Rastelli ce l’ho, mancano solo i tre punti

Cari amici, giornate campali al lavoro, per la Rastrellata si lavora nottetempo. Ivan dorme e non può sapere che il papà ha lavorato per lui in modo efficacissimo. Fra un articolo per difendere Giovanni Palatucci, l’eroe irpino infangato di cui mi pregio di essere biografo, e un altro su Giorgio Napolitano alle prese con la crisi al giornale ho trovato tempo anche per siglare un’intesa molto vantaggiosa in nome del fair play redazionale con il collega-rivale di Latina Gianni Santamaria. Nel quadro di un complesso scambio di cui vi risparmio tutti i particolari (anche perché fino in fondo non li ho capiti neanche io) è giunta in mio possesso l’agognata figurina del mister, bene rifugio di importanza primaria per il qui presente autore della Rastrellata, che il piccoletto cercava con insistenza in tutte le bustine. Il “capo” lo chiama Ivan, indicando lo spazio della figurina mancante che domani al suo risveglio avrà il privilegio di poter appiccicare.

Angelo Picariello e collega Santamaria

Poi, oggi pomeriggio, dopo il calcetto pre-partita al solito campetto del quartiere Tiburtino, ci si porta al Legend Pub per trepidare insieme agli amici di Roma a vedere questa partita col Lanciano che potrebbe anche proiettarci clamorosamente verso la seconda posizione visto il difficile impegno che attende l’Empoli con il rafforzato e lanciatissimo Carpi. Lì ho indetto un tavolo di contrattazione Panini per grandi e piccini, al fine di negoziare le figurine mancanti senza nuovi esborsi che arricchirebbero soltanto i conterranei di Babacar e dei canarini della premiata ditta.

Corrado Viciani

Questa settimana ci hanno lasciato due belle figure che qui vorrei ricordare. Se n’è andato ad 84 nni Corrado Viciani, splendida figura di allenatore e di uomo di cultura, arrivato ad Avellino nei tempi della B a metà anni ’70 con la fama di “profeta del gioco corto”, antesignano 40 anni prima del tiki taka contemporaneo. A lui mi lega un ricordo tenerissimo degli esordi dell’emittenza locale, annata ’76- ’77. Già inseguito dalle due passioni che non mi avrebbero più abbandonato – il pallone e il giornalismo – mi proposi per Radio Irpinia per seguire l’allenamento dell’Avellino e mi avvicinai al mister di allora per fargli alcune domande. A modo mio, a 16 anni, fu quella la mia prima intervista. Pensa, mister Rastelli, tu avevi solo 8 anni e io già provavo a cimentarmi nella disciplina che poi mi avrebbe dato da vivere dignitosamente. Ricordo il suo tratto gentile, solo una persona così poteva dar retta alle domande arrangiate di quel ragazzino. Più di recente da un gallerista di opere d’arte e tappeti orientali a Roma avevo avuto notizie fresche di lui.
E mi ha colpito, questa settimana anche la scomparsa del maresciallo Luigi Tangredi, storica figura di vigile urbano inflessibile, inguaribile multatore di sindaci e assessori, anche se in verità – da ex assessore – forse avvertito della sua intransigenza, non ricordo mai da amministratore di dovuto implorare, che tanto sarebbe stato inutile visto il tipo, la sua clemenza. Tanto duro come vigile urbano, tanto malleabile e pacifico era come tifoso, nella cui veste era diventato negli anni una presenza fissa, sebbene mai banale, di ogni trasmissione a microfoni aperti sull’Avellino calcio. Immancabile il suo intervento post partita ai microfoni di Radio Punto Nuovo, sempre puntuale, competente e improntato all’ottimismo, frequenti anche le sue incursioni in diretta telefonica a Linea Verde Sport, su Irpinia Tv. L’ultima volta che ero ospite in studio avevo in mente di spendere delle parole di elogio per lui, dopo la sua immancabile telefonata, ma lo svolgimento della trasmissione mi ha fatto rimanere quelle parole sulla punta della lingua. E così non ne avrò più occasione. Forse se l’avesse fatta buona qualche volta in più agli amministratori avrebbe potuto giovarsi di una carriera anche più importante. Ma si sa come va il mondo, gli amministratori vedevano in lui la bestia nera, salvo poi riscoprirne le attitudini quando serviva un tutore dell’ordine tutto di un pezzo. Ricordo che il papà del collega Ivo Romano, il professor Angelo, sindaco con cui potei collaborare da ragazzo 28enne come assessore alla gioventù, pensò a lui quando si trattò di individuare un responsabile inflessibile alla polizia annonaria.

Luigi Tangredi

Ma torniamo al calcio giocato. L’Avellino è chiamato oggi a dare continuità al trend in continua ascesa che ci restituisce il trittico del girone di ritorno, Novara-Latina-Ternana. Al Libero Liberati la squadra è apparsa di nuovo in palla – sebbene non ancora al top in alcuni atleti – e un nonnulla ci ha impedito di portare a casa quella che sarebbe stata una vittoria prestigiosa e preziosa, quanto meritata. Un nonnulla che potremmo chiamare anche col nome di Alberto Brignoli, portiere rossoverde paratutto che poi in settimana si è infortunato. Le malelingue dicono che sono state le bestemmie irpine e noi naturalmente non ci crediamo. Speriamo comunque che a nessun altro estremo difensore venga in mente di cacciare la scienza così, con noi. E se oggi ci andiamo a prendere questi tre punti col Lanciano tutti i tasselli tornano a posto, anche il bilancio del ritorno fin qui ancora striminzito, con soli sue punti su tre partite. Rispedito, intanto, ad Avellino Benoit Ladriere, ospite per cure nella Capitale e guarito nel pieno rispetto della tabella di marcia, la prossima settimana dovrebbe toccare ad Armando Izzo, in base ai tempi che ci ha descritto nella pizza con il club Roma, il fortissimo laterale difensivo.
La formazione, infine, potrebbe essere una delle più difficili dell’intera stagione da indovinare. Da questa settimana, in virtù di due suggerimenti esatti fornitici e non ascoltati nelle ultime due gare, promuoviamo nello staff dei consulenti anche il collega Alessio Martella di Avellino-calcio. Da Roma non è facile tenersi informati nei dettagli, d’altronde. Ebbene, la voce diffusa, questa settimana, è che il mister dovrebbe cambiare delle cose a centrocampo. Forse, in virtù di un mezzo infortunio e di un certo affaticamento, Zappacosta potrebbe partire dalla panchina, dando l’opportunità così per una volta a Bittante di giocare titolare nella fascia che gli è più congeniale. Proviamo a scommettere poi sul fatto che una chance venga data a Togni, come vice Arini squalificato, e anche all’oggetto misterioso Abero, in virtù dello spostamento sulla destra, come detto, di Bittante.
Dunque, potrebbe essere: TERRACCIANO, DECARLI, FABBRO, PISACANE, BITTANTE, D’ANGELO, TOGNI, SCHIAVON, ABERO, CASTALDO E GALABINOV.
Forza lupi, e alla prossima.