Sant’Angelo a Scala, un gioiello nel cuore del parco del Partenio

Dopo Santo Stefano del Sole ci ritroviamo a Sant’Angelo a Scala, posizionato nel Parco del Partenio, a 560 metri di altitudine ed adagiato alle pendici del Monte Vallatrone, alto 1.513 metri. S. Angelo è un tranquillo borgo irpino immerso in un ambiente verde ed incontaminato. La vegetazione, caratterizzata principalmente da castagneti e noccioleti, raggiunge i confini del paese la cui economia è prettamente agricola. La produzione locale è rappresentata da olive, vino Fiano ed Aglianico, castagne, nocciole e cereali. Sebbene prossimo al capoluogo, la natura del territorio ha consentito la conservazione di un paesaggio incontaminato dalla cui esplorazione si può trarre il duplice piacere del contatto con la natura e delle viste panoramiche che si aprono, quasi all’improvviso, sulla valle sottostante.

Panorama di Sant'Angelo a Scala
Panorama di Sant’Angelo a Scala

Sant’Angelo deve le sue origini di certo all’antica città tardo-romana di Ascula, di recente scoperta in località Malfedana, e poi alla chiesetta longobarda di San Michele nella grotta oggi occupata da una piccola abbazia dedicata a San Silvestro Papa. La Baronia di questo importante Castello passa però alla storia per aver dato i natali a Papa Paolo IV, della nobile famiglia dei Carafa che ivi fece sorgere, a metà del 1500, il monastero dell’Incoronata affidandone la costruzione a Giulio Nardonensis. Il culto al venerabile uomo è stato impropriamente usurpato dai verginiani, i quali venerano un corpo (diverso) con quel nome che, in realtà, come ricordano gli anziani, appartiene ad un altro Beato: Giulio Colantuono da Lioni.  Oggi sono ancora visitabili gli antichi monasteri di San Silvestro, da poco ristrutturato, raggiungibile lungo un sentiero montuoso pedonale, e dell’Incoronata del quale però non restano che i ruderi dopo la distruzione, operata nel 1806, da parte dei Francesi alla ricerca del brigante Fra’ Diavolo che qui si nascondeva coi Camaldolesi.  Di interesse sono le antiche processioni dedicate a San Michele e San Silvestro che, legate alle sagre, alla storia e alla cultura, stanno facendo del piccolo paese di Sant’Angelo un punto turistico importante dopo la ricostruzione che ha restituito al paese i palazzi baronali e le casette del 1800.

La Chiesa di San Silvestro
La Chiesa di San Silvestro

A Sant’Angelo a Scala troviamo il bellissimo Santuario di San Silvestro Papa, una piccola chiesa arroccata su una guglia rocciosa alle pendici del Monte Vallatrone, a 900 metri di altezza, al confine tra i comuni di Sant’Angelo a Scala e Summonte. I pellegrini possono raggiungere il luogo attraverso due strade: una che parte da Summonte ed è più pianeggiante, l’altra, quella più nota, parte dal Comune di Sant’Angelo a Scala attraverso un sentiero sconnesso e ciottoloso e porta fin sul piazzale, al quale si accede attraverso un arco di pietra calcarea. La Chiesetta presenta una facciata di pietra bianca, un elegante portale in pietra finemente scolpito e la torre campanaria che domina il borgo circostante. Al suo interno si trova una campana in bronzo che deve essere suonata da tutti gli escursionisti che riescono ad arrivare alla fine del percorso. Al suo fianco sorge la grotta di San Silvestro, dove sgorga una piccola sorgente. Secondo la tradizione locale, le acque della fonte hanno proprietà terapeutiche miracolose. Ogni anno tanti fedeli salgono al santuario in segno di devozione o per chiedere una grazia. Ogni anno poi a Sant’Angelo a Scala il 31 dicembre, festa del Santo, ma soprattutto il lunedì in Albis si fa una grande festa che ha sempre richiamato pellegrini da tutta la Regione e anche dalle Regioni vicine. L’acqua viene raccolta in due distinte vasche, una impiegata per bere, l’altra per bagnarsi.

L'Abbazia di san Giacomo
L’Abbazia di san Giacomo

A Sant’Angelo abbiamo anche l’Abbazia di S. Giacomo Apostolo, ubicata nel centro del paese. Fu edificata nel 1375, e ripetutamente restaurata ed ampliata nel corso dei secoli; essa si caratterizza per una facciata con uno splendido portale in pietra lavorata, il finestrone centrale e ricche lesene decorative laterali. Davvero imponente è la Torre campanaria. All’interno si segnalano l’altare maggiore, il fonte battesimale, l’organo a canne, alcuni dipinti del XVIII secolo provenienti dal Monastero o Convento dell’Incoronata, ed infine, la statua dell’Incoronata. Del Convento o Monastero dedicato a S. Maria dell’Incoronata restano solo alcuni ruderi. Il Convento risaliva al XVI secolo, in quanto venne fondato nel 1577 da Laura Brancaccio Carafa, in vicinanza ad un luogo di culto costruito da S. Romualdo.  La struttura religiosa venne semidistrutta nel 1806 dalle milizie francesi, avendo fornito ospitalità al celebre brigante Michele Pezza, conosciuto come Frà Diavolo. Sul lato fiancheggiato dalla strada dell’Abbazia di S. Giacomo Apostolo, si trova una caratteristica Fontana-Lavatoio ad arcate, risalente al XVIII secolo. Prima si incontra la Fontana e successivamente il lavatoio.

La fontana lavatoio
La fontana lavatoio

Prodotto tipico di Sant’Angelo a Scala è il caciocavallo Silano DOP, un formaggio semiduro, a pasta filata, prodotto con latte di vacca di diverse razze, tra cui la podolica, una tipica razza autoctona delle aree interne della Campania. La forma, sferica, ovale o troncoconica, varia secondo le diverse aree geografiche di produzione. La pasta si presenta omogenea o con lievissima occhiatura, di colore bianco o giallo paglierino. Il sapore è inizialmente dolce fino a divenire piccante a stagionatura avanzata.  Il Caciocavallo silano, riconosciuto nel 1993 formaggio a denominazione d’origine (DO), ha ottenuto il nel 1996 la registrazione della Denominazione d’Origine Protetta (DOP).

Lasciamo Sant’Angelo a Scala e ci diamo appuntamento a giovedì prossimo sempre in Irpinia.