Playoff Serie B 2014-2015: Bologna favorito, Avellino mina vagante

Finalmente playoff. Da due anni l’Avellino di Massimo Rastelli coltivava l’obiettivo di raggiungere gli spareggi promozione e adesso toccherà giocarli al massimo delle forze. Certo, il posizionamento è il peggiore che potesse capitare ai lupi, giocare il primo turno in partita unica in trasferta non sarà facile, soprattutto contro un avversario ostico come lo Spezia di Bjelica. Analizzando tutte le sei squadre che si contenderanno un posto nella prossima Serie A, salta subito all’occhio che proprio l’Avellino sarà la mina vagante di questa bagarre.

Il Bologna resta la favorita, come ad inizio campionato, per la promozione. Da quando è arrivato Delio Rossi sulla panchina rossoblù non sembra essere cambiato molto dal punto di vista del gioco, ma la squadra ha guadagnato sotto l’aspetto mentale. Il lavoro dell’esperto tecnico ex Fiorentina potrebbe iniziare a dare i suoi frutti proprio negli spareggi. L’organico dei felsinei è superiore alle altre contendenti, e con il quarto posto conquistato il Bologna avrà anche il vantaggio di giocare la partita di ritorno delle semifinali al Dall’Ara.

Il Vicenza di Pasquale Marino si piazza subito dietro. Una stagione ad alta tensione per i biancorossi, che, complice il ripescaggio, ad inizio stagione ha faticato molto, prima dell’arrivo del tecnico ex Parma e Udinese e del suo 4-3-3. Il Vicenza ha iniziato a correre ed esprimendo il gioco più bello dell’intero campionato è risalito fino al terzo posto dalla zona salvezza, con un finale trepidante. Le statistiche dicono Lane: per sette volte su nove la squadra che si è classificata terza è riuscita a raggiungere la promozione in Serie A. Ma i numeri sono fatti per essere smentiti…

Ci spera il Perugia di Andrea Camplone, squadra fatta da giovani rampanti e ricchi di energie. Il Grifone dopo un inizio a razzo ha subito una flessione, ma è ritornato in vetta nel finale di campionato raggiungendo l’agognato traguardo. Una squadra ricca di entusiasmo, camaleontica, che sa essere cinica nei momenti giusti, come nel match di ieri contro il Cittadella, spedito in Lega Pro. Camplone dovrà vedersela con il ritrovato Pescara di Massimo Oddo, esordio col botto con un secco 3-0 rifilato al Livorno di Panucci, con la consapevolezza di potersela giocare con chiunque, perfezionando l’ottimo lavoro svolto da Marco Baroni.

Abbiamo già parlato dello Spezia di Nenad Bjelica, un allenatore attaccato ai vecchi valori del calcio che ha conquistato la tifoseria spezzina con i suoi modi di fare e con i risultati sul campo. I bianconeri puntano sulla collettività e l’ordine più che sulle individualità. La sfida tra aquile e lupi è la meno pronosticabile, la più equilibrata. L’Avellino è la vera mina vagante del lotto. Il team biancoverde capace di battere le grandi e cadere inesorabilmente contro le piccole, di avere la migliore difesa del campionato ma anche uno tra i peggiori attacchi. Rastelli ha già imbrigliato Bjelica dal punto di vista tattico e dei risultati durante il campionato, ma ai playoff sarà diverso e servirà un’altra prova di carattere e grinta, di quell’Avellino ammirato ad inizio stagione che ha fatto sognare i tifosi. I lupi sono l’unica squadra a non avere nulla da perdere tra le sei, a poter giocare questi playoff con spensieratezza, avendo già raggiunto un traguardo storico. Dai lupi ci si potrà aspettare di tutto, ed è per questo che gli avversari dovranno temerli, il lupo può mordere in qualsiasi momento e quando meno ci si aspetta…

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