Red October Cantù-Sidigas Avellino, sfida dalle sensazioni particolari

Lunedì molti protagonisti sfideranno il loro passato

Il tempo corre veloce e si avvicinano sempre di più le 20.30 di lunedì, e con esse la sfida che la Sidigas Avellino dovrà affrontare al Paladesio contro Cantù. Per molti dei protagonisti questa non sarà una partita come tutte le altre.

Dopo aver ritrovato la vittoria grazie al match di Champions League contro il Mega Leks, la Sidigas Scandone Avellino vuole ritrovarla anche in campionato, in modo da dimenticarsi delle sfortunata ed immeritata sconfitta subita la scorsa giornata ad opera di Venezia.

Farlo contro la Red OctobePallacanestro Cantù però non sarà per nulla facile, data la buona qualità di cui è fornita la squadra brianzola e non devono ingannare i soli 6 punti conquistati fino ad ora, perché dopo che se ne è andato dell’ex coach Rimas Kurtinaitis (non è chiaro se si sia dimesso o sia stata esonerato) e la squadra è stata affidata (almeno temporaneamente) a Kiril Bolshakov, la musica, almeno da un punto di vista mentale e d’atteggiamento da parte dei cestisti in maglia biancoblù sembra essere del tutto cambiato.

Gli uomini più pericolosi della formazione brianzola, sono certamente il Playmaker Dominic Waters (uno dei migliori play titolari del campionato), l’Ala Piccola Tremmel Darden (cestista dal grande talento offensivo) e l’Ala-Centro JaJuan Johnson (uno dei migliori lunghi del campionato, ma che ha forse il difetto di essere un ibrido).

La partita sarà molto dura, anche in virtù del tifo dei canturini (gli avellinesi dovrebbero prendere esempio) e riteniamo che la Scandone, per poter tentare di vincere, dovrà incentrare il suo gioco, molto su Cusin Fesenko, ma Sacripanti sa molto meglio di noi cosa fare.

Per il coach questa è una partita molto particolare, dato che non ha mai nascosto l’amore che nutre per la sua Cantù, anche se come detto da lui stesso, della sua Cantù non sembra esserci rimasto più nulla.

Oltre a Pino Sacripanti è un ex anche il suo vice Massimilano Oldoini. Non va dimenticato ovviamente il parquet dove sono ben 4 i cestisti Avellino ad aver vestito la maglia di Cantù, ci riferiamo a Maarten Leunen, il quale per i tifosi brianzoli è tutt’ora un idolo ed insieme a Sacripanti fa parte degli 80 personaggi più importanti della storia del basket canturino. Oltre a lui, sono degli ex anche Joe Ragland il quale si è fatto apprezzare in Lombardia, Marco Cusin cestista che è stato amato da alcuni ed odiato da altri (lo stesso che gli sta succedendo ad Avellino) e Kyryko Fesenko, il quale ha però fatto parte di una delle peggiori Pallacanestro Cantù della storia e quindi, nonostante per i tifosi canturini sia un grande giocatore non ha lasciato nessun ricordo in particolare.

Dall’altra parte l’ex Scandone, ora in maglia Cantù è Alex Acker, il quale lo sorso anno, oltre che come cestista, si è fatto apprezzare soprattutto come uomo. Per molti protagonisti dunque questa sarà una sfida davvero particolare.

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