Santa Lucia di Serino, il paese d’origine di Giuseppe Moscati

Dopo San Martino Valle Caudina, ci ritroviamo a Santa Lucia di Serino, un comune irpino di circa 1.500 abitanti, ubicato nell’Alta Valle del fiume Sabato, protetto dall’azione dei venti dal Monte Faggeto (1148 metri), che la separa da Volturara Irpina, con cui era in passato collegata tramite un tratturo utilizzato dai pastori irpini per la transumanza del bestiame.

Una veduta di Santa Lucia
Una veduta di Santa Lucia

Santa Lucia di Serino è un paese di antiche tradizioni agricole e pastorali. Il contesto ambientale in cui è inserito il paese irpino è davvero incantevole, con paesaggi straordinari, verde rigoglioso e acque abbondanti: siamo nel comprensorio del Terminio-Cervialto, meta prediletta degli amanti della natura. Il paesino sorge a 400 metri di altitudine. Il Santo Patrono è, naturalmente, Santa Lucia, che si festeggia ovviamente il 13 dicembre. Altri eventi sono la Processione dei Misteri, la Festa di S. Antonio del 13 giugno e la Festa di San Rocco del 16 agosto.

Santa Lucia di Serino offre non solo il verde dei suoi campi e dei suoi monti, l’abbondanza delle acque delle sue sorgenti, ma anche vestigia archeologiche. Il territorio di Santa Lucia di Serino vanta frequentazioni antichissime, preromane, precisamente hirpine. I Romani edificarono in località Acquara, un possente acquedotto, detto appunto Acquedotto Romano, sfruttando le omonime sorgenti. Tale opera di ingegneria idraulica portava le acque di Santa Lucia di Serino sino al porto militare di Miseno, dopo aver tagliato la Valle del fiume Sarno. Originariamente un semplice Casale di Serino, divenne un vero e proprio insediamento urbano, un borgo, solo nel Medioevo, all’incirca verso la metà del XII secolo, quando il feudo, di estensione contenuta, apparteneva a Guglielmo de Tivilla. Diversi feudatari si alternarono successivamente nel possesso del feudo, che già 1561 diventò Comune autonomo.

Convento delle Clarisse e Chiesa SS Maria Sanità

Santa Lucia di Serino diede i natali al medico Giuseppe Moscati, fatto Santo, le cui resti mortali si trovano nel Santuario della Chiesa del Gesù Nuovo a Napoli.

L’originaria struttura della Chiesa Madre dedicata ai Santissimi Apostoli Pietro e Paolo venne edificata alla fine XV secolo, ma venne dedicata a S. Lucia. L’intitolazione ai due Santi Apostoli Pietro e Paolo è avvenuta nel 1839, mentre nel 1926 venne effettuato un intervento di restauro. La Chiesa di S. Maria della Sanità venne edificata nel XVII secolo ed abbellita nel successivo XVIII. Essa forma un blocco unitario con il Convento di clausura delle Suore Clarisse. Nei pressi della Chiesa dedicata ai Santissimi Apostoli Pietro e Paolo, la Chiesa Madre di Santa Lucia di Serino, si trova la Chiesa dei Sette Dolori, in passato probabilmente sede di una Congrega. Allontanandosi dal centro di Santa Lucia di Serino ci si imbatte in un piccolo edificio religioso che corrisponde alla Chiesa di S. Rocco, la cui prima edificazione risale al XVII secolo, anche se l’attuale struttura venne ricostruita nel 1856.

Chiesa San Rocco
Chiesa San Rocco

Nel centro storico di Santa Lucia di Serino si trovano due edifici molto vicini che si riallacciano alla famiglia Moscati. Troviamo infatti il Palazzo Moscati, casa natale di S. Giuseppe Moscati, un edificio del XVI secolo di pregevole fattura ed il Palazzo Chiarella, risalente al XVI secolo, affiancato dalla Cappella del Carmine.

La Casa di Giuseppe Moscati
La Casa di Giuseppe Moscati

Come detto in precedenza, originario di Santa Lucia di Serino è San Giuseppe Moscati, un medico italiano famosissimo. E’ stato beatificato da papa Paolo VI nel corso dell’Anno Santo 1975 e canonizzato da papa Giovanni Paolo II nel 1987. Fu definito il medico dei poveri. La famiglia Moscati proveniva da Santa Lucia di Serino e qui nacque, nel 1836, il padre Francesco che, laureato in giurisprudenza, nel corso della sua carriera fu giudice al tribunale di Cassino, Presidente del Tribunale di Benevento, Consigliere di Corte d’appello, prima ad Ancona e poi a Napoli. A Cassino, Francesco incontrò e sposò Rosa De Luca, dei Marchesi di Roseto; ebbero nove figli, dei quali Giuseppe fu il settimo. La famiglia si trasferì da Cassino a Benevento nel 1877 in seguito alla nomina del padre a presidente del tribunale beneventano; qui il 25 luglio 1880 nacque Giuseppe.

Nel 1903 Giuseppe Moscati si laureò a pieni voti con una tesi sull’ureogenesi epatica considerata degna di stampa. Dopo pochi mesi si presentò ai concorsi per assistente ordinario e per coadiutore straordinario agli Ospedali Riuniti degli Incurabili, superando entrambe le prove e risultando secondo in quello per assistente ordinario. Il consiglio d’amministrazione dell’Ospedale degli Incurabili lo nominò primario nel 1919. Quando nel gennaio 1922 venne sperimentata l’insulina per la cura del diabete, Moscati fu tra i primi in Italia ad utilizzare quel procedimento terapeutico rivoluzionario. Numerose sue ricerche furono pubblicate su riviste italiane ed internazionali, tra le quali le ricerche pionieristiche sulle reazioni chimiche del glicogeno. Il 12 aprile 1927, a soli 46 anni, morì.

Ritratto di Giuseppe Moscati
Ritratto di Giuseppe Moscati

La notizia della sua morte si diffuse rapidamente, e alle esequie vi fu una notevole partecipazione popolare. Il pontefice Paolo VI lo proclamò beato il 16 novembre 1975. Fu proclamato santo il 25 ottobre 1987 da Giovanni Paolo II. Nella sua vita si dedicò all’assistenza dei sofferenti, spesso curandoli gratuitamente e anche aiutandoli economicamente. Moscati sosteneva che non dovesse esserci contraddizione o antitesi tra scienza e fede: entrambe dovevano concorrere al bene dell’uomo. Vedeva l’Eucarestia come centro della propria vita ed era fortemente legato al culto della Vergine. Si preparava durante l’anno alle festività della Madonna digiunando nei giorni in cui ciò era richiesto. Inoltre, anche in età giovanile, scelse la castità. La sua concezione del rapporto tra fede e scienza fu peculiare e tipica della sua mentalità di ricercatore e di scienziato. Per lui, proprio perché solo i contenuti della fede sono certi al di là di ogni dubbio, ogni altra conoscenza umana andava continuamente sottoposta a un serrato vaglio critico. Un grande uomo che ha fatto grane l’Irpinia.

Col ricordo di Giuseppe Moscati, lasciamo Santa Lucia di Serino per ritrovarci la prossima settimana a Santo Stefano del Sole.