San Nicola Baronia, il paese dei mulini

Dopo aver lasciato Melito Irpino rimaniamo ancora nella Baronia e nella Valle dell’Ufìta e ci ritroviamo oggi a San Nicola Baronia, piccolissimo centro agricolo dell’Appennino Sannita di 800 anime, situato nell’alta valle del fiume Ufita (bacino del Calore), sul fianco destro di un breve vallone, lungo la statale della Valle del Sele.

San-Nicola-Baronia-panoramaL’origine del Paese può farsi risalire alla fine del XIII secolo, periodo in cui Anna de Bruveriis fece edificare Carife e San Nicola ai piedi di Trevico in difesa del suo feudo. Perciò si può sicuramente affermare che San Nicola originariamente era situato alle falde di Trevico in prossimità di Carife e precisamente in località Padula ed il paese era conosciuto con il nome di San Nicola ad Salices. Un insediamento dell’età del Ferro (IX-VIII sec. a.C.), che ha restituito numerose tombe a fossa con ricchi arredi funerari, è stato scoperto nel paese ed è la testimonianza più antica della frequentazione da parte di piccoli gruppi stabili nella zona. I reperti di età sannitica (IV – III sec. a.C.) e successivamente romana sono concentrati soprattutto in località Acqua dei Salici, dove sorgeva con molta probabilità un villaggio, sul cui perimetro fu impiantata, in epoca imperiale, una grande villa rustica. Nel 1122 a possedere questo casale era Riccardo Guarino del Formari, al quale seguirono i discendenti di Riccardo II che tennero la signoria sino al 1266 anno della venuta del Regno di Carlo D’Angiò. Da costui il borgo venne concesso a Provenzale de Bruveriis, al quale subentrarono successivamente Ada De Bruveriis, Giovanni e Ugo Scotti; quest’ultimo morì senza lasciare nessun erede per la riscossione delle rendite del feudo. Nel 1343 il comune fu affidato provvisoriamente a Marco Aiossa. La moglie di Roberto D’Angiò lo vendette al Conte Raimondo Del Balzo, in seguito si avvicendarono molti feudatari, fino al 1806 quando ci fu l’abolizione dei diritti feudali. I moti carbonari del 1820, che coinvolsero in pieno l’Irpinia, videro schierati in prima fila molti cittadini di San Nicola, alcuni dei quali, dopo essere stati processati, furono condannati a durissime pene detentive. In seguito molti eventi calamitosi, in particolare terremoti lo distrussero completamente e convinsero i superstiti a ricostruire il paese in zona più stabile. Fu scelta la collina chiamata Difesa, alle falde della quale venne riedificato in posizione ottimale ed esposto a mezzogiorno, in prossimità di un ruscello, denominato Vallone San Nicola e, per questa vicinanza al ruscello, il nuovo paese venne chiamato San Nicola ad Ripas. Gli eventi sismici susseguitesi hanno indotto ancora una volta i Sannicolesi a cambiare la geografia del loro territorio spostandosi più a monte in cerca di suoli edificatori più consistenti, fermandosi più o meno nella zona attuale.

Il nome è ispirato e riflette il culto di San Nicola. La specifica di Baronia si riferisce chiaramente all’appartenenza del luogo come “baronia” ai suoi antichi signori. I paesi confinanti sono Carife, Castel Baronia, Flumeri, San Sossio Baronia e Trevico. Il paese fa parte della Comunità Montana Zona dell’Ufita.

In occasione della festività di San Nicola, patrono del paese, così come in occasione di Santa Lucia, 6 e 13 Dicembre rispettivamente, a San Nicola è tradizione dar fuoco ai falò. Per prepararli si comincia a raccogliere la legna già diversi giorni prima della festa a cui provvedono soprattutto i ragazzi, che gareggiano nel realizzare il falò più grande. Per accenderli si aspetta che termini la processione del santo. Naturalmente in paese non c’è un falò intorno al quale non si banchetti in compagnia. Ma ciò che non deve assolutamente mancare sono “li curn’ciell a callariell”, specialità esclusivamente sannicolese.

Invece la festa di San Pasquale Baylon ricorre il 17 maggio e si tratta di una festa particolarmente cara a tutti i sannicolesi. Il santo è onorato col titolo di compatrono del paese ed è qui venerato almeno dal XVIII secolo. La bella statua lignea del ‘700 è custodita nella chiesa a lui dedicata, dove ha pure sede la confraternita che porta il suo nome. Il giorno della festa, allietato fin dal mattino dal suono della banda musicale, inizia con la fiera. Dopo la solenne celebrazione eucaristica pomeridiana, si celebra la processione per le vie del paese. La precessione è salutata da un colorato spettacolo pirotecnico. La benedizione e il bacio della reliquia concludono il momento celebrativo. La serata è infine animata dal tradizionale concerto bandistico. Anche i sannicolesi che vivono all’estero celebrano questa festa, ritrovandosi insieme per la celebrazione eucaristica e per un momento di comunione fraterna.

chiesa-annunziata-san-nicola-baroniaL’edificio più imponente nel paese è senz’altro la chiesa Parrocchiale della SS. Annunziata, il cui impianto originario risale al 1566, quando era dedicata a San Pasquale Baylon. E’ stata riedificata ripetutamente, dopo ogni distruzione seguita ad un evento sismico. L’ultima ricostruzione risale al 1991, realizzata sulle macerie della chiesa distrutta dal sisma del 1930. Imponente è il campanile a tre livelli, con un orologio nel livello più alto. All’interno della struttura si trova un prezioso dipinto del XVIII secolo, che raffigura l’Annunciazione.

Proprio di fronte alla chiesa della SS. Annunziata, dall’altro lato della piazza, scendendo delle ampie scale di pietra, si accede all’antico lavatoio con copiosa acqua che fuoriesce dalle bocche. La fontana in pietra bianca invece si raggiunge attraversando la piazza principale di S. Nicola Baronia, su cui insiste la chiesa della SS Annunziata, scendendo la scalinata in pietra, sul cui lato sinistro si erge una chiesa rosa recentemente restaurata. La fontana è piccola, ma la portata dell’acqua di una delle bocche è imponente. Proprio di fronte alla chiesa della SS. Annunziata, dall’altro lato della piazza, prima di raggiungere l’ampia scalinata in pietra che lascia la chiesa rosa sulla sinistra, conducendo alla fontana ed al lavatoio, si trova una statua moderna in metallo, alloggiata su di un piedistallo. Il monumento è anonimo, nel senso che non si capisce se si tratti di un discobolo, di un soldato o di qualcos’altro.

Volgendo le spalle alla chiesa della SS. Annunziata, dopo aver attraversato la piazza, scendendo l’ampia scalinata in pietra, sulla sinistra ci si imbatte in questa bella chiesa, che dall’esterno appare in ottime condizioni, sicuramente grazie ad un recentissimo restauro. Unitamente alla torre merlata, nella parte più alta di S. Nicola Baronia, è la cosa più bella ed importante dopo la chiesa principale.

parco-dei-mulini-san-nicola-baroniaSi può affermare che prima del 1700 esistevano al servizio degli abitanti di San Nicola Baronia, Castello e Carife 12 mulini idraulici, di cui 5 nel territorio di Castello e 7 dislocati lungo il torrente San Nicola. La particolare morfologia del territorio, la presenza di diverse sorgenti e la produzione di grano hanno rappresentato le condizioni ideali per la nascita dell’attività della molitura. I due mulini, quello di sopra e quello di sotto, si trovano lungo la strada che da San Nicola Baronia porta in zona Padula. I Mulini venivano azionati due volte al giorno, procedendo prima a mettere in funzione il mulino di sotto e poi quello di sopra, infine si azionava nuovamente quello di sotto mediante l’utilizzo dell’acqua che proveniva dall’attività del mulino di sopra. I due Mulini sono stati recentemente ristrutturati.

Lasciamo San Nicola Baronia ma non ancora la Valle dell’Ufìta e la Baronia per darci appuntamento alla prossima settimana a Sturno.

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