Rissa Avellino-Lupa Castelli Romani: le decisioni del Giudice Sportivo

Una doppia sconfitta a tavolino. Due multe salate. E cinque giocatori squalificati a lungo. Non si ferma la vergogna di Avellino-Lupa Castelli Romani, la partita valevole per il campionato Beretti finita con un maxi rissa lo scorso weekend sul campo di Lacedonia.

Come ampiamente prevedibile, mercoledì è arrivata la stangata del giudice sportivo, il dottor Daniele Propato, che – letti gli atti – ha deciso di “infliggere ad entrambe le società la punizione della perdita della gara con il punteggio di 0 a 3”.

E’ lo stesso giudice, nella sua sentenza, a ricostruire l’accaduto. “Al 31’ del 2° tempo – si legge negli atti – il calciatore Viscardi Guido, capitano dell’Avellino, già espulso in corso di gara, colpiva ripetutamente con calci e pugni la porta dello spogliatoio della società Lupa Castelli Romani, provocando, perché uscisse dallo spogliatoio, il calciatore Bertelli Alessio della società Lupa Castelli Romani, anch’esso espulso in corso di gara”.

Da lì alla rissa, il passo è stato brevissimo. “I due cominciavano a discutere animatamente, offendendosi a vicenda e il Viscardi colpiva con un pugno al volto il Bertarelli – ricostruisce il giudice -. Successivamente i due si colpivano reciprocamente con calci, pugni e sputi”.

Uno spettacolo già vergognoso di per sé che si è poi allargato ad altri componenti delle due formazioni. “I due – continua il dottor Propato – venivano raggiunti dal calciatore Pagano Vincenzo (Avellino) precedentemente espulso, che aiutava il suo compagno di squadra, colpendo con calci e pugni il giocatore avversario, mentre i dirigenti dell’Avellino non intervenivano per sedare il litigio. Conseguentemente numerosi calciatori di entrambe le società, titolari e riserve, si portavano nella zona antistante gli spogliatoi, dando vita ad una rissa generale”.

In un passaggio della sentenza, il giudice sottolinea poi l’aggressione subita da Federico Capelli, il ragazzo avellinese finito in ospedale in preda alle convulsioni per le botte ricevute e salvato soltanto dal coraggioso intervento di mister Carmine Giuliani.

“Nella disputa – scrive il giudice – interveniva il calciatore Faraone Edoardo Giuseppe capitano della società Lupa Castelli Romani, già sostituito, e colpiva al volto con un pugno e diversi calci il n. 17 dell’Avellino, Federico Cappelli, che finiva per terra e subito dopo veniva raggiunto da diversi calci al volto e su altre parti del corpo anche dal n. 2 Gianluca Italiano della società Lupa Castelli Romani; il Cappelli, rimasto sempre per terra, con vistose ferite al volto, manifestava uno stato di shock e finalmente i dirigenti di entrambe le società intervenivano per prestare soccorso al medesimo con l’ausilio dei sanitari che in ambulanza lo trasportavano in ospedale”.

“I fatti sopra descritti – sottolinea Propato – sono di particolare gravità, in considerazione che i primi atti di violenza sono degenerati in rissa col concorso dei calciatori di entrambe le squadre, e che tardivo è stato l’intervento dei dirigenti delle due società”.

Da qui, la mano pesante del giudice che ha inflitto la sconfitta a tavolino e una multa di cinquemila euro per entrambe le squadra, con la partita che era stata sospesa – sul risultato di 1-4 – dopo il parapiglia.

Punizioni severe anche per i calciatori coinvolti: Viscardi e Bertarelli, i due che hanno dato il là alla rissa, sono stati squalificati per sette giornate. Cinque, invece, le giornate di squalifica per Pagano dell’Avellino e Faraone e Italiano della Lupa Castelli Romani, che hanno colpito Cappelli mentre era già a terra ferito.
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