Perugia: dal doppio fallimento al ritorno in Serie B

Impegno casalingo per l’Avellino, una settimana dopo la sconfitta di misura incassata in quel di Lanciano. I biancoverdi guidati da Massimo Rastelli ospiteranno, al “Partenio-Lombardi”, il Perugia di mister Camplone, in una sfida che metterà nuovamente di fronte i due allenatori, protagonisti del testa a testa che vide gli irpini prevalere sugli umbri per la promozione in Serie B.

I Grifoni occupano attualmente la decima posizione nel campionato cadetto, a quota 43 punti, tre in meno rispetto a Pescara e Spezia, compagini che detengono gli ultimi posti disponibili per la qualificazione ai play-off di categoria. Dopo un inizio esaltante, a cui è seguito un notevole calo tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, la formazione biancorossa è in ripresa e vuole dar ragione dell’obiettivo prefissato ai nastri di partenza: ottenere con largo anticipo una salvezza tranquilla, per poi puntare a qualcosa di più ambizioso. Si può dunque dire che gli uomini di mister Camplone non abbiano fallito finora le aspettative, dopo un decennio costellato da amarezze e sofferenze di ogni tipo.

L’ultima stagione in serie cadetta era, infatti, datata 2004/05: gli umbri, dopo aver perso lo spareggio promozione contro il Torino, si avviavano verso quell’inesorabile baratro, chiamato fallimento. In precedenza, il Perugia era riuscito a rifarsi un nome all’interno dell’intero panorama calcistico nazionale. Merito di Luciano Gaucci, vulcanico presidente di origini romane, divenuto famoso per i suoi tentativi di rivoluzionare il mondo del pallone “nostrano”. Ed è proprio grazie a Gaucci che, nel campionato di Serie A, hanno fatto la loro comparsa giocatori semi-sconosciuti, alcuni dei quali hanno anche ottenuto fortuna: il giapponese Hidetoshi Nakata, il greco Zisis Vryzas, l’iraniano Rahman Rezaei, il coreano Ahn Jung-Whan (autore del famoso golden goal con cui la Corea del Sud eliminò l’Italia ai Mondiali del 2002) e, perfino, il libico Saadi Gheddafi, figlio del famigerato dittatore. Ancora, Gaucci è ricordato come il primo (e unico) presidente italiano ad aver affidato la panchina di una squadra maschile (la Viterbese) a una donna, Carolina Morace.

Saadi Gheddafi e Luciano Gaucci
Saadi Gheddafi e Luciano Gaucci

Ma, come già accennato, la fortuna dell’imprenditore romano nella “Capitale del cioccolato” è destinata a concludersi amaramente nell’estate 2005. A pagare il prezzo più alto è proprio l’Associazione Calcio Perugia che, non avendo soddisfatto i requisiti per partecipare al campionato di Serie B 2005/06, viene cancellata, assieme alle sue gloriose stagioni vissute, inizialmente, verso la fine degli anni settanta e, poi, anche a cavallo tra i novanta e i duemila. La leggenda dell’imbattibile Perugia di Ilario Castagner (stagione 1978/79), capace di giungere a uno storico secondo posto in massima serie senza subire una sconfitta, svanisce improvvisamente, così come anche lo stesso Gaucci, fuggito in Repubblica Dominicana per scampare all’arresto. Al Perugia degli anni settanta è legata anche la figura di Renato Curi: centrocampista coraggioso e lodevole, scomparso tragicamente in campo, il 30 ottobre 1977, nello stadio che, oggi, porta il suo nome.

Ma la rinascita del calcio a Perugia non porta, inizialmente, i frutti sperati. Una serie di stagioni deludenti costelleranno la breve esistenza del Perugia Calcio, in grado di riavvicinarsi al calcio che conta soltanto nella stagione 2007/08, allorquando gli umbri si troveranno a dover disputare la semifinale play-off contro l’Ancona. Saranno i marchigiani, in quell’occasione, a ottenere la vittoria e a balzare in finale, laddove anche il Taranto verrà sconfitto. Si giunge, nel giro di soli cinque anni, a un altro fallimento societario: questa volta, non c’è il Lodo Petrucci a salvare i Grifoni, costretti addirittura a partire dalla Serie D per la stagione 2010/11. La categoria interregionale si rivela troppo stretta per la nuova Associazione Calcistica Perugia Calcio che, senza troppe difficoltà, si aggiudica il primato del girone E e balza immediatamente in Seconda Divisione Lega Pro.

TIfosi Perugia
La Curva Nord Perugia, fulcro del tifo biancorosso

Secondo anno di vita, seconda vittoria, tutta biancorossa. Anche il girone B della quarta serie viene dominato e il Perugia, finalmente, è pronto per il triplo salto. Peccato, però, che i Grifoni , nella Prima Divisione Lega Pro 2012/13, debbano imbattersi nell’inarrestabile Avellino di Massimo Rastelli che, dopo una lunga contesa con gli umbri e con il Latina, riesce ad avere la meglio e a guadagnarsi l’accesso diretto alla Serie B. Il Perugia accusa il colpo, tant’è che il sogno della serie cadetta svanisce già in semifinale, con il Pisa che riesce a prevalere grazie a un pareggio al “Renato Curi” (2-2), dopo il 2-1 dell’andata al “Romeo Anconetani” in favore dei toscani. Eppure, la festa è soltanto rimandata di un anno. Stagione 2013/14: altro campionato di vertice, altro duello aperto. Questa volta, è il Frosinone di Roberto Stellone a contendere al Perugia di Camplone il primato del girone B. Si arriva, così, all’ultima giornata della regular season: a Perugia, i padroni di casa e il Frosinone si contendono la posta in palio. Lo “spareggio” sorriderà agli umbri che, con una rete di Moscati, riusciranno a rompere l’incantesimo, rimandando il party di fine anno dei ciociari alla finale play-off contro il Lecce.

I recenti risultati positivi dei Grifoni d’Umbria hanno riacceso la passione dei tifosi perugini, pronti a far sentire il proprio sostegno e la propria voce anche al “Partenio-Lombardi”. Si prevede, dunque, una sfida interessante anche sugli spalti, e non solo in campo: laddove, alla coppia d’attacco biancoverde composta da Trotta e Castaldo, risponderà il tandem formato da Fabinho e Ardemagni. La gara di andata è terminata a reti bianche. Chissà se, domani, riusciremo a vederne delle belle. Sopratutto noi Lupi.

TUTTO SU AVELLINO-PERUGIA

Leggi anche: