Rotondi, un gioiello ai piedi del Partenio

Dopo Roccabascerana, come promesso ci ritroviamo in Irpinia e in particolare nella verde Valle Caudina. Proprio in questa valle, laddove l’Isclero la taglia in due, protetto dal Massiccio del Partenio, con le sue cime maestose del Pizzofalcone e del Ciglio, si adagia Rotondi, piccolo centro agricolo ai confini tra la provincia di Avellino e quella di Benevento. Il paese sorge a 273 metri di altitudine ed ospita circa 3200 abitanti. Il Santo Patrono è S. Michele e numerosi sono gli eventi religiosi, civili e folcloristici che dimostrano la volontà dei Rotondesi di preservare le tradizioni e trasmetterle alle generazioni future. Ricordiamo in particolare la Zeza, storica manifestazione carnevalesca.

Una veduta di Rotondi
Una veduta di Rotondi

Rotondi sorge molto probabilmente intorno al 1200-1300 e la sua origine è strettamente legata alla famiglia De Rorundis che abitava in un castello, di cui rimangono ancora visibili una parte della torre ed un borgo ristrutturato. Fu infatti intorno a questo castello che si sviluppò il piccolo centro che in origine era costituito dall’agglomerato di case abitate dai contadini al servizio dei signori De Rorundis. In seguito, Rotondi appartenne al Principato Ultra. Il rinvenimento di alcune tombe in zone elevate ma non lontane dall’attuale centro di Rotondi, conferma la frequentazione del suo territorio in epoche remote, sia al tempo dei Samnites, che in loco dovevano essere Hirpini o Caudini, che dei Romani. Successivamente, feudatari di Rotondi furono i Della Leonessa, i Carafa ed i Caracciolo, Marchesi di Sant’Erma. Con l’abolizione dei diritti feudali durante la dominazione francese, il feudo divenne Comune, facente parte del Mandamento di Cervinara, unitamente a S. Martino Valle Caudina, nell’ambito del Principato Ultra. L’esistenza del Castrum Rotundorum, il Castello della famiglia de Rotundis, di cui, in località Campuri, restano porzioni di una torre, risulta da un documento del 1245. Tale fortezza protesse e consentì lo sviluppo del borgo medioevale, in origine un aggregato di abitazioni dei contadini soggetti ai feudatari de Rotundis.

Santuario Madonna della Stella
Santuario Madonna della Stella

Rotondi diede i natali a Luciano Vaccariello, autore di diverse opere, ben voluto dai suoi concittadini per iniziative nel campo sociale, Sindaco nel 1885 e nel 1887.

Verdeggiante è il territorio comunale di Rotondi, che fa parte del Parco del Partenio, che l’Isclero ed il Carmignano, dividono in tre grandi aree verdi. I monti circostanti offrono ottime occasioni per effettuare delle escursioni ossigenanti, verso il Monte Taburno, una riserva naturale, ed il Monte Pizzo Falcone che divide l’Irpinia dal Sannio. Superando il Santuario della Madonna della Stella, alle pendici del Partenio, la montagna offre distese verdi coperte da castagni e faggi. Andando ancora più in alto, si trovano le località dette A’ Prima Chiana, la Piana di S. Berardo dove si trova una sorgente (territorialmente rientrante nel Comune di Paolisi, ma a cui i Rotondesi sono molto legati), la Piana del Fieno, la Piana dell’Occhio, la Piana del Pozzo dove si allevano degli animali allo stato brado.

Chiesa dell' Annunziata
Chiesa dell’ Annunziata

La Chiesa della Santissima Annunziata risale al XVIII secolo e presenta un tetto a doppie falde. Vi si custodisce una statua della Madonna della Stella, che nel 1705 rimpiazzò una più antica, trovata in pessime condizioni dal Cardinale Vincenzo Maria Orsini, nel 1704, durante la sua visita pastorale al Santuario della Stella. L’attuale configurazione della statua, ritenuta risalente al IX-X secolo ed in stile bizantino, è differente da quella originaria: oggi è a mezzo busto e presenta la testa del Bambin Gesù sulle spalle, mentre si suppone che in origine, fosse intera e tenesse la testa in grembo. Di certo, al termine del XV secolo, la statua era già presente a Rotondi.

Il Santuario di Maria Santissima della Stella, che si vede come un punto bianco sulla montagna da tutta la Valle Caudina, sorge alle pendici del Partenio, a circa 500 metri di altitudine, in posizione di dominio della Valle sottostante, a 2 chilometri dal paese, ed è circondato da stupendi castagneti. L’attuale Santuario deriva da sovrapposizioni e modifiche operate nel corso dei secoli sulla struttura primitiva. L’odierno aspetto del Santuario risale al 1905, quando vennero sistemati i contrafforti in pietra bianca e la facciata, con l’aggiunta del Campanile dotato di una campana di oltre due quintali e mezzo, con la contemporanea effettuazione di nuovi lavori relativi alla loggia. Tra il 1955 ed il 1965, dietro al Santuario, che venne restaurato, vennero realizzate alcune strutture deputate ad accogliere eremiti e fedeli; inoltre, venne realizzata la Casa della Madonna.

La torre dell'Orologio
La torre dell’Orologio

La Torre dell’Orologio venne realizzata nel XVII secolo. Per la sua costruzione venne impiegata pietra locale. Nella parte inferiore della Torre, è collocata la lapide dedicata ai Caduti.

Palazzo Maietta
Palazzo Maietta

Il centro storico di Rotondi presenta interessanti edifici, tra cui spicca il Palazzo Maietta. Più che per l’aspetto esteriore, il Palazzo Maietta si segnala per una fontana monumentale che si trova nel cortile interno del Palazzo. Tale fontana risale al XVII secolo.

Durante il corso dell’anno, a Rotondi si svolgono numerose manifestazioni, folcloristiche e religiose, che testimoniano la volontà del popolo di conservare, inalterato e rinnovato negli anni, un patrimonio culturale, fatto di tradizioni, costumi e sapori, che si perde nei secoli. Tra le tante, come manifestazioni più significative per il numero di visitatori che riescono ad attrarre, ricordiamo gli spari degli archibugi, originalissima manifestazione di rievocazione storica che si svolge a Pasqua. Oggi, infatti, si spara ancora con gli archibugi, la manifestazione più caratteristica del paese è la processione di Maria Santissima della Stella, che si tiene nella mattinata di Pasqua. Mentre la statua viene trasportata a spalla dai fedeli, dal santuario alla chiesa dell’Annunziata in centro, i fucilieri, caricate le armi a salve, rievocano i festeggiamenti del secolo scorso, a seguito del mancato furto della bellissima Madonna bruna di stile orientale, custodita nel santuario, da parte degli Avellani, messi in fuga dai colpi sparati all’impazzata dai rotondesi. Tra le altre manifestazioni, il Ciuccio di fuoco, un suggestivo spettacolo pirotecnico che si tiene il 26 dicembre; la Sagra della pasta e fagioli con le cozze, il 15 agosto; il Festival dei bambini e la Cantata dei pastori che allietano le festività natalizie.

Lasciamo Rotondi per ritrovarci giovedì prossimo a San Martino Valle Caudina.