Pietradefusi (Avellino), Patria del Torrone Irpino di Dentecane

Continuando il nostro viaggio in Irpinia sulle orme del Giro d’Italia 2015, oggi ci ritroviamo nell’ultima località irpina toccata dalla carovana rosa: si tratta di Dentecane, nota ai più per la produzione di torrone. Ma forse non tutti sappiamo che Dentecane è una frazione del comune di Pietradefusi.

Pietradefusi (‘A Preta in dialetto) è un comune irpino della media valle del Calore di circa 2.000 abitanti. Fa parte dell’Unione dei Comuni della Media Valle del Calore e la sua frazione Sant’Elena Irpina ospita la sede comunale. Le altre frazioni del comune sono Pietra, Dentecane, Sant’Angelo a Cancelli, Pappaceci e Vertecchia.

Il paese è noto per la produzione artigianale del torrone esportato in tutto il mondo anche se il grande pubblico associa il torrone al nome della frazione Dentecane, nella quale effettivamente hanno sede le 5 aziende di produzione del famoso dolce: Di Iorio Vincenzo,

I.T.A.N. Dei F.lli Nardone, I.T.A.P. Industria torrone e affini Politano Sas, Nardone Di Nino Nardone & C. Snc e infine Pantorrone Garofalo.

monumento ai caduti (1)
Monumero ai Caduti

Situato al confine tra le province di Avellino e Benevento, Pietradefusi si estende ai piedi di Montefusco e occupa la parte collinare situata nella Media Valle del Calore, alla sinistra del fiume. La zona è caratterizzata da rilievi non molto elevati che separano la valle di questo fiume da quella del Sabato. Il Comune si trova a 400 metri sul livello del mare anche se la frazione Sant’Angelo a Cancelli si trova a ben 500 metri di altitudine. La parte a Nord del Comune è composta dalla “Piana di Vertecchia” dove trovano posto a numerose aziende agricole.

Una torre merlata, presidiata da un leone rampante, fa bella mostra di se, a testimonianza di profonde radici storiche, nello stemma di Pietradefusi, piccolo comune irpino, giunto ormai al VII secolo della sua storia. Tra il Sannio e l’Irpinia, nella valle del Calore, su una collina, sorge questo piccolo, ma grazioso e tranquillo paese: Pietradefusi, il quale vanta origini medioevali, si sviluppa, infatti tra il XII e il XIII secolo. Lorenzo Giustiniani, nel suo “Dizionario Ragionato del Regno di Napoli, 1804, descrive “Questa terra si vuole surta da cinque secoli, comprende quattro villaggi, chiamati Pappaciceri, Pisciano, Serra e Venticane. Gli abitanti ascendono a circa 5000 “. Un altro studioso, il cronista di Montevergine Mastrullo, racconta che a sud di Pietradefusi sorgeva un altro piccolo paesino, S.Pietro della Sala, i cui resti si trovano ancora oggi nel sottosuolo, facente parte dei casali di Montefuscolo, donati dal re Ludovico D’Angiò, con atto del 20-9-1347, al Monastero di Montevergine. In seguito a delle lotte S. Pietro della Sala fu distrutto e i superstiti furono costretti a fuggire nei paesi vicini. A causa delle strazianti guerre, le contrade dei diversi casali, sia per difendersi dai nemici esterni, sia per formare un’entità apprezzabile, si fusero e diedero origine alla “Pietra delli Fusi” che, in definitiva, fu la risoluzione di una questione storico-politica. Il paese è stato possedimento di diversi feudatari: i De Souz, i Tocco e gli Acquaviva d’Aragona. L’origine storica è testimoniata, dalla suggestiva Torre Merlata, appartenuta nel XVI secolo ai duchi Acquaviva d’Aragona, costruita dal nobile Giacomo Tocco nel 1431, nella terra “della Pietra delle fusi”, la quale richiamò i profughi del distrutto San Pietro della Sala. Il nobile Tocco diede inizio su una piccola collina rocciosa, e cioè su una grossa pietra, sita a nord-ovest di ciò che rimaneva di S. Pietro della Sala, alla costruzione di una piccola fortezza, costituita da una casa-castello con al centro, nel suo punto più alto, un grosso torrione merlato. Durante questa costruzione nacque una controversia con il Monastero di Montevergine circa la proprietà del suolo su cui si stava edificando. Giacomo Tocco, dunque, ridonò l’antico feudo ai Benedettini, con pubblico atto redatto dal notaio Jacomo Donato D’Adamo di Montefuscoli. Il Cardinale Susignano e i monaci di Montevergine fecero portare a termine la costruzione che doveva poi appartenere ai principi Acquaviva D’Aragona. In seguito a questa costruzione seguirono quelle dei casali vicini, in particolare di quello di Venticano, distrutto nel 1528 di Francesi. Queste furono tanto numerose che nel giro di pochi anni nacque un grosso paese, non a caso, chiamato “Pietra delli Fusi” cioè Pietradefusi. L’Università di Pietradefusi era ben organizzata, risulta infatti che possedesse, oltre alla fortezza, un centro religioso identificato dalla Chiesa di S. Maria del Piano, una farmacia e un centro studi, entrambi curati dai monaci di Montevergine.

Pietradefusi, come detto, oggi è costituito da varie frazioni: Dentecane, S. Elena Irpina, S. Angelo a Cancelli ed è circondato dalle fertili campagne di Vertecchia e S. Sabino. Sulla piazza principale, si affaccia la Monumentale Chiesa Collegiata, è vastissima e domina un immenso panorama di monti, valli e pianure.

Chiesa Maria SS Annunziata
Chiesa Maria SS Annunziata

Il centro antico consente di ammirare i suggestivi panorami tra cui la Monumentale Chiesa Collegiata della SS. Annunziata, costruzione in stile barocco, imponente per le sue linee architettoniche e decorative. L’edificio è a croce greca e a tre navate. Sulla volta della navata centrale sono presenti delle tele del pittore Giuseppe Leone. Sulla navata di destra, oltre agli altari minori dedicati a Santa Rita e a Santa Maria, è presente il monumentale altare dedicato a San Faustino Martire, patrono del paese. La statua presente nella nicchia risale al 1836 ed è in cera quindi molto delicata. Per evitare che si rovini, si porta in processione un’altra statua che viene issata su una finta barca per essere fedeli alla tradizione che descrive San Faustino come Romano comandante di una barca. L’altare è in marmi policromi e al suo interno sono conservate le reliquie del santo a cui è dedicato. Di fronte all’altare di San Faustino è presente un Cappellone-Santuario diviso dal resto della chiesa da un cancello in stile neo-gotico dedicato alla Madonna dell’Arco, patrona di Pietradefusi e del circondario. Al suo interno è presente la statua della Vergine con il bambino in braccio e seduta in trono. Nella chiesa è presente anche un organo a canna risalente al 1888 recentemente restaurato.

Chiesa San Paolo Apostolo a Dentecane
Chiesa San Paolo Apostolo a Dentecane

A Dentecane ammiriamo la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo che si trova all’angolo tra Via Roma e Via Dionisio Pascucci. Quest’ultimo è stato colui che la fece costruire nel 1815 in memoria del figlio Paolo morto prematuramente. La facciata presenta tre portali d’ingresso. Quello centrale è affiancato da due nicchie che in passato ospitavano le statue dei santi a cui la chiesa è dedicata. La facciata presenta un grande rosone in pietra locale e vetrate colorate. L’interno è diviso in tre navate, quella centrale è la più larga ed è divisa dalle altre da sei colonne con capitelli finemente scolpiti in stile corinzio. L’abside accoglie l’antico altare in marmo che nella parte bassa presenta un bassorilievo raffigurante la testa di Dio.

La chiesa di San Giuseppe si trova, invece, di fronte al campo sportivo ed è il più antico edificio tuttora esistente di Pietradefusi. Oggi ne rimangono solo dei ruderi, ma rimangono in piedi la facciata e parte delle mura perimetrali. Fu probabilmente costruita nel 1773 dall’abbazia di Montevergine. Essa era di dimensioni modeste e si può ancora ammirare il portale in pietra. Questi è decorato nei due angoli superiori con due teschi con tre tibie incrociate e, nei due angoli inferiori del portale, due tibie incrociate. Nella parte destra dell’edificio si nota una fessura nella pietra sormontata da un teschio con due tibie incrociate e con incisa la scritta “LIMOSINA”.

La Chiesa della Madonna dell’Arco è un edificio abbandonato e sconsacrato ed era la vecchia sede della Confraternita della Madonna dell’Arco. Si trova negli immediati pressi della Torre Aragonese ed è provvista di un imponente torre campanaria. Sul portale di ingresso ancora si legge la scritta “AVE MARIA”.

La Torre Aragonese è il fulcro attorno al quale si è sviluppata l’odierno centro storico. Essa è stata edificata nel 1431 dal nobile Giacomo de Tocco. La Torre è definita Aragonese per via dei duchi Acquaviva D’Aragona che furono feudatari dal XV al XVII secolo. L’intera struttura era concepita come un palazzo signorile con l’aggiunta del grande torrione a pianta quadrata. Nel complesso la Torre è alta 11 metri ed è stata da pochi anni restaurata: qui a volte si organizzano mostre e, soprattutto d’estate s’organizzano manifestazioni. Nel centro storico che si è sviluppato attorno alla Torre si possono notare: resti romani incastonati nella mura di una casa che raffigurano una coppia a mezzo busto e un bambino a figura intera.

portale in pietra nel centro storico
Portale in Pietra nel Centro Storico

Santo Patrono del Comune di Pietradefusi è S. Faustino Martire. La presenza del santo si deve all’azione del cardinale Nicola Coscia (1682-1755), nativo di Pietradefusi, che raggiunse la carica di Segretario di stato vaticano durante il pontificato di Benedetto XIII (1724-1730), della famiglia Orsini di Benevento. I resti del santo, in possesso del vescovo di Bojano (Campobasso) mons. Agnello Rendina, erano passati in eredità dei coniugi Francesco Ascolese e Margherita Rendina, patrizi beneventani. Il futuro cardinale Coscia, all’epoca tesoriere del Capitolo metropolitano di Benevento, venuto a conoscenza del fatto e sulla scorta di un cavillo di diritto canonico, che non consentiva a persone non ecclesiastiche e non del clero di possedere reliquie di santi, fece sequestrare i resti portandoli a Pietradefusi. Si festeggia il 15 febbraio come festa religiosa e il secondo week-end di agosto come festa civile.

Da oltre 130 anni nel mondo prospera la Congregazione delle Suore Francescane Immacolatine, fondata a Pietradefusi l’8 dicembre 1881 dal Cappuccino Padre Ludovico Acernese e ispirato dalla serva di Dio Teresa Manganiello. Si è concluso il 22 maggio 2010 il processo di beatificazione di Teresa Manganiello, giovane contadina irpina, che con la sua vita intensa e breve (1849-1876) dà una dirompente testimonianza di virtù evangelica. La “monachella santa” che nutrì una forte e costante brama di vita religiosa è stata pietra angolare per la fondazione dell’Istituto delle Suore. A lei è dedicato il Museo presso la Casa Madre delle Suore Immacolatine in un convento nel centro storico di Pietradefusi splendidamente restaurato; in località S. Egidio è stato edificato un Sagrato in ricordo della “analfabeta sapiente”. Attualmente la Congregazione è diffusa in Italia, in Brasile, nelle Filippine, in India, Australia e Indonesia. E’ stato anche girato un film su Teresa Manganiello “Sui passi dell’amore” (2012) che oltre al circuito cinematografico è stato anche trasmesso da Rai Uno.

Chiesa S.Elena Irpina
Chiesa S.Elena Irpina

Oltre al torrone, di cui si è fatto cenno all’inizio, a Pietradefusi troviamo altri ottimi prodotti tipici: i Fusilli, fatti a mano dalle donne nei giorni di festa anche se oggi si preferisce acquistarli nei pastifici artigianali presenti in zona. La Braciola pietradefusana che consiste in fette di carne bovina arrotolata e tenuta insieme da uno spago da cucina. Essa contiene formaggio e diverse erbe e si deve far cuocere nel ragù lentamente. Rappresenta il piatto tipico della domenica. La zona di Pietradefusi è caratterizzata da una presenza di molti vini tra i quali spicca, per tipicità del territorio, l’Aglianico. A Pietradefusi si produce l’olio “Irpinia – Colline dell’Ufita”.

Con Pietradefusi e la sua più famosa frazione Dentecane si conclude alla grande il nostro percorso sulle orme del Giro d’Italia 2015 in Irpinia. Allora appuntamento alla prossima settimana con il vostro Irpinauta per far visita ad un’altra splendida località irpina oppure, chissà, a parlare di personaggi o usanze e tradizioni irpine. Questo lo vedremo giovedì prossimo!

UN VIAGGIO NELLA NOSTRA AMATA TERRA:
L’IRPINAUTA DI SALVATORE NARGI