Pro Vercelli-Avellino, Novellino: “Convinto che possiamo fare bene”

Walter Novellino ha presentato stamattina il match Pro Vercelli-Avellino, che si terrà domani sera alle 20.00 al Silvio Piola, gara valevole per la 28esima giornata di campionato di serie B. Ad arbitrare la sfida sarà Martinelli di Roma 2, coadiuvato da Rossi di La Spezia e Robilotta di Sala Consilina.

La conferenza inizia con la considerazione di un giornalista, secondo cui la gara col Pro Vercelli è da prendere con le pinze, visto che gli avversari vengono da una vittoria inattesa a Cesena, galvanizzata anche dal loro bomber Bianchi. Sostiene inoltre che l’Avellino dovrà avere un approccio giusto, cosa che non è avvenuta nell’ultima trasferta contro il Cittadella; abbiamo sofferto assai nel primo tempo e tutto sommato il 3-1 ha annacquato alcune lacune soprattutto nel possesso palla.

Risponde così il mister: “Devo dire che è una partita molto importante, contro una squadra che ha fatto un ottimo risultato a Cesena, che non era facile. È ovvio che tutte le partite sono difficili e l’approccio deve essere quello che siamo abituati a dare. L’esperienza col Cittadella ci servirà, ma al di là di questo, ci può stare che una squadra possa avere il sopravvento prima, ma dopo abbiamo saputo controllare e anche fargli male. Domani saremo su un campo sintetico come il nostro, di una squadra che meriterebbe qualche punto in più in classifica, ma ci siamo anche noi che stiamo bene. E sono convinto che possiamo fare bene”.

Gli viene chiesto come stanno Lasik e Belloni e quale sarà l’approccio. Questa la risposta:L’approccio deve essere costante, forte, sentito, siamo in un periodo bello, entusiasmante, ma l’umiltà ci deve essere sempre. È ovvio che il primo traguardo è importantissimo per la mia Società, per noi, per tutti, nessuno sa quello che sarà il futuro della squadra. L’approccio deve essere quello dell’umiltà. La squadra sta bene, si deve andare andare in un campo consapevoli delle difficoltà che ci sono, però anche consapevoli della nostra forza. Bisogna dare il giusto peso alle partite ma con serenità. Abbiamo dei giocatori acciaccati ma domani mattina vediamo. Oggi ho avuto la possibilità di vederli, mentalmente stanno tutti bene; l’unico che non farà parte della trasferta sarà Bidaoui che ha accusato un dolore. Per il resto stanno tutti bene”.

Alla domanda: Ha mai pensato al Modena di tre anni fa visto che l’Avellino viaggia allo stesso ritmo… Qualche analogia? Il tecnico di Montemarano afferma: “No, non ho avuto mentalmente il tempo del pensiero, ma è un pensiero non brutto, anzi buono. Credo che le strade siano diverse, questa è una strada da percorrere con molta intelligenza, come la metafora della montagna, non vorrei essere noioso o patetico, ma io sono una persona chiara: le insidie ci sono però dipende dall’approccio che deve essere quello di non pensare di aver raggiunto qualcosa. Stiamo su una strada dove la bandiera per metterla sulla cima ce l’abbiamo, consapevoli di quello che stiamo facendo. Il traguardo nostro è quello, poi vediamo. Non vorrei essere patetico, lo si diventa a dir sempre la stessa cosa, ma è così”.

Quale errore non deve commettere l’Avellino in un momento come questo? “Le insidie sono prestare attenzione a quello che ho spiegato e dare la massima intensità agonistica nella partita. Domani sarà uno scontro diretto molto importante. Hanno dei giocatori come Bianchi e Mammarella, che hanno strutture che ci possono mettere in difficoltà”.

Altra domanda: Domani dovrebbe essere finalmente la volta di Gigi Castaldo? “Sono uno che dà molta continuità, se sarà il primo o il secondo tempo, non è detto che Gigi non ci sia. L’importante è che lo spirito ci sia; abbiamo dei giocatori che stanno bene, vediamo…sicuramente farà parte della partita”.

Quanto alla formazione, visto che è il turno infrasettimanale, se ci sono dei problemi, ci saranno delle sostituzioni? Novellino risponde: “Oggi hanno le gambe di chi ha giocato su un campo non ottimo, onestamente, domani deciderò chi giocherà. Scenderà in campo la formazione che riterrò più giusta”

All’affermazione sulla crescita di alcuni giocatori dovuta a Novellino…lui replica: “Un allenatore deve essere soprattutto l’uomo importante psicologicamente. Anche quelli che non giocano, come adesso sta accadendo a Castaldo, sono sempre pronto a parlargli a dare aiuto. La lealtà è la cosa migliore e la crescita dei ragazzi è dovuta anche ai miei collaboratori. Quando io esco sia Edoardo che Simone, continuano a lavorare con loro, a spiegargli cosa voglio, le strutture di gioco. Mi fa piacere che dicano che sia grazie all’allenatore sia mentalmente che strutturalmente (perché solo mentalmente non basta), ma è merito anche dei miei collaboratori, non solo mio”.

Sogni di gloria? “Non mi fate queste domande. Credo che sono una persona molto forte ma nello stesso tempo consapevole della situazione e di avere una grossa società alle spalle. Sono convinto che anche i miei giocatori son di questo parere. Non penso a questo, consentitemelo, penso solo ed esclusivamente al campo. Quello che sarà sarà. Avremo la forza di uscire sempre attraverso il campo, per me ora conta la Pro Vercelli, il resto non conta”.

La conferenza termina con un paragone, da parte del giornalista, con quello che è successo ieri sera al San Siro, nel match di serie A, Inter-Roma, quando si parla di aspetto mentale ma anche strutturale, altrimenti il lavoro fatto sarebbe riduttivo. Il mister conclude con un lapidario:”Esatto!”.