Pescara-Avellino: Lupi alla conquista dell’Adriatico

In riva all’Adriatico, qualcuno predica continuità da tanto tempo. La sconfitta di Modena (2-0) e il pareggio ottenuto soltanto nei minuti finali del derby contro il Lanciano (1-1) avevano, per un momento, vanificato il mini-filotto di successi ottenuti contro Brescia (1-3) e Frosinone (3-0). Poi, però, è arrivato il roboante poker inflitto alla Pro Vercelli (0-4) tra le mura del “Silvio Piola”. Un risultato che potrebbe, finalmente, lanciare il Pescara di Marco Baroni verso l’ottenimento di obiettivi importanti, dopo un andamento iniziale, fin qui, costellato da troppi alti e bassi.

Retrocessa dalla Serie A nella stagione 2012-13, la società abruzzese non ha perso tempo nell’allestire una rosa che potesse subito puntare alla risalita nel calcio che conta. Il tentativo, tuttavia, è fallito miseramente nell’annata passata, con l’alternanza di Pasquale Marino e Serse Cosmi sulla panchina dei Delfini e con il raggiungimento di uno stentato quindicesimo posto, dopo essere stata etichettata, secondo alcuni addetti ai lavori, addirittura come l’anti-Palermo. Spazio dunque, per la stagione in corso, ad un allenatore giovane, caparbio, propenso all’innovazione ma, al tempo stesso, alla semplicità: Marco Baroni, classe 1963, fautore, nella stagione 2013-14, del fenomeno Virtus Lanciano che, per diverse giornate, ha dimostrato di poter costeggiare con forza e aspirazione la zona promozione, fino al vertiginoso calo nelle battute finali che ha provocato l’uscita dei rossoblu dalla zona play-off.

Matteo Politano Pescara
Matteo Politano

Al mister fiorentino, la dirigenza pescarese ha offerto la possibilità di trattenere alcuni tra i principali esponenti della rosa dell’anno passato (Matteo Politano e Riccardo Maniero su tutti), rinforzandola con alcuni giocatori di spessore. Sono arrivati così, nel mercato estivo: i difensori Bartosz Salamon ed Emanuele Pesoli (il primo esploso nel Brescia, attualmente di proprietà della Sampdoria, il secondo prelevato dalla retroguardia del Carpi nella stagione passata); i centrocampisti Ledian Memushaj (anch’egli ex Carpi), Gabriel Appelt (proveniente dallo Spezia) e Birkir Bjarnason (già ai biancoazzurri nella stagione 2012/13); l’attaccante scuola Juventus, Cristian Pasquato, in grado di riscattare già la deludente retrocessione di qualche mese fa con il Padova, grazie alle sue quattro marcature, messe a referto in tredici incontri finora disputati. Ed è proprio la talentuosa seconda punta a far da reparto assieme al sopracitato Maniero, capitano e capocannoniere degli abruzzesi, con 8 gol. E se si aggiunge, alla pericolosa coppia d’attacco, anche il verdeoro Victor Da Silva (mattatore nell’exploit di Vercelli), è facile comprendere come la prossima trasferta dei Lupi, al di là del divario in classifica che separa le due squadre – 25 punti per l’Avellino, 20 per il Pescara – sia, in realtà, più difficile del previsto.

Non bisogna dimenticare, inoltre, che Pescara-Avellino è, da diversi anni, una sfida molto sentita da entrambe le tifoserie. Vivo è ancora il ricordo della vittoriosa spedizione in terra adriatica nella stagione 2002/03, caratterizzata dall’esodo di migliaia di tifosi biancoverdi al seguito della compagine allenata da mister Vullo. In quell’occasione, l’uno-due firmato da Molino e Biancolino permise ai biancoverdi di regolare il Pescara tra le proprie mura (1-2, con la rete di Giampaolo inutile per i padroni di casa), lasciando, così, un’impronta indelebile verso la promozione in Serie B di quell’anno. Nella massima serie, invece, Delfini e Lupi si sono affrontati in quattro occasioni, con il bilancio di una vittoria a testa e due pareggi. Particolare fu la sfida del 21 ottobre 1979, terminata 1-1 allo stadio “Adriatico”: protagonista, per la formazione biancoverde, fu Ciccio Cordova, autore di un memorabile goal, frutto di una magistrale azione personale che fu premiata, da La Domenica Sportiva, come rete dell’anno. Nella stagione passata, il confronto tra le due squadre si è concluso con un doppio pari: all’1-1 conseguito all’ “Adriatico” – fu Massimo a rispondere alla rete del momentaneo vantaggio di Viviani – è corrisposto un pareggio, con identico risultato, al “Partenio-Lombardi”, con Caprari che risolse, in extremis, lo svantaggio firmato da Fabbro.

E adesso, riuscirà mister Rastelli a riportare i Lupi alla vittoria, proprio nella città in cui l’Avellino sembrerebbe vantare una tradizione favorevole negli ultimi anni? Rispondere sì alla seguente domanda potrebbe risultare prematuro. Eppure, l’appuntamento con i tre punti manca da ormai troppo tempo e, coincidenze o no, il Pescara è pur sempre alle porte. Anzi, sono i Lupi in procinto di bussare alle porte dei Delfini. E, di certo, non per una semplice visita…

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