Parolise (Avellino), un’oasi di pace e di verde

Dopo Montemiletto riprendiamo il nostro treno Rocchetta-Avellino per scendere a Parolise che, a pochi km dal capoluogo, è quasi divenuto il quartiere residenziale di coloro che, sempre più numerosi, son soliti viaggiare per motivi di lavoro verso zone con una maggiore concentrazione commerciale. Il paese, difatti, si presenta come un’oasi immersa nella pace e nel verde della sua intensa attività di viticoltura, che, tra l’altro, produce uva da vino di pregiata qualità.

Parolise si trova in una ridente posizione, immerso nel verde ed in aria salubre, lungo il fianco di una collina parte integrante del territorio che funge da spartiacque tra le Valli del Sabato e del Calore. Il paese è attraversato dall’antica Via Appia. Le aree rurali sono ancora oggi caratterizzate da vigneti e uliveti, da cui si ricavano buoni vini ed olii. Presenti anche noccioleti e cereali, grano in testa. Dopo il terremoto del 1980, le aree rurali prossime al paese sono state fortemente urbanizzate e nuovi edifici, anche di pregio, hanno soppiantato le vecchie masserie di campagna. La prossimità ad Avellino, raggiungibile con l’auto in pochi minuti, ha indotto numerosi abitanti del congestionato capoluogo a trasferirsi in quello che ne è ormai divenuto un quartiere residenziale ricco di verde. L’immersione del paese nella vegetazione è tale che persino passeggiando lungo il bel viale alberato è ancora possibile ammirare il circostante paesaggio verde, il Belvedere di Parolise.

Parolise sorge a 546 metri di altitudine ed ospita poco più di 650 abitanti. Il Santo Patrono è S. Rocco, festeggiato il 16 agosto. Molto sentita è la Festa del Preziosissimo Sangue, che si volge da 150 anni ogni prima domenica di luglio. Altri eventi religiosi, che si svolgono nell’arco dell’anno, vengono organizzati da diverse associazione religiose e non. Inoltre, non va dimenticata la celebre Sagra del fusillo e della porchetta.Chiesa di San Vitaliano

Il centro storico di Parolise, nonostante i vari interventi sia ricostruttivi che restaurativi, anche a seguito del terremoto del 1980, non ha visto alterata sostanzialmente l’antica conformazione medioevale, con stradine, vicoletti, scalinate, portali in pietra, loggiati, finestre e balconi in ferro battuto, pavimentazioni lastricate.

La chiesa di S. Vitaliano Vescovo è la chiesa madre e simbolo religioso e culturale di Parolise, un tempo sormontata da un’apertura ad arco a tutto sesto. Le notizie relative alla sua edificazione sono scarse, anche se si ritiene che la struttura originaria risalga al XVII secolo. Notizie documentate si hanno solo nel 1857, quando la chiesa ed il campanile vennero riparati a seguito di un terremoto. Recente è un ulteriore restauro. L’edificio religioso presenta una scarna facciata rivestita da intonaco. Tuttavia, il portale è originale e venne realizzato utilizzando pietra del luogo. All’interno, troviamo tre navate: quella centrale conduce al Presbiterio dove si trova il Crocifisso del Preziosissimo Sangue, che domina l’altare. Le navate laterali presentano delle nicchie che albergano effigi di Santi.

Della Congrega di S. Maria delle Grazie non si hanno dati documentali certi e le notizie ad essa relative discendono esclusivamente dai ricordi degli anziani del paese. Nell’edificio religioso, che presenta un’unica aula, erano presenti dei sedili in legno intarsiato, su cui si sedeva il popolo giudice in merito alle sentenze da dare in materia di contrasti. La struttura viene oggi impiegata quale luogo d’incontro dei giovani della parrocchia e delle associazioni religiose.

Torre dell'Orologio

Nella piazza centrale di Parolise troviamo due elementi architettonici: la Torre dell’Orologio, anche detta Torre Campanaria, visibile da qualunque parte si acceda al paese, oggi praticamente assorbita da alcuni edifici, e che chiude da un lato la piazza ed un pozzo che insiste sulla medesima piazza. La Torre dell’Orologio, edificata nel XVII secolo utilizzando muratura di pietrame a cui venne conferito un notevole spessore, presenta una pianta quadrata ed un’altezza di 19 metri e mezzo. La torre presenta tre livelli. Il primo è confuso con quello degli edifici che hanno “assorbito” la torre, il secondo ed il terzo sono delimitati da due “marcapiani lapidei” e presentano aperture rettangolari sormontate da archi a tutto sesto. Al terzo livello della torre si trova un orologio meccanico su cui si apre un’apertura semicircolare. In vetta, troviamo la copertura a cuspide piramidale a base quadrata. Circa la storia della torre, ovvia è la sua funzione di avvistamento che svolse in passato, anche se le notizie di cui si dispone sono alquanto contenute. Risulta che tra il 1834 ed il 1842 furono eseguiti dei lavori di restauro e che nel 1857, a seguito del terremoto del 6 dicembre, si stanziarono altri fondi per ulteriori lavori di restauro. Il terremoto del 1980 procurò grossi danni alla torre, poi ristrutturata, anche se i solai intermedi e la scala interna, in legno, interamente crollata, vennero rimpiazzati da una struttura in elevazione metallica.

Panorama di Parolise

Edificio di pregio del paese è senza dubbio il palazzo Lombardi che si trova nella parte antica di Parolise, tra la centrale Via Melfi e l’antica strada consolare Appia e presenta una pianta ad “L”. In una relazione della Sovrintendenza dei beni culturali competente per territorio, si leggeva: “la tipologia del palazzo, gli elementi decorativi esistenti all’interno ed all’esterno, le pavimentazioni dell’androne e delle scale in pietra costituiscono un complesso architettonico molto significativo per il nucleo urbano di Parolise …”. Ciò spiega perchè il palazzo Lombardi, con relative pertinenze ed accessori, sia stato dichiarato di interesse particolarmente importante, e, perciò, sottoposto a tutte le disposizioni di tutela previste.  Dell’originaria struttura si può ammirare solo la facciata ed il portale d’ingresso in pietra di ascendenze longobarde, citato in un atto del 1773, sovrastato da uno stemma pure in pietra. Lo stemma è l’elemento di collegamento tra l’importanza architettonica dell’edificio e quella storica. Infatti, nel 1851, l’edificio funse da dimora temporanea del Re Ferdinando II e del Principe ereditario Francesco. Essi, in viaggio verso Melfi distrutta dal terremoto, si fermarono sia in andata, il 12 settembre, che al ritorno, il 22 del medesimo mese. Tre sono le prove di tale permanenza: una lapide in marmo che ricorda l’accaduto, che si trova sul ballatoio della scala principale che collega l’androne principale, pavimentato con blocchi di pietra bianca ed il primo piano; il già citato stemma in pietra sull’arco d’ingresso; due “dissuasori” in pietra bianca utilizzati allora per bloccare la catena.  Di importanza storica ed architettonica ad un tempo, è la statua in pietra ritrovata a Rocca S. Felice, ritraente presumibilmente la dea Cerere, che impreziosisce ulteriormente questo edificio gentilizio, che presenta anche uno spazio da cui ammirare il Belvedere di Parolise e si fregia di finestre con basamento in pietra, infissi in legno e ringhiere in ferro battuto.

Il palazzo Cavallo, invece, è ubicato nella parte alta di Via Melfi, quasi in prossimità di quella che un tempo costituiva la località Taverna cioè una stazione di posta, luogo di ristoro di viaggiatori e cavalli. Da ammirare il portale in pietra e lo stemma di famiglia ivi scolpito. All’interno, vi sono un pozzo, una terrazza-ballatoio interna al cortile ed una loggia panoramica.

Palazzo Lombardi

Oltre al palazzo Lombardi ed al palazzo Cavallo, la cortina edilizia che affianca la centrale Via Melfi è formata dal palazzo Rotondi. Nel corso del XIX secolo, a Parolise vennero edificati alcuni edifici pubblici, di cui due sono i più importanti. Il primo, l’ex edificio scolastico di Parolise, ora adibito a sede del Municipio, venne realizzato nel 1954, a seguito dell’incremento demografico e della stabilizzazione delle attività economiche locali (agricoltura e pastorizia). Si trova in Piazza Don Marciano Marino e venne costruito al fine di disporre di un luogo per l’istruzione pubblica dei giovani del paese. Il secondo edificio pubblico, realizzato nel 1961, è la Colonia Carpentieri Nazzaro, che trae il suo nome dal filantropo che donò il terreno all’Orfanotrofio delle suore.

Lasciamo Parolise per visitare la prossima settimana Salza Irpina, ma senza riprendere il nostro treno immaginario perché i due paesi condividono la stessa fermata, appunto Parolise-Salza Irpina. Allora appuntamento a giovedì prossimo con L’Irpinauta di Salvatore Nargi.

UN VIAGGIO NELLA NOSTRA AMATA TERRA:
L’IRPINAUTA DI SALVATORE NARGI