Quadrelle, il paese del patriota Andrea Mattis

Dopo Pietrastornina ci ritroviamo a Quadrelle, paese dall’aria salubre, grazie al verde da cui è circondato, che sorge in territorio montuoso tipicamente preappenninico, alle pendici del Monte Partenio ed allo sbocco del Vallone Acquaserta.

Veduta di Quadrelle

Quadrelle è un piccolo borgo, carino e tranquillo. Dai fertili terreni circostanti si ottengono cereali, frutta, olive, uva da vino, nocciole. Davvero fitti sono i boschi di gelso e di castagno che avvolgono l’abitato, non mancano gli alberi ghiandiferi, i pascoli con bestiame e le acque sorgive. I Quadrellesi sono attivi e noti per la fabbricazione e vendita di carni suine insaccate, attività sopravvissuta fino ai nostri giorni, anzi cresciuta non solo da un punto di vista quantitativo, tanto da rappresentare la principale fonte di guadagno per i residenti, ma soprattutto da un punto di vista qualitativo.

Il paese sorge a 300 metri sul livello del mare. Il Santo Patrono è S. Giovanni Battista, festeggiato il 24 giugno, giorno della sua nascita, e la domenica più prossima al 29 Agosto, anniversario del suo martirio. Durante i festeggiamenti di agosto, le celebrazioni religiose sono affiancate dalla rappresentazione della vita e della morte del Santo, detta Opera di S. Giovanni, a cui prendono parte diversi Quadrellesi. Altro Santo molto venerato è S. Antonio Abate, festeggiato con la Festa del Maio, dal 17 gennaio alla Domenica successiva: la mattina del 17 gennaio, dopo aver preso parte alla celebrazione della Messa, i Quadrellesi si recano nei boschi che circondano il paese, mangiano, cantano e ballano, scegliendo un albero, che tagliano e portano a Quadrelle, accolti dalla popolazione festante. La Domenica successiva, sempre dopo la Messa, si effettua la processione con la statua del Santo. Inoltre, vi sono altre feste estive, sia religiose che civili. I fitti boschi che circondano Quadrelle stimolano l’effettuazione di passeggiate ossigenanti. Assai piacevole è anche abbeverarsi bevendo le acque salubri delle varie sorgenti, come fa un sempre maggiore numero di turisti. Nelle immediate adiacenze del paese, in località Chiaio, c’è un bosco di conifere di circa 4 ettari.

Il toponimo di Quadrelle deriverebbe dalla presenza, in epoca romana, di una colonia occupata nella fabbricazione delle quatrelle, antiche lance terminanti con una punta quadrata. Altre fonti, riferendosi all’antico stemma civico che rappresenta quattro torri, indicano i Normanni quali edificatori, tra l’Ottocento ed il Novecento, di una fortezza a quattro torri, forse costruita sui resti dell’Oppidum Quadrellarum. Come casale Quadrelle sarebbe sorto intorno al 1100, nei pressi di un castello, edificato forse dagli Svevi, sui ruderi della villa dell’imperatore Augusto. Ma il castello potrebbe anche essere il vecchio castello Svevo del Litto, nell’attuale territorio di Mugnano del Cardinale (di cui Quadrelle in epoca Normanna, secolo XI d. C. era un casale). Il 26 ottobre del 1254, probabilmente, a Quadrelle sostò il Re Manfredi di Svevia, reduce dall’incontro di Ceprano con il Papa Innocenzo IV.

Il nome di Quadrelle, appare per la prima volta in un privilegio di Papa Urbano IV del 1264, che testualmente recita: “In Diocesi nolana, homines redditus quo habetis in Casale, quae Muniarum, Camillarum, Quadrellas et Sirignanum vulgariter nuncupantur (…)”. Successivamente ritroviamo Quadrelle in un rogito del gennaio del 1282. Secondo alcuni storici, come risulta dalle pergamene dell’archivio della biblioteca di Montevergine, nel 1297 il Casale di Quadrelle con il Litto e Pontemiano fu concesso da Carlo II D’Angiò a Tommaso Scillato, nobile salernitano cortigiano della Magna Curia. Nel 1312, per sanzione di Roberto d’Angiò, il feudo fu ceduto all’abbazia di Montevergine, che con i Normanni e gli Svevi aveva ricevuto enormi donazioni in denaro ed in beni immobili, ed aveva goduto della doppia protezione, dei regnanti e del papato. I Monaci qui stabilirono una grancia (ovvero una costruzione in cui essi lavoravano e custodivano le derrate alimentari), probabilmente sul fabbricato sorto sull’antica fucina di Quadrelle. Nel secolo XIV, sui ruderi della grancia, fu costruito un palazzo baronale (oggi di proprietà della famiglia Pagano). Nel 1515 il feudo passa alla Santa Casa dell’Annunziata di Napoli, la quale invia a Quadrelle, con il compito di amministrare i suoi beni, concedendo in cambio titoli e terre e nel 1599 fu edificata anche la Chiesa della SS. Annunziata, attuale parrocchia, dagli artistici altari. Quadrelle restò all’Annunziata per tutto il 1700 e proprio in questo periodo il casale si conquistò il titolo di Terra di Quadrelle con il privilegio avuto dalla Real Casa dell’Annunziata per il Governo e l’Amministrazione della Giustizia sopra i Vassalli. E’ un anno importantissimo per Quadrelle in quanto segna la nascita ufficiale della Universitas (Comune a sé) di vassalli dipendenti dall’Annunziata, che concedeva loro di riunirsi in Parlamento nel largo prospiciente il palazzo del principe per eleggere il Sindaco e gli Assessori di quella Terra. E’ in questa fase che nella storia di Quadrelle compaiono le prime famiglie nobili residenti.

Il patriota Andrea Mattis
Il patriota Andrea Mattis

Nativo di Quadrelle è il noto patriota Andrea Mattis, nato appunto a Quadrelle nel 1806, da famiglia borghese, frequentò a Napoli la facoltà di Lettere e Filosofia e successivamente quella di Medicina e Chirurgia. Compiuti gli studi, tornò nel paese natio per esercitare la professione di medico. Dunque uomo di notevole cultura che dedicò la sua vita per la causa dell’unità d’Italia; medico, patriota e scrittore, ed i suoi scritti non lasciarono insensibili napoletani e quadrellesi, né la polizia borbonica; il suo pensiero e le sue opere letterarie lo resero noto non solo nell’ambiente nostrano, ma la sua fama arrivò sino a Pavia, Francia ed Inghilterra. Nella primavera del 1861, tutta l’Irpinia era invasa da briganti che assoldati dai colonnelli Borboni, miravano a restaurare la monarchia borbonica. La notte del 7 maggio del 1861, una banda di briganti che si nascondeva nelle alture di Quadrelle, scese verso l’abitato invadendo il paese. I briganti consapevoli della favorevole occasione, si diressero verso il palazzo di A. Mattis, in cerca dello stesso; lo sorpresero a letto e lo costrinsero a seguirlo sui monti; nella casa di A. Mattis non toccarono uno spillo. Non era stato, dunque, il saccheggio e la razzia il motivo dell’impresa dei briganti, ma la fede politica della vittima. Del triste fatto fu avvisata la nobile famiglia Pagano, che era la più strettamente congiunta di Mattis. Gennaro Pagano, pensando che si trattasse di brigantaggio a scopo di estorsione, spogliò la sua casa di tutti i valori contanti che in quel momento aveva a disposizione, inviando subito un suo fidato colono, sulle tracce dei banditi per patteggiare il prezzo del riscatto. Lo stesso colono dopo lunghe ricerche, apprese che Mattis era stato condotto per un lunghissimo tratto a piedi e poi vistolo sfinito per la fatica e per lo spavento, ormai morente lo abbandonarono. Le autorità lo trovarono cadavere all’entrata del bosco Cupone. La forza pubblica venuta dal Cardinale (bersaglieri in forza a Mugnano), conduceva le spoglie del fiero patriota a palazzo Mattis che, con la sua vita, aveva pagato il suo grande amore per la patria libera ed indipendente.

La casa natale di Mattis
La casa natale di Mattis

La storia dell’ex casa comunale è controversa. La costruzione dell’edificio non ha una data ben precisa. Quello che si sa di certo è che l’edificio, oltre ad essere la casa natale di Andrea Mattis, è stata sede Municipale sino all’anno in cui è stato costruito il nuovo edificio comunale e contemporaneamente ospitava anche la scuola materna, la scuola elementare e l’Ufficio Sanitario. Intorno agli anni 1930, Vincenzo Pagano, al quale era stata affidata la carica di Podestà per amministrare il Comune di Quadrelle, cedette l’edificio A. Mattis, con accordo bonario al Comune di Quadrelle, in qualità di erede collaterale della famiglia Mattis, che non aveva eredi diretti. La sede municipale ha avuto dimora nell’edificio Andrea Mattis, sino agli anni 70, anno in cui si è trasferita nel nuovo edificio sito a via Municipio. Successivamente è stata adibita anche ad abitazioni residenziali. Fino all’anno 2006 versava in uno stato di degrado, di fatiscenza e totale abbandono, quindi non in linea con le esigenze storiche, urbanistiche ed ambientali del centro storico di Quadrelle. L’anno 2006 è stato quello dell’avvio delle procedure amministrative per la ristrutturazione ed il recupero del predetto edificio. I lavori, iniziati a marzo del 2006, sono stati ultimati di recente e il risultato è visibile a tutti i cittadini.

La Chiesa della SS Annunziata
La Chiesa della SS Annunziata

La chiesa parrocchiale della SS. Annunziata di Quadrelle è parte della valle munianense e quando nel 1395 Mugnano diviene un feudo dell’abbazia di Montevergine anche Quadrelle, insieme ad altri diversi territori della valle, rientra nel feudo fino al 1511 quando la Commenda di Montevergine passa al Cardinale Ludovico D’Aragona, nipote di Ferdinando I, che vende la sua Commenda alla Casa dell’Annunziata di Napoli, pertanto diventa dipendenza dell’Ave Gratia Plena di Napoli. La chiesa di Quadrelle, sotto questo governo acquista una certa autonomia tanto che il piccolo edificio sacro viene ampliato ed affiancato dall’attuale campanile. Un documento del 1629 attesta la richiesta dell’Università di Quadrelle di costituirsi di Parrocchia indipendente da Mugnano del Cardinale: da questo periodo inizia la storia religiosa di Quadrelle come chiesa autonoma e dotata di una propria giurisdizione. All’inizio del 1700 la chiesa della SS. Annunziata vede il massimo splendore e ogni domenica si celebravano suggestive funzioni religiose con grande partecipazione della collettività. Un’importante opera esistente all’interno della Chiesa è il tabernacolo del 1500, in un unico blocco di marmo bianco, attribuito a Girolamo Santacroce, importante scultore napoletano del XVI sec. e completamente restaurato nel 2006.

Tabernacolo_SS annunziata
Tabernacolo_SS annunziata

La Chiesa dedicata alla SS. Assunta, vede le sue origini costruttive in epoca non precisata. Sono stati ritrovati scritti che attestano la sua funzionalità nel periodo tra il 1650 e il 1697. Dedicata innanzitutto alle orazioni della fondazione della Congregazione dei Preti Missionari della Solitudine di S. Pietro a Cesarano, e fondata dal suo Rettore Padre Michele Trabucco, nasce con l’intento di radunare la popolazione, per dar loro modo di pregare ed apprestarsi al compiere opere di beneficenza. La Chiesa risulta operante insieme con le altre Chiese limitrofe, facente capo alla Chiesa madre presente sul territorio del Comune di Mugnano del Cardinale, in località S. Pietro a Cesarano. E’ all’inizio del 1700 che la Chiesa vede il suo massimo splendore, epoca di Padre D. Gennaro Guerriero della Congregazione dei Preti Missionari della Solitudine, il quale celebrava ogni domenica suggestive funzioni, con grande partecipazione della collettività.

Come già accennato, nel secolo XIV, sui ruderi della grancia, fu costruito un palazzo baronale (oggi di proprietà della famiglia Pagano). Il Palazzo Pagano viene edificato sui ruderi della Grancia dei monaci di Montevergine. Secondo i documenti agli inizi del XVII secolo la famiglia Barile di Napoli, acquista a Quadrelle una casa con giardino, che può essere identificata proprio con l’antica sede di proprietà abbaziale. In seguito la proprietà passò a Don Paolo Braccio, Barone di Cutignano e nel 1743 a Don Francesco Emanuele Pinto, Principe di Ischitella. In realtà le origini del palazzo sarebbero antecedenti al 18 agosto 1742, e potrebbero risalire al 1613, quando il palazzo era di proprietà del giureconsulto Ovidio Barile. E’ grazie ai Barile e a tutte le altre famiglie baronali che li seguirono nella proprietà del palazzo fino a Don Francesco Emanuele Pinto, Principe di Ischitella, che l’iniziale orto monastico si trasforma in vero parco con modifiche che non cessarono mai nel corso degli anni. Il palazzo non ha subito nel tempo trasformazioni sostanziali ad eccezione di ristrutturazioni fatte nel corso di questo secolo che ne hanno alterato le caratteristiche sfigurandone i caratteri volumetrici e perdendo delle parti decorative con la trasformazione della copertura in volume abitabile. Rimangono ancora interessanti elementi architettonici quali la cappella ed alcuni locali al primo piano con pareti affrescate, il prospetto porticato nel cortile, il pozzo e la pavimentazione in ciottoli calcarei nel cortile che ha funzione di drenaggio per l’imponente cisterna.

Lasciamo qui Quadrelle, per darci appuntamento alla prossima settimana con l’Irpinauta per visitare Quindici.