Pro Vercelli-Avellino: Storia, Record, Scudetti e Silvio Piola

Prima trasferta del girone di ritorno per i Lupi di Mister Rastelli, destinazione Vercelli. I biancoverdi saranno impegnati in una sfida speciale, contro una Pro che può vantare un palmares di tutto rispetto, nonché una storia secolare e antichissima, le cui radici risalgono alla seconda metà dell’Ottocento.

Il calcio a Vercelli nasce, infatti, nel 1903, come sezione della Società Ginnastica Pro Vercelli, fondata nel 1887 dal prof. Domenico Luppi e affiliata, dal 1892, alla Federazione Ginnastica d’Italia. In uno sport ancora in fase embrionale, dove le squadre sono poche – società come Inter, Roma e Napoli verranno costituite anni dopo la fondazione della Pro – e la competizione è limitata a un raggio d’azione ristretto – Juventus, Genoa e Milan saranno le uniche tre squadre ad aggiudicarsi lo scudetto, prima del ciclo aperto dalla Pro – la compagine piemontese riesce a inserirsi con un certo vigore all’interno del panorama calcistico italiano.

Siamo nel 1908: per gli addetti ai lavori dell’epoca, l’inizio di un ciclo vincente (laddove vi è, appunto, una competitività ancora blanda) può apparire come una cosa del tutto normale. Se, però, la riflessione fosse spostata ai giorni d’oggi, anche il “calciofilo” più acculturato continuerebbe a chiedersi, con stupore, come possa la Pro Vercelli ritrovarsi, di lì a poco, con ben sette scudetti vinti: praticamente, la somma dei campionati italiani conquistati da ben tre squadre di un certo rilievo nel panorama attuale, come Roma (3), Lazio (2) e Napoli (2). Ciò che sorprende ancor più è il fatto che Vercelli, agli inizi del Novecento, non è nemmeno capoluogo di provincia, essendo il suo territorio inglobato all’interno della provincia di Novara: città con la quale i vercellesi nutrono, ancora oggi, un’asperrima rivalità.

Fatto sta che, da quel lontano 1908, la Pro scriverà un pezzo di storia notevole e incancellabile, alimentato da alcuni record che resteranno irripetibili: unica squadra pluriscudettata non proveniente da un capoluogo di regione e, soprattutto, prima squadra in grado di aggiudicarsi lo scudetto in qualità di neopromossa della massima serie. Un record, quest’ultimo, che verrà emulato dalla Novese nel 1922. Sono gli anni della scissione del campionato italiano. Scissione dovuta alla decisione, presa dalla FIF (l’attuale FIGC), di chiudere l’accesso ai calciatori stranieri nella Prima Categoria (la Serie A di allora), i quali si accaseranno alle squadre che decideranno di giocare un torneo parallelo, sempre organizzato dalla FIF, ma non riconosciuto come ufficiale. La Pro Vercelli, allora, riesce ad approfittare di questa situazione, grazie a un settore giovanile florido, capace di sfornare talenti che non faticheranno a trovare un posto in prima squadra.

Tra il 1908 e il 1913, i Bicciolani – così vengono chiamati i giocatori della Pro, al fine di rievocare i tipici biscotti vercellesi – aggiungeranno ben cinque scudetti alla loro bacheca: due nel biennio 1908-09, tre nel periodo 1911-13. Il caso del 1910 – in cui la Pro Vercelli, per protesta, schiererà la squadra Ragazzi nello spareggio per l’assegnazione del titolo, perso per 10-3 contro l’Inter – impedirà alla società piemontese di stabilire un altro record: realizzare, ossia, la striscia consecutiva di scudetti vinti più lunga, impresa che riuscirà soltanto a Juventus (dal 1930 al 1935) e Inter (dal 2005 al 2010), ferme a cinque titoli di fila. Con un eventuale successo nel 1910, la Pro avrebbe assestato a sei il numero di campionati consecutivi vinti nel periodo preso in considerazione.

Pro Vercelli Scudetto 1908

Seguirà, nel periodo della Prima Guerra Mondiale, un periodo di magra che si prolungherà fino agli anni Venti, quando i biancocrociati riusciranno a regalarsi altri due scudetti: quello del 1920-21 e del 1921-22. Particolare è il caso dell’ultimo scudetto della Pro: in quell’anno, infatti, anche la Novese risulta essere Campione d’Italia, avendo vinto la Prima Categoria. I “Leoni”, invece, si aggiudicheranno la Prima Divisione, competizione organizzata dalla Confederazione Calcistica Italiana (CCI), nata, a sua volta, per volere delle principali società calcistiche dello Stivale che, per organizzare un torneo limitato a poche compagini, avevano provocato un altro scisma con la FIGC. Il torneo vinto dalla Pro, tuttavia, viene riconosciuto ufficialmente dalla FIGC ed è, pertanto, considerato come l’ultimo scudetto italiano vinto dalla compagine piemontese, leggenda del calcio italiano e fucina di grandi calciatori: dai primi campioni, Guido Ara, Carlo Rampini e Pietro Leone, agli “ultimi” Virginio Rossetta, Pietro Ferraris e, soprattutto, Silvio Piola, il miglior marcatore in assoluto della storia del nostro calcio (con 390 reti).

Alla memoria dello stesso Silvio Piola, icona del calcio nella prima metà del secolo scorso, è dedicato lo stadio della Pro Vercelli, dotato di una capienza molto ridotta (4.215 posti) e teatro, dal secondo dopoguerra in poi, di incontri di meno ampio respiro: ugualmente sentiti dalla tifoseria vercellese, ma non più degni di nota. L’ultima apparizione in Serie A della Pro risale, infatti, alla stagione 1934-35. Da quel momento in poi, inizierà una vertiginosa discesa negli inferi che si protrarrà fino ai giorni nostri, con la società che andrà incontro addirittura al fallimento, il cui titolo e marchio verranno rilevati dalla Pro Belvedere Vercelli. Nasce, così, nel 2010, il Football Club Vercelli 1892 che, dopo aver goduto del ripescaggio in Lega Pro Prima Divisione nel 2011, riesce ad approdare in Serie B (64 anni dopo l’ultima apparizione) nella stagione 2011-12, salvo poi retrocedere nuovamente in Lega Pro e ritornare, in serie cadetta, all’indomani della finale play-off vinta nella scorsa annata contro il Sudtirol.

Questa volta, le premesse per una salvezza tranquilla ci sono, eccome. Anzi: gli uomini di mister Scazzola occupano, attualmente, l’ottavo posto nella classifica della Serie B 2014-15. Un piazzamento che, al termine della regular season, varrebbe la qualificazione ai play-off di categoria. Sono solo due i punti che separano la Pro (30) e l’Avellino (32), con la compagine piemontese che può contare sul proprio fattore campo come uno dei maggiori punti di forza. I riflettori saranno puntati, in particolar modo, su Ettore Marchi, bomber dei Bicciolani con 11 reti in 19 presenze. Arginare l’ex attaccante del Benevento non sarà facile per una difesa, come quella biancoverde, che, nell’ultima uscita fuori dalle mura amiche, a Trapani, ha dimostrato di fare acqua da tutte le parti.

Eppure, in città, specie dopo gli arrivi di Trotta e Mokulu, si respira aria di ottimismo, oltre che di tradizione. Un’aria che attira, partendo da centinaia di chilometri di distanza, i supporters irpini, nel compiere il tanto atteso esodo in terra piemontese. Dopo la lunga sosta, si riaccende la passione. Finalmente, il “vecchio cuore biancoverde” è pronto a battere e a lottare di nuovo. Per un obiettivo da raggiungere e un sogno da coltivare.

TUTTO SU PRO VERCELLI-AVELLINO

Leggi anche -> Pro Vercelli-Avellino, l’arbitro sarà Fabbri di Ravenna

Leggi anche -> Pro Vercelli-Avellino, Scavone: “Vendicare l’Andata”