Portoghesi ad Avellino: Joao Silva dopo Gil Gomes e Zacarias

L’Avellino si regala un nuovo attaccante, la società, infatti, ha individuando in Joao Pedro Pereira Silva, meglio conosciuto agli ambienti calcistici come Joao Silva, l’erede naturale di Trotta. Fisico possente (1,89×80), l’attaccante portoghese ha nel colpo di testa la sua arma migliore. Chiedere informazioni proprio a Terracciano, quando due anni fa un Bari-Avellino fu deciso proprio dall’attaccante portoghese. La tradizione dei centravanti lusitani in Irpinia, però, non è proprio delle migliori. Due i casi ed entrambi nella stagione 1998/99.

Gil Gomes
Gil Gomes

Era l’Avellino del Presidente Sibilia e dell’allenatore Geretto; il tecnico, alla ricerca disperata di una punta, sonda il mercato straniero e punta con insistenza su calciatori portoghesi. Nel ritiro di Serino arriva in prova Nelson Gil Gomes, attaccante brevilineo, nato in Angola ma naturalizzato portoghese. Gomes cresce calcisticamente nel Benfica e gioca anche in tutte le nazionali giovanili del Portogallo, dall’under 16 fino all’under 21, vincendo anche un campionato del mondo U20 (insieme ai vari Figo, Rui Costa e Joao Pinto), arrivando secondo agli Europei U21 (persi contro l’Italia) nel 1992. Dopo un buon pre-campionato che gli vale l’ingaggio, segna anche due reti nella Coppa Italia di Serie C. Un infortunio lo blocca quasi due mesi, quando ritorna non incide e finisce subito ai margini della squadra. Finirà per essere tagliato dopo tre sole gare giocate e 121 minuti all’attivo. Non contento Geretto “piazza” un altro colpo a sorpresa.

Zacarias
Zacarias

Dopo Gomes fa sbarcare in Irpinia un altro angolano naturalizzato portoghese: Walter Zacarias. Cresciuto in Angola (nel 1 Agosto), nel 1995 espatria in Portogallo. Qui rimane tre anni (A.S.A.; Clube Or. Lisbona e Atl. Club Portugal le sue squadre) prima di approdare in Italia. Geretto lo piazza sull’out destro, ma il portoghese sembra spaesato. Farà le valige insieme a Gomes, anche lui dopo tre gare e 163 minuti giocati. Ora l’arrivo di un altro portoghese, sperando che Joao Silva non ripeta “le imprese” dei suoi due predecessori.

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