualche nome a cui si aggiungeranno, a campionato in corso, i vari Nocera, Lupo e Marino. L’Avellino, senza ombra di dubbio, è la squadra favorita per il successo finale.

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Giuseppe Papadopulo

Il pubblico irpino risponde alla grande con 5187 tessere staccate e, probabilmente, il peso di esser costretti a vincere blocca la squadra che inizia con il freno a mano tirato: solo 11 punti nelle prime 8 gare. Sibilia mugugna, ma dalla 9° giornata in poi l’Avellino diventa un fiume in piena andandosi a prendere ,dopo la vittoria di Reggio Calabria, il primo posto in classifica. Da lì in poi è una corsa a due, con l’Avellino di Papadopulo e la Reggina di Zoratti a scambiarsi il vertice della classifica. Il tutto fino alla 28° giornata quando i calabresi espugnano il Partenio mettendo definitivamente fine alla promozione diretta. L’Avellino sembra accusare il colpo e dopo cinque gare senza vittorie (27°-31°) Sibilia esonera Papadopulo che lascia la squadra seconda in classifica. “Avrei dovuto licenziarlo dopo tre partite” dichiara il Presidente che, in parte, accusa anche il pubblico avellinese “reo” di aver sempre appoggiato il  tecnico dimenticandosi degli sforzi economici fatti da lui. Nelle trentuno partite sotto la sue gestione, Papadopulo collezionerà 57 punti (2 poi tolti dalla penalità) con una media di 1,87 a gara. La sua colpa principale? Era diventato troppo osannato dalla tifoseria che gli aveva dedicato anche un coro e questo, al Commenda, non andò proprio giù……Papadopulo alé.

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