Roccabascerana e le sue frazioni: custodi di storia e cultura

Dopo il meraviglioso borgo di Rocca San Felice, ci ritroviamo oggi a Roccabascerana, paesino irpino posizionato al confine tra le province di Avellino e Benevento. Il paese sorge a ridosso di una collina alle pendici appenniniche che dividono la Valle Caudina e la Valle del Sabato. Roccabascerana è un paese agricolo nelle cui campagne si produce frutta squisita ed uva per vino da pasto e da taglio, si allevano bovini e ovini, si svolgono attività artigianali, tra cui spiccano quelle legate alla lavorazione della ceramica.

Un panorama di Roccabascerana
Un panorama di Roccabascerana

Un aspetto molto caratteristico delle aree rurali è sicuramente l’attaccamento a rituali magici ed antiche tradizioni astrologiche, meteorologiche e di medicina popolare che vengono custodite gelosamente e tramandate di generazione in generazione. Il paese, il cui territorio rientra nella Comunità Montana del Partenio, è avvolto dalla vegetazione, con folti boschi di quercia e pioppo. Il territorio comunale comprende, oltre al capoluogo Rocca, anche altre frazioni che sono Cassano Caudino, Squillani, Tufara Valle, Tuoro e Zolli. Assai caratteristica è la guglia rocciosa che sovrasta il paese. Su tale guglia, in epoca normanna, venne eretto un Castello, di cui rimane solo la Torre Normanna.

 Castello di Roccabascerana
Castello di Roccabascerana

Al tempo dei Longobardi, Roccabascerana era chiamata prima Quascierana, in seguito Rocca de Guasserana; queste denominazioni traggono origine dal termine gwass che significa vassallo. Appartenne, al tempo degli Svevi, al normanno Giovanni Moscabruno della stirpe dei Quarrel-Drengot, valorosissimo guerriero e Capitano di Re Manfredi. Con l’avvento di Carlo I d’Angiò, dopo la sconfitta di Manfredi a Benevento e di Corradino a Tagliacozzo, la terra di Roccabascerana fu donata nel 1269 a Ruggiero di Burson, nobile di Francia e nel 1271 al figlio Riccardo di Burson. Sotto il regno della Regina Giovanna, il feudo pervenne ai Della Marra, a cui fu tolta nel 1464 dal Re Ferrante I d’Aragona a seguito della ribellione di Antonio della Marra. Assegnato agli Sperone e successivamente agli Spinelli, il fondo passò nel 1560, per acquisto a Francesco d’Aquino I che donò a Francesco d’Aquino II suo nipote. Alla famiglia d’Aquino successe, nel 1669, Carlo Capocelatro figlio di Beatrice d’Aquino. Questi, nel 1712, vendette il fondo a Fabio della Leonessa cui successe il figlio Giuseppe Maria, signore ed ultimo feudatario di Roccabascerana. Nella memorabile pestilenza del 1656 che flagellò l’Italia da Nord a Sud, ricordata dal Manzoni ne “I promessi sposi” morirono i due terzi della popolazione.

Chiesa rocca
Chiesa rocca

Il nome della frazione di Cassano Caudino si presta a più interpretazioni; potrebbe derivare da un non identificato tempio di Jano (Casa-Jani) di origine etrusca; oppure da un Castrum Carissanum. La parola Caudino è riferita naturalmente alla Valle di Caudium ove ci furono scontri di armi, di cultura e di orgogli umani. Cassano, quindi, avrebbe origini remote e potrebbe essere stato uno di quegli antichi Vichi esistenti in Valle Caudina citati dallo storico Tito Livio, che, poi, durante le guerre sannitiche sarebbe stato messo a ferro e a fuoco; ed avrebbe assunto il ruolo di Avamposto di romanità, e rinsanguinato, poi, di elementi latini, durante l’arrivo di colonie romane, venne chiamato Castrum Carissanum.

La frazione Tuoro ha origini antichissime; la sua denominazione potrebbe derivare da una di quelle antiche tribù sannite, che, fermatesi in questo territorio, avrebbe dato a questo sito il nome dell’animale sacro che le aveva guidate. Il Tuoro odierno sorse spostato più ad Est, adottando come santo patrono S. Nicola.

Squillani detto anche Squillaci, trova la sua origine intorno al XVI o XVII sec. prendendo il nome da un Signore di nome Squillaci o Squillano. Da una bolla dell’anno 1700 del cardinale Orsini, poi, Papa Benedetto XIII, conservata nella parrocchia di Squillani, si rileva che l’attuale Chiesa di questo paese fu inaugurata dallo stesso Orsini nel medesimo anno; pure la vecchia Chiesa di S. Giorgio e S. Leonardo, a Roccabascerana-capoluogo, all’interno reca una scritta marmorea del grande Orsini. Ciò ci fa dedurre che, dopo il terremoto dell’anno 1688, le Chiese di questi paesi vennero ricostruite ed inaugurate dal loro benefattore.

Tufara Valle, a differenza degli altri, trae la sua origine dal territorio ricco di tufi. Anticamente veniva chiamata Tofara, e fin dai tempi dei Sanniti era luogo di transito tra le genti Caudine e le altre tribù del Sannio. Poi, con la conquista di Roma, sull’antico pedemontano, venne costruita la Via Appia che, tra il terzo ed il secondo secolo avanti Cristo, fu prolungata da Capua a Benevento, poi, fino a Brindisi, cosicchè la Tofara divenne luogo di notevole importanza, soprattutto commerciale, poichè era punto obbligato di passaggio per andare da Roma a Brindisi e viceversa. La Tofara, poi, fu luogo di continui scontri di armi, nel corso dei secoli.

Infine la frazione Zolli deve la sua denominazione a qualche famiglia di nome Zollo, trasferitasi qui, intorno alla fine del XVII secolo.

Prima di raggiungere il centro del paese la strada è dominata dalla guglia rocciosa su cui si trovano i ruderi della torre medioevale eretta durante la dominazione normanna, perciò detta Torre normanna. Venne costruita utilizzando blocchi di tufo e calcare e funse da residenza del feudatario. Purtroppo si tratta di tutto ciò che resta del Castello.

Il Campanile
Il Campanile

A seguito della distruzione a causa di un incendio della vecchia Chiesa del Rosario, venne ricostruita la nuova Chiesa nel 1936, decentrando però la struttura, che venne allontanata dal vecchio centro urbano. La Chiesa era gestita dalla Confraternita del Rosario. Attigua alla Chiesa del Rosario era la Cappella della Santissima Concezione. La Chiesa Parrocchiale di S. Giorgio e S. Leonardo è senz’altro il più importante edificio religioso di Roccabascerana ed era già esistente nel XVI secolo. L’edificio venne ricostruito a seguito del terremoto del 1688 e consacrata dal Cardinale Orsini nel 1694, che conferì il titolo di Arcipretale. L’attuale struttura, risalente all’inizio del XX secolo, presenta una facciata in stile gotico su cui risaltano delle bifore e un rosone su cui insiste la figura di S. Giorgio. All’interno, viene custodita una reliquia di S. Giorgio. Lungo la strada principale di Cassano Caudino si trova la Chiesa di S. Andrea, risalente al XIX secolo, al cui interno si custodisce la statua della Madonna delle Grazie col Bambin Gesù. A Squillani, nei pressi del Monumento ai Caduti, si trova invece la Chiesa di S. Stefano e Maria Santissima, che domina una piazzetta e che rappresenta il terminale di un rettilineo. Altra Chiesa di Squillani è quella del Carmine, che venne consacrata nel XVIII secolo. Invece, lungo la strada principale di Zolli si trova un piccolo edificio religioso e si tratta della Chiesetta di S. Antonio. Infine, al confine con la frazione Tufara Valle, si trova il rudere della Chiesa di S. Francesco, a cui è affiancata un’edicola dedicata al Santo.

 Chiesa del carmine
Chiesa del carmine

Il centro storico di Roccabascerana, sovrastato dalla guglia rocciosa, è un intrigo di stradine, vicoletti, scalinate, palazzine con portali in pietra. Il Palazzo del Principe, anche detto Palazzo baronale, costruito nel XVI secolo, impiegando materiale di risulta sottratto al Castello. Nel periodo iniziale e nel successivo XVII secolo il Palazzo ebbe il suo periodo di maggior splendore. Venne utilizzato dai feudatari D’Aquino sia come residenza che come sede per la stipula di atti ufficiali.

Lasciamo Roccabascerana per ritrovarci la prossima settimana in Valle Caudina e precisamente a Rotondi.