Avellino Processo calcioscommesse: tutte le richieste

Un'udienza che non ha alleggerito alcuna richiesta di pena per i biancoverdi

Alle 14.23 è iniziata l’udienza-bis di primo grado sul calcioscommesse, presso il Tribunale Federale Nazionale a Roma. Vediamo come si è svolto il processo che vede coinvolto il club biancoverde, il Presidente Walter Taccone, Cataldo ed altri ex giocatori dell’Avellino.

Dapprima parla Armando Izzo: “Io sono di Scampia, la mia famiglia è di Scampia, potevo mai trovare un accordo e poi tirarmi indietro. Non ho preso parte alla gara, ho chiesto io a Rastelli di non giocare”. L’avvocato di Millesi interviene sostenendo che l’ex capitano non giocò le due partite incriminate. Tocca poi a Fabio Pisacane. “Sono qui per i miei figli. Sei anni fa, più povero, più debole, denunciai un illecito sportivo simile. Sono qui per manifestare la mia sofferenza in questo momento. Confido nella giustizia”.

Viene ascoltato Taccone che si ritiene offeso ed indignato per il coinvolgimento della sua persona e della U.S. Avellino da lui onoratamente rappresentata. Conclude infine l’avvocato Chiacchio facendo riferimento alla gara Avellino-Reggina. I calabresi scesero in campo con tanti Primavera, in più non sono state reperite prove e non sono stati interrogati calciatori reggini.

Ma nulla da fare, la Procura conferma tutte le richieste già presentate per i coinvolti, e cioè 9 mesi di squalifica per Taccone, sei anni per Izzo e Millesi, sei mesi di squalifica per Gigi Castaldo ma sopratutto sette punti di penalizzazione per l’Avellino. L’udienza si conclude, amaramente per i lupi, alle 14.59.