Sidigas Avellino, ecco Reggio Emilia: è l’ora della rivincita

Finalmente la regular season è giunta a conclusione ed i verdetti sono stati emanati in maniera totalitaria. Il tabellone delle 8 squadre che si contenderanno lo Scudetto è completo e alla Sidigas Avellino toccherà subito fronteggiare gli acerrimi rivali della Grissinbon Reggio Emilia, in quella che si preannuncia come una serie al cardiopalma con gli irpini assetati di vendetta dopo l’eliminazione subita, tra mille tensioni e polemiche, nella post-season dello scorso anno proprio per merito degli emiliani.

L’ambiente è diviso riguardo questo confronto. Da un lato c’è chi bramava ed attendeva con ansia questo possibile incrocio per prendersi la rivincita, memore degli episodi dello scorso anno. Dall’altro invece, c’è chi preferiva evitare la truppa di coach Menetti al primo turno, in virtù della forza degli emiliani, giunti sesti al termine della stagione ma con un roster tra i più completi, forti ed omogenei del panorama nazionale. E’ lapalissiano, infatti, come Reggio Emilia sia una squadra in grado di battere chiunque (non a caso ad inizio stagione, da molti era vista come l’antagonista principale per contrastare l’egemonia di Milano…) e la posizione ottenuta in regular season non deve trarre in inganno. Insomma, francamente, per essere un confronto tra la terza classificata e la sesta classificata, si sperava in un incrocio meno impegnativo ed impervio.

Ma la regular season ha decretato questo e la Sidigas deve ottimizzare al meglio il fattore campo conquistato grazie ad una stagione che l’ha vista sempre campeggiare tra i quartieri nobili della classifica. Avellino arriva all’appuntamento forte di un roster lungo e di grande qualità che deve, con superbia, porsi come obiettivo quello di raggiungere la finale scudetto. Ovviamente, molto dipenderà dalle condizioni psicofisiche in cui la squadra arriverà a giocarsi questa post season.

Prima di tutto, il cielo sereno dell’ambiente irpino ieri è stato squarciato da una terribile notizia arrivata direttamente dagli States: il fratello minore di Joe Ragland, Shawn, è rimasto ucciso in una sparatoria nel cuore di Springfield, città natia del fuoriclasse americano. Una tragedia immane che potrebbe cambiare le sorti della stagione irpina. Inutile sottolineare come il peso di Ragland nell’economia di gioco della Scandone sia incalcolabile ed appare chiaro che una sua assenza nella serie potrebbe risultare decisiva. Non si sa ancora se il giocatore partirà per gli States (ipotesi più che concreta) o deciderà di mitigare il dolore restando in Italia, concentrandosi sull’obiettivo di guidare i suoi compagni alla vittoria. La società, come è giusto che sia, ha lasciato libero arbitrio al cestista, il quale potrà decidere di prendere il primo aereo ove e quando ne sentirà il bisogno. E’ superfluo aggiungere che lo stato d’animo del giocatore è a pezzi e che le sue prestazioni (semmai giocherà) potrebbero essere condizionate non poco.

In secundis, c’è grande curiosità circa il recupero di Fesenko, giocatore fondamentale in grado di spostare gli equilibri dei playoff. Il centrone ucraino ha ultimato la fase riabilitativa al suo ginocchio e, con molta cautela, comincerà ad allenarsi ed aggregarsi al gruppo già in settimana. Difficile fare previsioni riguardo una sua apparizione in questa serie contro Reggio Emilia, ma la fiducia è crescente e il numero 44 potrebbe essere la chiave in grado di sparigliare le carte e far saltare il banco in questa serie.

Insomma, non il miglior viatico per una Sidigas che si appresta ad affrontare una serie equilibrata e che, probabilmente, viaggerà sul filo del rasoio. La spada di Damocle delle possibili defezioni di Ragland e Fesenko aleggia sulle teste dello staff tecnico, ma la Scandone ha già dimostrato di poter sopperire ed ovviare alla grande alle vicissitudini che, purtroppo, quest’anno sono state molteplici. La società sogna la vendetta, i giocatori assaporano la vendetta, i tifosi vogliono la vendetta. I lupi irpini sanno sempre come rialzarsi. I lupi irpini non mollano mai. I lupi irpini sono resilienti. Tutti insieme, oltre ogni ostacolo, oltre ogni limite. Sosteniamoli. Crediamoci.