Promozione Avellino, anche i media salgono sul carro dei vincitori

8 novembre 2009: Avellino-Rossanese 0-1. Le locandine dei giornali locali davanti alle edicole titolano: “Avellino.12, che figuraccia”. Tre anni e mezzo dopo: “Avellino, festa per la B”. Notate qualche differenza?

Inizio stagione 2012: un web magazine locale comincia la sua battaglia personale contro l’attuale società, offendendo il logo e prendendone le distanze, al grido di “questo non è l’Avellino“. A mò di fanzine ultras. Fine stagione 2012: lo stesso magazine titola “Avellino finalmente in serie B”. E parliamo di un sito che ha ricevuto anche un riconoscimento nazionale alla fine dello scorso anno. C’è ancora qualche dubbio?

Tra il primo ed il secondo aneddoto c’è più di una leggera somiglianza. Di casi come questo se ne potrebbero elencare decine e decine. Tanti quante le offese subite dall’attuale dirigenza, che in questi anni ne ha sentite davvero di tutti i colori. Prima offesa per la denominazione sociale, poi per il logo, poi ancora per la festa del centenario e – più di recente – di nuovo per le note vicende legate al logo.

Gruppo Taccone

Già, perché adesso conviene essere da “questa parte”. Bisogna approfittare del momento per vendere copie, realizzare inserti e speciali fotografici per risollevare i dati (tutt’altro che incoraggianti) relativi alle vendite, ricordare alla gente di essere ancora in edicola. Chi, invece, lavora sul web è a caccia di traffico, visualizzazioni, “like” su Facebook e condivisioni sui Social Network.

E’ finito il tempo in cui si andava volutamente controcorrente per attirarsi simpatie a destra e a manca. Ora l’Avellino non è più in serie D. E’ tornato nel calcio che conta. E, proprio come il tifoso che ieri è tornato allo stadio dopo anni di assenza (e “strafottenza”), anche i media si sono adeguati, salendo sul carro dei vincitori. Dopo essere stati i primi detrattori.